Santuario della Cornabusa 2.0, al via il progetto di valorizzazione e digitalizzazione

Redazione 11/12/2020 0 commenti

In occasione dell’esposizione del presepe donato dai maestri presepisti di Cerete, il Comitato Amici della Cornabusa è lieto di annunciare l’inizio del progetto di comunicazione e valorizzazione del Santuario della Madonna della Cornabusa, in SantOmobono Terme, nella provincia di Bergamo. Il gruppo di volontari, che comprende la Parrocchia di San Bernardino da Siena di Cepino, la Comunità Montana Valle Imagna, l'Infopoint Valle Imagna e la Pro Loco di SantOmobono Terme, ha promosso la raccolta voti in occasione della nona edizione del censimento I Luoghi del Cuorenel 2018, facendo ottenere al Santuario il quarto posto nella classifica nazionale, con 47.936 voti

Il progetto – proposto sul Bando I Luoghi del Cuore dalla Parrocchia di San Bernardino da Siena di Cepino – è sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo con un contributo di 9.000 euro. Questo intervento permetterà di valorizzare il luogo attraverso la promozione del Santuario e del suo contesto paesaggistico e storico, al fine di approfondire e consolidare il suo legame con il territorio, restituire ai pellegrini unesperienza di visita a 360 gradi, attirando anche l’interesse di un pubblico più giovane. Ora più che mai, in piena emergenza Covid-19, abbiamo bisogno di conoscenza e di cultura condivisa e il progetto de “I Luoghi del Cuore” è una grande occasione per affrontare le sfide di questo periodo.

Il Santuario della Madonna della Cornabusa si trova a Sant’Omobono Terme, in frazione Cepino, incastonato in una zona impervia, nel verde del valico prealpino del Pertüs, sul versante destro della Valle Imagna, precisamente lungo il dorsale del monte Albenza, a 658 metri sul livello del mare: un territorio di grande spiritualità e fede religiosa.

La cavità, lunga 96 m e larga 20 m è un vero e proprio luogo di culto naturale, in cui gli elementi dell’acqua, della luce e della roccia la rendono esclusiva. La sua meravigliosa caratteristica era nota anche a uno dei suoi più cari visitatori, Angelo Giuseppe Roncalli, che definì questa basilica rupestre” “il Santuario più bello che esiste, perché non lha fatto la mano delluomo, ma Dio stesso.

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Le origini del luogo risalgono ai tempi delle tumultuose lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra il 1350 e il 1440, quando alcuni abitanti della zona, per sfuggire alle violenze, si nascosero in una ‘corna busa’, che nel dialetto locale significa cavità naturale. Una donna anziana molto religiosa avrebbe portato con sé nella grotta la statua della Madonna Addolorata, alla quale il gruppo di rifugiati avrebbe rivolto le proprie invocazioni. La devozione accresce in seguito al primo miracolo, in cui una pastorella sordo-muta, rifugiatasi nella grotta con il suo gregge da un temporale, ritrova la sua voce. Proprio in questo luogo, nel corso dei secoli a partire dal ‘500, fu edificato il santuario dedicato al culto della Madonna della Grotta, che in seguito divenne Madonna della Cornabusa.

Attorno alla grotta sacra del Santuario si è sviluppato inoltre un sistema di accoglienza (la Casa del Pellegrino) e di attrazione per i visitatori: il Museo del Santuario ospita le antiche tavolette ex voto dei devoti, che nei secoli hanno frequentato questo luogo, assieme ad altri oggetti liturgici di grande importanza storico-artistica.

Accanto al museo si possono inoltre visitare le stanze dove ha risieduto Angelo Giuseppe Roncalli durante le sue visite al Santuario, fino a poco prima dall’elezione al soglio pontificio: per tale motivo il Santuario rientra tra i Luoghi Giovannei e quindi meta importante per i devoti a San Giovanni XXIII. È dunque ancora oggi un punto di riferimento per fedeli, visitatori e abitanti della valle, che lo vivono come luogo di fede e di devozione collettiva, ma anche di aggregazione e di identità, di sicurezza e di speranza. La valorizzazione del Santuario della Madonna della Cornabusa diventa così una grande forma di auspicio per la ripresa di un futuro migliore per l’intera società.

L’intervento, a cura di Moma Comunicazione S.r.l. e reso possibile grazie al contributo de I Luoghi del Cuoredel FAI, ricreerà e valorizzerà la rete di percorsi al Santuario, facilitando e diversificando l’accessibilità al luogo. L’uso di nuove tecnologie per la comunicazione permetterà di restituire ai pellegrini una visita in loco più fruibile e al contempo di accrescere l’interesse delle nuove generazioni verso questa esperienza spirituale ed emozionale. La digitalizzazione, strumento essenziale soprattutto in questo difficile momento, permetterà la fruizione di contenuti e materiali video, regalando a tutti momenti di spiritualità e cultura, e immersioni nel meraviglioso paesaggio in cui si trova il Santuario.

La ricerca dei percorsi esistenti e l’individuazione di nuovi porterà ad una mappatura di cammini di diverso genere per i diversi target: dal percorso spirituale interno della grotta a quelli naturalistici per gli sportivi, al cammino che collega il Santuario di Sotto il Monte (paese natale di Papa Giovanni XXIII) al Santuario della Cornabusa. Un vero e proprio sistema di cammini riuniti in un’unica App, quella di Orobie Active, dell’omonima rivista, che ormai da anni è nota per gli itinerari a piedi, con mappe, descrizioni, punti di interesse, ricettività e consigli pratici per trasformare un’escursione in una grande esperienza.

Inoltre verrà data una nuova immagine coordinata prevedendo anche pannelli didattici in loco per le informazioni generali sui percorsi e vere e proprie mappe cartacee che accompagneranno il visitatore nel suo cammino preferito. Un nuovo sito internet accoglierà tutte le informazioni relative al Santuario della Cornabusa e sarà di supporto agli attuali e ai futuri pellegrini. Inoltre sarà uno strumento di promozione del territorio locale dando avvio a una rete di partenariati locali.

Don Alessandro Locatelli, parroco e rettore del Santuario della Cornabusa commenta così l’avvio del progetto: “Il Santuario della Cornabusa è lieto di essere entrato da protagonista nel progetto "I Luoghi del cuore". I volontari e la Comunità Montana hanno iniziato a parlare di questa iniziativa e la sua notorietà è così cresciuta, da coinvolgere sempre più la Valle Imagna. Tantissimi fedeli giungono al Santuario da tutta la bergamasca, dalla Lombardia, da varie parti d'Italia e anche dall’estero. La definizione "I Luoghi del cuore" ci è sembrata particolarmente adatta per il Santuario della Cornabusa: il riferimento alla Madonna Addolorata da sempre tocca il cuore delle persone e in particolare di chi soffre; la presenza di migliaia di pellegrini testimonia che Maria non smette di parlare al CUORE della gente, in particolare dei più semplici. Grazie al FAI che attraverso questa iniziativa permette ai cittadini di dimostrare il proprio amore per i luoghi ai quali tengono e appartengono, a chi l’ha proposta e portata avanti e a tutti coloro che l’hanno sostenuta!”

Renzo Frosio, uno dei volontari del Comitato “Amici della Cornabusa” aggiunge: Presentatasi l’opportunità del FAI, abbiamo creato il comitato, ritrovandoci coinvolti in un “gioco scommessa”. Incoraggiati, sempre più fiduciosi e stimolati da questa raccolta, ci siamo impegnati maggiormente coinvolgendo tutti i pellegrini, raccogliendo le loro firme e informandoli di questa grande iniziativa. È così che con la costanza siamo riusciti a stimolare anche altri volontari arrivando a raccogliere 47.936 voti. Ci aspettiamo che il Santuario della Cornabusa venga maggiormente conosciuto in ambito nazionale e che possa essere frequentato da un numero sempre maggiore di pellegrini. Promuoveremo il FAI, che ogni giorno attraverso la sua missione promuove la cura e la tutela del patrimonio del nostro Paese.”

Claudio Cecchinelli, Delegato FAI Bergamo, dichiara: "Il Santuario della Madonna della Cornabusa è il quinto Luogo del Cuore bergamasco a ricevere un finanziamento da parte del FAI - Fondo Ambiente Italiano. Grazie ai moltissimi voti raccolti nell'edizione 2018 del Censimento e al progetto di scoperta e valorizzazione predisposto dal Comitato che ha sostenuto la candidatura, incarnandone lo spirit, questo luogo, tanto caro agli abitanti della sua valle, potrà essere elevato all'attenzione dei bergamaschi, che spesso ne conoscono solo il nome, e soprattutto dell'Italia intera. Una candidatura che ha sposato appieno i valori del Censimento e del FAI: si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce, e la Cornabusa una volta scoperta non può che essere amata."

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