Camille, una francese innamorata delle valli bergamasche: "Qui per raccontare storie e tradizioni"

Si è innamorata dell’Italia e della Bergamasca al punto da volerla condividere con il resto del mondo.
29 Novembre 2025

Si è innamorata dell’Italia e della Bergamasca al punto da volerla condividere con il resto del mondo. La storia di Camille Vermeersch è una love story in piena regola. Lei ha 32 anni, viene da Lille e per il suo progetto social - con il quale racconta le valli bergamasche alla Francia -  la Valle Brembana è stata per diverso tempo la sua casa, da Santa Croce a Dossena passando per Ubiale Clanezzo.

"Ho studiato per diventare psicologa: ho ottenuto il titolo nel 2018 e, appena tre giorni dopo, sono partita per la mia prima esperienza lavorativa in Italia come assistente di lingua francese nella provincia di Milano”. Un incontro che cambia la vita di Camille. “Quell’anno è stato per me una rivelazione: quando sono rientrata in Francia per lavorare, ho capito che dovevo trovare un modo per riportare la mia vita in Italia”. Il sogno è di trasferirsi Oltrealpe, ma nel frattempo la nostra dottoressa non resta con le mani in mano. “Per mantenere vivo il legame con l’Italia, ho creato a Lille “Lilliamo”. È un café des langues, ovvero un luogo dove italiani, francesi o persone di altre nazionalità potevano incontrarsi, parlare italiano e condividere esperienze come aperitivi, cene, film o mostre, sempre legati all’Italia”. Il nostro Paese resta il punto di riferimento, una meta tanto desiderata e, alla fine, raggiunta.

“L’Italia è sempre stata una forza per me - spiega Camille - guidandomi nelle scelte scolastiche e sostenendomi nei periodi difficili.  Sono proprio innamorata di questo Paese. Non rimpiangerò mai la scelta che ho fatto, a fine 2023, prima di partire per Bergamo. Anzi, è probabilmente la più bella scelta della mia vita”. Il suo entusiasmo la porta a creare il progetto social "Italie Par Ici" che faccia conoscere l’Italia ai francesi e, in generali, agli stranieri. “Ormai una vera impresa, ma prima di tutto è una stupenda esperienza umana che mi sta permettendo di incontrare centinaia di bergamaschi (e spero nel futuro anche persone di altre province), ascoltare le loro storie, condividere tradizioni e scoprire realtà locali che meritano di essere raccontate” racconta Camille. Il suo stesso luogo di residenza italiano, in effetti, fa capire quanto sia immersa nella realtà locale.

Dopo essere vissuta diverso tempo a Bergamo e Valbondione, "dall’aprile 2024 vivo ad Ardesio, in alta Val Seriana. Mi sento onorata di fare volontariato per ViviArdesio, l’ente turistico del paese, che si occupa di cultura, promozione, valorizzazione del territorio e anche di turismo religioso. Sono loro che mi hanno invitata a collaborare, e questo mi ha fatto sentire pienamente accolta”. Chiaramente, è un altro mondo rispetto a Lille, eppure Camille si dice “stupita per l’incredibile vitalità di Ardesio: per essere un paese di meno di 3.500 abitanti c’è un’energia che raramente ho visto altrove. La Pro Loco è composta in gran parte da giovani, la presidente che ha 26 anni e ci sono volontari di tutte le età. Nei paesi della Val Brembana e della Val Seriana in cui ho vissuto ho trovato un senso di comunità che in Francia, per vari motivi, sta un po’ scomparendo. Qui si lavora tanto per il paese, si crea, si collabora, e ogni evento è organizzato col cuore.  Ad Ardesio, ad esempio, c'è persino un festival cinematografico internazionale dedicato alle devozioni e alle tradizioni popolari, giunto alla sesta edizione. Per un piccolo paese di montagna è un risultato straordinario!”.

Il confronto con il Paese di origine è inevitabile: “Non voglio criticare la Francia né cadere in stereotipi, perché le mie radici sono importanti. La verità è che in Italia mi sento davvero me stessa, a casa. Gli italiani mi sembrano più solari e aperti, con una spontaneità e una voglia di condividere che si percepiscono subito. In Francia, le persone possono essere più riservate o formali, mentre qui il calore umano si nota fin dalle piccole interazioni, anche quando conosci qualcuno da appena cinque minuti”.  Un cambiamento che la coinvolge in prima persona: “Io stessa sono molto più solare in Italia e me lo dicono anche i miei genitori, che con il tempo hanno accettato la mia scelta di vita, nonostante io sia figlia unica e per loro non fosse facile. Sono anche molto curiosa, soprattutto quando si parla dell’Italia: ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, e questo mi fa sentire realizzata. Qui sento quella scintilla negli occhi, quella vitalità e gioia di vivere che in Francia non riesco a provare allo stesso modo. Non entro nel tema della cucina, anche se per me l’Italia rimane imbattibile! E tifo Italia nel calcio, anche nel 2006!” scherza.

Per essere due nazioni tanto vicine, anche dal punto di vista culturale, Camille nota comunque grandi differenze. “In Francia mi è capitato di percepire che l’idea dello stare insieme assume un senso forte soprattutto nei momenti di grande emozione collettiva (che sia di gioia come una vittoria alla coppa del mondo o di dolore se parliamo di attentati), oppure quando si tratta di difendere una causa comune, con manifestazioni o scioperi. Fuori da quei momenti, però, le relazioni mi sono spesso sembrate meno orientate alla condivisione. L’Italia rappresenta per me un desiderio di convivialità, di vicinanza e di comunità non solo nei momenti particolari, ma nella vita di tutti i giorni. Ovviamente, è la mia percezione personale”.

camille1 - La Voce delle Valli
Camille durante un evento a Costa Serina

Anche Camille ha avuto le sue difficoltà, soprattutto con il proprio progetto. “Gestisco tutto da sola e il mondo dei social non è affatto semplice. Purtroppo, i contenuti culturali non sono sempre quelli che attirano di più, anche se i social permettono di informarsi su un argomento in pochi minuti, in una società in cui spesso non c’è più il tempo di guardare documentari in televisione.  Ed è proprio questo il mio obiettivo: far conoscere in pochi minuti piccole realtà, suscitando la curiosità di venirle a scoprire dal vivo: i miei contenuti sono sempre disponibili in entrambe le lingue, per incoraggiare il turismo di prossimità. Creare i video richiede quindi molto impegno, tempo ed energia, e ho imparato da sola tutto il lavoro di videomaker.  Da qualche settimana, sto cercando di riorganizzarmi, producendo post più semplici.  Devo adattarmi al mio “pubblico” e soddisfare le sue esigenze” spiega.

Il suo impegno non finisce qua: tra corsi di francese per gli impiegati comunali, programmi linguistici e incontri negli asili, Camille è sempre più decisa ad abbattere le barriere della distanza. “Trasmettere e condividere sono cose che amo, quindi sono sempre aperta a collaborazioni con persone o enti che vogliano valorizzare la storia, le tradizioni e i progetti dei borghi italiani, sempre a diretto contatto con chi ci vive. Il mio sogno è poter continuare a farlo e rimanere in Italia a lungo.  Se volessi lanciare un messaggio finale, direi questo: vivere un sogno è possibile, se si ha il coraggio di ascoltare la propria passione. Non bisogna avere rimpianti. Ognuno di noi ha qualcosa che gli dà la forza di vivere, anche se a volte non così semplice trovarlo: per qualcuno è l’arte, per altri la musica o lo sport. Per me, questa forza si chiama Italia”.

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Commenti:
  1. Bonjour Camille qui a déjà commenté ce propgramme que vous avez projeté pour vivre dans notre province bergamasque.
    Bon futur signé , une mamie de 80 ans, bergamasque avec une mamma de Berbenno qui avons émigré de 1948 à fin 1969, dans le Ht Doubs, frontière Suisse Romande.
    Mariée en France dans ce département avec un italien de région Ombrie (centre Italie), j' y vis depuis donc fin 1969.

    Un caro saluto anche in italiano per chi leggera il mio commento nella lingua che mi ha visto crescere e studiarla.

  2. brava Camille, continua con questo bellissimo progetto. le nostre valli hanno bisogno di persone come te.

  3. Saluti Camille.
    je suis une mamie bergamasque de 1945 née à Almè, tout près de Bergame, de 1948 à 1969 j'ai grandi dans ta natuon dans le département du Doubs , frontière Suisse Romande .
    Morteau et sa saucisse la ville où j'ai vécu.
    En 1968 j'ai marié un italien de Ombrie de la province de Perugia qui a 1 université pour étrangers.
    Si tu es interessé de savoir quelques chose sur la culture de ma Comune ombrienne (Gualdo Tadino), avec internet tu oeux cliquer et te documenter sur notre Musée de l'Emigration ouvert en 2004.
    Ton témoignagne m'a surprise et je te souhaite une bienvenue, un bon travail et bon séjour..
    Andrée..

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