Roma-Atalanta, Bombardini: "Si può solo crescere. Ma serve tempo. E de Roon..."

Inauguriamo la nuova rubrica curata dal nostro Federico Errante con il "Bomba" che, mentre sfoglia l'album dei ricordi, analizza l'Atalanta di oggi in vista del match con la Roma.
4 Settembre 2026

Fantasia, talento, estro, ultimo passaggio e giocata. Cinque termini a cui Davide Bombardini ha sempre dato del "tu". Un lungo percorso su e giù per l'Italia con tappa a Bergamo, dapprima sponda Atalanta (promozione in A e ottavo posto tra il 2005 ed il 2007) poi all'AlbinoLeffe di Mondonico (un anno e mezzo tra il febbraio 2010 ed il giugno 2011).

Il faentino classe 1974 lunedì scorso era in tribuna alla "New Balance Arena" per assistere alla sfida tra i nerazzurri ed il "suo" Bologna. Ma lo sguardo è già proiettato a sabato, quando il calendario metterà di fronte ai bergamaschi la Roma di Gasperini e de Roon ma anche di Cristante e Mancini. Una realtà, quella giallorossa, che il "Bomba" ha vissuto nel 2002-2003 con Capello allenatore e i vari Totti, De Rossi, Cafu, Batistuta e Montella compagni di squadra. Il presente racconta invece di due formazioni a punteggio pieno che si troveranno di fronte alle 20.45 all'Olimpico.

"SAMA" NO LOOK... – "Lunedì ero allo stadio. A pochi secondi dalla fine ho preso la strada dell'uscita, sulle scale ho incrociato Doni e mentre ci stavamo abbracciando è arrivata la rete di Samardzic. Se l'Atalanta ha vinto una gara del genere può essere senza dubbio un segnale confortante anche perché la prestazione non mi è proprio piaciuta. Lenta, a tratti compassata con il Bologna superiore fermato dal palo e dal solito Carnesecchi. Ma è altrettanto vero che bisogna avere pazienza ci sono meccanismi nuovi, un modulo lasciato nel cassetto per oltre dieci anni, ragazzi che si devono adattare ed altri non ancora in condizione per tanti motivi. Ora finalmente il mercato è chiuso e si può iniziare a lavorare senza scossoni".

RODAGGIO – "In ogni campionato il primo mese è necessariamente di rodaggio. L'Atalanta forse più di altre. Ma con sei punti all'attivo e un tabellone di Conference conquistato, con tre vittorie su quattro ed una sola rete al passivo nonostante tutto si lavora decisamente meglio, pur conosci che ci sia moltissimo da fare. A prescindere da ciò, io avrei virato la scorsa stagione piuttosto che stare nell'ombra di Gasperini, ricominciando da Juric e passando poi a Palladino. Dopo nove anni del genere meglio azzerare che tentare di ricalcare qualcosa di irripetibile".

ROMA, CHE IMPRESSIONE – "Per uscire indenni da Roma però bisogna cambiare decisamente marcia proprio sul piani del ritmo, in primis. I giallorossi, avvio a parte, dovessero riuscire a reggere anche gli umori dell'ambiente che possono passare, in un attimo, dall'euforia alla pressione costante potrebbero anche migliorare l'ultimo piazzamento Champions. Per ora hanno impressionato, ma l'annata è lunga e i fattori che possono incidere veramente tanti".

MALEN – "Non me l'aspettavo subito connesso fin dal suo arrivo. Eppure tutti gli attaccanti dovrebbero essere così. Quando giocavo io i vari Vieri, Inzaghi e compagnia colpivano subito mentre adesso si tende ad aspettare, a far ambientare e a trovare troppe scuse. Ma dove sono i bomber? E gli italiani? Se pensiamo che nell'ultima classifica il primo dei nostri è stato Federico Bonazzoli retrocesso con la Cremonese. C'è qualcosa che non va".

DE ROON – "Senza Gasperini sarebbe rimasto a Bergamo. Quando chiama un allenatore con cui hai fatto una storia che non si cancella, però, è impossibile rifiutare, soprattutto se alla Dea sei destinato ad un ruolo marginale. Poi è approdato in una piazza che con il giusto entusiasmo porta 80 mila persone allo stadio e c'è una Champions League da giocare".

MISTER 40 MILIONI – "In un mercato che piazza giocatori da 50 e 100 milioni evidentemente anche i 40 per Rowe non sono una follia. Si tratta solo di una conseguenza, per fortuna o purtroppo. In giro c'è poca qualità, il Bologna sa che l'Atalanta lo cerca, non ha problemi a spendere e allora si regola di conseguenza. Jonathan può dare qualcosa in più davanti, imprevedibilità. I colpi ci sono, vediamo cosa saprà combinare specie in termini di continuità".

AMARCORD – "Bergamo è rimasta quella di quando ero in campo. L'ho sempre definita collocata al nord ma con la passione ed il calore del sud. La gente trascina, non smette di sostenere dal primo all'ultimo minuto, lo stadio è sempre pieno ed il contesto è sempre l'ideale per giocare. Conservo immagini splendide di quella fase. Soprattutto di un gruppo che sapeva abbassare la testa quando c'era da spingere cosi come alleggerire quando lo si poteva fare. Tantissimi scherzi anche con Colantuono come vittima. Ricordo, una volta, d'aver provato a sfuggire ad una sua vendetta nascondendomi. Invece quando mi ha incrociato me l'ha fatta pagare proprio fisicamente all'interno dello spogliatoio...".

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