Estate, ecco come affrontarla al meglio: sport e integratori, colpi di calore e creme solari

Nuova puntata con la rubrica curata dal dottor Michele Visini della Farmacia Visini di Almè.
15 Luglio 2025

Il 2025 non sarà ricordato come l’anno con la stagione primaverile più bella a nostra memoria da un punto di vista meteorologico, e l’inizio estate non è stato particolarmente meglio…e questo direi che è certo! La stagione estiva sembra tuttavia essere arrivata, e tutti speriamo possa essere calda e serena: le vacanze dopo un lungo anno di lavoro (soprattutto per gli studenti), il riposo per molti, ma anche l’opportunità di attuare qualche accortezza per ridurre al massimo gli effetti sull’organismo delle alte temperature estive. Per lo più si tratta di disturbi non particolarmente rilevanti, ma in alcuni casi particolari gli effetti possono essere tutt’altro che lievi. Ma a cosa stiamo facendo riferimento? Quali potrebbero essere questi effetti sul fisico e sulla salute, tali da meritare attenzione e magari il ricorso a qualche rimedio?

Proviamo a vederli insieme:

  • ALLENAMENTI FISICI E INTEGRAZIONE SPORTIVA
  • COLPI DI CALORE E INTEGRAZIONE IDRICO-SALINA
  • INCONTINENZA VASCOLARE E INTEGRAZIONE FLEBOTROPA
  • ESPOSIZIONE AL SOLE E PROTEZIONE DELLA PELLE

 

FARE SPORT E INTEGRARE NEL MODO GIUSTO

Con la stagione estiva molti di noi troveranno tempo e modo di dedicarsi alle attività fisiche e sportive, magari anche solo durante i periodi di vacanza; la mancanza di allenamento e le condizioni ambientali potrebbero tuttavia creare qualche fastidio a chi non è un praticante regolare: gli sforzi più intensi del normale, in condizioni di caldo, possono provocare, per cominciare, sudorazione eccessiva con conseguenze sia a carico dell’apparato muscolare (crampi), sia di quello cardiocircolatorio (violenti sbalzi e scompensi pressori con possibili episodi lipotimici, ossia svenimenti). Una profusa sudorazione non affrontata in modo adeguato (premesso che la cosa ideale sarebbe evitarla, laddove possibile) può provocare perdita sia di liquidi (con susseguente calo pressorio) che di sali minerali: in questo caso ciò che ne consegue in prima battuta è un aumentato rischio di crampi muscolari, anche se non è solo questa la principale e peggiore conseguenza. Il concetto è complesso ma proviamo a spiegarlo nel modo più semplice possibile.

Il fisiologico e corretto funzionamento dei muscoli dell’apparato scheletrico che alternativamente si contraggono e rilasciano (ma lo stesso discorso vale per i muscoli cardiaci) è sostenuto da adeguato bilanciamento di diversi elettroliti (elementi chimici presenti nel sangue e nei tessuti dell’organismo), tra cui i principali sono Sodio, Potassio, Cloro e Magnesio, alcuni responsabili della contrazione, altri del rilasciamento/decontrazione. Una perdita eccessiva di questi Sali, che fuoriescono dal nostro corpo per trasudazione cutanea, non ricompensata da adeguata re-integrazione, porta a un deficit di elementi che, come detto, non solo sono essenziali ma che devono essere presenti in dosi ben definite, sia in valore assoluto (ossia la quantità in mg di ciascun elettrolita per unità di volume di fluidi corporei) che relativo (ovvero il rapporto vicendevole tra le diverse concentrazioni dei diversi elementi). Tutto il funzionamento del nostro organismo è infatti regolato dai “comandi” che partono dalle “centrali di controllo” (la principale delle quali è il nostro cervello, ma lo stesso vale per la conduzione a livello cardiaco, regolata da un “generatore di corrente” noto con il nome di Nodo Seno-atriale) e si diramano fino a tutte le parti periferiche del corpo attraverso una rete elettrica incredibilmente complessa, ovvero il nostro sistema nervoso.

Questi “messaggi” si trasmettono lungo le fibre nervose dotate di un numero spaventosamente alto di cosiddetti “canali ionici”, delle specie di “porte di scambio”, disposti lungo tutte queste fibre, attraverso cui transitano in direzione opposta gli elementi chimici che abbiamo nominato poco fa: in parole più semplici….immaginiamo una cinta muraria e una guarnigione disposta lungo di essa…immaginiamo delle porte lungo le mura….i soldati, entrando e uscendo, portano i comandi e li trasmettono a tutti i soldati! Allo stesso modo, un elemento chimico, “entrando” attraverso questa porta, reca con sé un comando che potrebbe essere di attivazione (nel caso del muscolo: “contraiti!!”), mentre un altro elemento, “uscendo” da questa porta in direzione opposta al precedente, reca invece un diverso ordine, che per esempio potrebbe essere di disattivazione (sempre nel caso del muscolo: “distenditi!!!”). E’ essenziale che non ci sia carenza di trasmettitori, ma nemmeno eccesso degli uni rispetto agli altri, ed è per questo che gli integratori presenti in commercio sono adeguatamente bilanciati, e devono essere assunti quando si creano le condizioni di profusa sudorazione o eccessivo calore. Sono indicati per tutti, anche se particolare attenzione deve essere prestata da parte di pazienti con pregresse problematiche cardiovascolari e in caso di terapie antipertensive in atto. Una integrazione con Sali minerali, in questo caso, richiede sempre il controllo da parte del medico curante perché si potrebbe creare una variazione dei parametri vitali: i Sali minerali, trattenendo liquidi per bilanciare le concentrazioni dei fluidi corporei, possono alzare la pressione sanguigna, modificando l’effetto farmacologico delle terapie in atto.

Fin qui si è affrontata una problematica piuttosto comune e relativamente poco pericolosa; ci sono tuttavia alcuni soggetti a rischio, per i quali la questione del caldo e dei colpi di calore potrebbe creare conseguenze davvero pesanti: gli anziani e i bambini molto piccoli. Le persone anziane sono da sempre indicate come la categoria più a rischio: camminare sotto il sole nelle ore calde della giornata è assolutamente sconsigliabile, per cui di fatto la cosa migliore da fare è rimanere in casa limitandosi ad uscire solo al mattino presto o dopo le 18, quando l’incidenza dei raggi solari è minore; sempre opportuno indossare un cappello per proteggere la testa, non tanto al fine di evitare le scottature, quanto principalmente per evitare pericolosi colpi di calore, che, come abbiamo visto, provocano perdita di acqua e Sali, quindi nutrimento non solo per i muscoli ma anche, cosa importantissima, per l’encefalo. Purtroppo le persone anziane non sono sempre in grado di comprendere la pericolosità delle conseguenze di incaute passeggiate sotto il sole! E’ assolutamente fondamentale fare in modo che questo messaggio arrivi in modo chiaro ed inequivocabile: le conseguenze di un colpo di calore possono davvero essere varie e pericolose!

Comunemente il primo pensiero va alla pressione arteriosa: il caldo, soprattutto se improvviso e violento, può causare svenimenti e cadute potenzialmente molto rovinose; va aggiunto che molto spesso le persone anziane hanno cronicamente problemi pressori e sono in terapia farmacologica, per cui un violento abbassamento della pressione causato dall’effetto vasodilatatorio del caldo amplifica gli effetti dei farmaci (la vasodilatazione è un meccanismo regolatorio della pressione arteriosa). Nel periodo estivo è importante controllare costantemente la pressione per modulare la terapia in essere e valutare con il medico di base l’opportunità di integrare i Sali minerali persi con la sudorazione.

A livello cerebrale abbiamo già accennato al rischio di squilibrio elettrolitico, cioè di nutrimento essenziale: l’encefalo va sempre nutrito ed idratato. Un colpo di calore genera un’improvvisa disidratazione e conseguente denutrimento, estremamente dannoso soprattutto in condizioni di moderato o avanzato invecchiamento della corteccia cerebrale, condizione fisiologica ed inesorabile con l’andare degli anni. Oltre alle persone anziane, un’altra categoria a rischio sono ovviamente i bambini, soprattutto i più piccoli; le accortezze relativamente all’esposizione nelle ore calde della giornata devono essere le stesse di cui si è parlato prima. L’uso di un copricapo è importantissimo e deve diventare un’abitudine per i bambini stessi. La loro pelle è inoltre molto delicata e va protetta con estrema cura, principalmente in tenera età, avendo però cura di evitare di esporre i bambini al sole nella fascia dalla metà del mattino fino a metà pomeriggio. Peraltro, la trasudazione cutanea indotta dal caldo in un bimbo piccolo, con una superficie corporea così ridotta, può facilmente portare ad effetti piuttosto marcati in breve tempo: per questa ragione l’idratazione (oltre ovviamente ad evitare questi effetti) è ancora più importante.

GAMBE GONFIE E CIRCOLAZIONE PERIFERICA

Da cosa dipende la sensazione di gambe gonfie e pesanti? Perché il caldo peggiora il microcircolo? Quali meccanismi si instaurano e quali condizioni peggiorano sintomi e conseguenze? Capire le cause aiuta a ipotizzare le migliori strategie da mettere in atto. Il problema nasce principalmente dal fatto che il sangue, per risalire dalle estremità degli arti inferiori fino al cuore, deve procedere contro la forza di gravità (andando quindi dal basso verso l’alto, soprattutto nella condizione di postura eretta) spinto dalla forza propulsiva del cuore stesso; è inoltre chiaro che l’intensità con cui il muscolo cardiaco spinge il sangue durante la contrazione si riduce man mano che ci si allontana verso i distretti più lontani, per cui a livello degli arti inferiori questa spinta è forzatamente meno consistente.

Combinando i due fattori (forza di gravità e riduzione della spinta propulsiva) otteniamo un quadro in cui il ritorno venoso può essere difficoltoso: per questa ragione le vene sono dotate di speciali valvole (definite “a nido di rondine") in grado di aprirsi verso l’alto sotto la spinta del sangue e richiudersi subito dopo in modo da impedire il reflusso verso il basso; in tal modo in condizioni fisiologiche il sangue può tornare al cuore senza refluire. Se le varici, ossia queste valvole, perdono di efficacia, questo meccanismo non è più in grado di essere adeguatamente operativo e si formano addensamenti di capillari in cui il sangue tende a ristagnare. In condizioni climatiche particolarmente calde a livello circolatorio si verifica una vasodilatazione (i “tubi” si allargano…la pressione scende per leggi della fisica), per cui la “tenuta” delle valvole viene compromessa e la pressione interna al circolo venoso si riduce; inoltre in individui che lavorano o spendono gran parte del loro tempo in piedi questo fenomeno peggiora ancora di più; il risultato sono gambe gonfie e pesanti!!!

Cosa si può fare per impedire questo fenomeno o quantomeno per ridurne gli effetti? Gli approcci come sempre possono essere a diversi livelli, a seconda della gravità, del recidivarsi e della difficoltà di risoluzione del problema.

Livello topico: si tratta di applicazione di gel o di creme contenenti sostanze fitoterapiche vasoattive (ad esempio Iperico, Ippocastano, Rusco) o rinfrescanti (per esempio il Mentolo), da applicare con un massaggio in senso longitudinale dal basso verso l’alto più volte al giorno per un periodo adeguatamente prolungato; quest’approccio risulta particolarmente piacevole soprattutto in fase acuta nel periodo caldo, e può essere completato da docce fresche direttamente sugli arti inferiori.

Livello sistemico: si tratta di integratori anch’essi ricchi di sostanze vasoattive, in grado di contribuire a rinforzare la tonicità delle pareti muscolari dei vasi capillari; tale effetto consente di ridurre la vasodilatazione e il rilasciamento dei vasi venosi. Questo approccio sistemico non sostituisce quello topico ma può ad esso integrarsi o alternarsi, anche perché solitamente le integrazioni prevedono cicli di terapia non continuativi.

La scelta di uno o più rimedi può essere adeguatamente guidata dal medico o dal farmacista; può sicuramente essere molto utile effettuare una prima valutazione dell’efficacia del circolo. A seconda del grado di insufficienza venosa il paziente potrà iniziare una prima terapia (locale o sistemica o entrambe) oppure essere indirizzato dal medico per una valutazione più approfondita.

ESPOSIZIONE AL SOLE E PROTEZIONE DELLA PELLE

Il principio migliore è come sempre quello di modulare l’esposizione al sole in base al tipo di pelle, al grado di abbronzatura già raggiunto, alle ore del giorno, al periodo dell’estate e alla latitudine a cui ci si trova. E’ assolutamente noto che esporsi al sole nelle ore più calde è più dannoso che produttivo. I raggi solari con le radiazioni UVA e UVB possono creare parecchi problemi, dalla “semplice” scottatura (certamente non una piacevole esperienza che ognuno di noi penso abbia provato nella propria vita), agli eritemi fino agli effetti ossidativi a carico delle cellule dell’epidermide. Avere consapevolezza del proprio fototipo, cioè del proprio tipo di pelle, è essenziale per scegliere la miglior protezione e realizzare la miglior preparazione possibile; tuttavia a prescindere dai diversi fototipi, alcuni accorgimenti sono validi universalmente.

PREPARAZIONE CON INTEGRATORI:

Come noto, l’abbronzatura è il risultato della produzione di Melanina da parte delle cellule dell’epidermide in risposta ai raggi UVA e UVB. L’utilizzo di integratori contenenti stimolatori di Melanina quali Beta-carotene, Red Orange complex e vitamina C (molto utile come antiossidante per controbattere gli effetti dannosi delle radiazioni solari) consente di ridurre il rischio di fastidiose e dannose scottature e di comparsa di eritemi; in tal modo l’abbronzatura potrà essere più uniforme, più duratura e senza macchie, soprattutto per quelle persone che ne soffrono in modo particolare. In linea generale, questi integratori andrebbero assunti per un periodo di uno-due mesi possibilmente iniziando prima del periodo di esposizione continuativa.

PROTEZIONI SOLARI

Le creme solari sono fondamentali per chiunque esponga la pelle al sole, indipendentemente dalle condizioni esterne o individuali; le preparazioni presenti in commercio sono numerose e caratterizzate da una vasta gamma di filtri e protezioni, da quelli chimici a diverse gradazioni fino a quelli fisici, fondamentali per creare uno schermo invalicabile alle radiazioni ossidanti. E’ essenziale utilizzare sempre, anche quando si è già abbronzati, una protezione per schermare la cute dai raggi UVA e UVB e dalla loro azione ossidante, causa di invecchiamento precoce della pelle ma anche e soprattutto di melanomi. Molte persone sono ancora convinte che utilizzare creme solari rallenti o addirittura ostacoli l’abbronzatura; non solo questa convinzione è errata ma è addirittura vero il contrario: pianificare adeguatamente l’utilizzo di filtri solari a scalare consente di ottenere un risultato molto più duraturo, molto più uniforme e soprattutto molto più sicuro. Esistono in commercio protezioni solari specifiche per ogni tipo di pelle e per ogni esigenza: ipollargeniche, per pelli sensibili, per pelli intolleranti, senza parabeni né siliconi né profumi (tutte sostanze potenzialmente allergizzanti); esistono inoltre preparati specifici per la pelle del viso con effetto ANTI-AGE. Di recente commercializzazione, si possono trovare inoltre protezioni solari specificamente indicate per prevenire alcuni tipi di tumori della pelle, quali ad esempio i Basaliomi (non i Melanomi!!), o malattie cutanee come la Cheratosi attinica.

Per chi vuole una abbronzatura più prolungata e più curata, sono particolarmente indicati i solari con “Tanning System”, grazie alla loro azione volta a stimolare la produzione di Melanina. Queste protezioni non hanno un filtro protettivo particolarmente alto e quindi non si addicono ai bambini, a chi soffre di eritemi o irritazioni cutanee né a chi ha un fototipo particolarmente chiaro.
Un ultimo accenno ai capelli: non ci si deve dimenticare di proteggerli dall’esposizione solare in quanto i bulbi eccessivamente sottoposti ai raggi UVA-UVB possono passare in fase passiva con conseguente aumento della caduta nella stagione autunnale: molto utile in tal senso può essere proteggerli con olii appositi. Dopo l’esposizione solare è sempre necessario reidratare la cute che ha perso acqua per traspirazione e che quindi può seccarsi, generando due effetti negativi: la pelle secca tende a squamarsi con ripercussione sulla qualità dell’abbronzatura ma soprattutto causando in tal modo il venir meno dell’effetto barriera protettiva dell’epidermide a beneficio del derma sottostante. La reidratazione richiede latti, creme fluide o qualsiasi altro preparato in grado di nutrire la pelle penetrando lo strato idrolipidico superficiale.

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