Giovani e lavoro - A 24 anni apre il suo negozio, poi arriva il Covid: la forza di Viviana

Chiara Bonzi 13/02/2021

“La scelta di fare la parrucchiera è nata un po’ per caso: quando ero alle medie, l’Istituto CFP di San Giovanni Bianco ha fatto un open-day della scuola alla quale ho deciso di partecipare solo per saltare l’ora di inglese. Chi l’avrebbe mai detto che mi sarei trovata ad aprire un negozio per mia scelta?”, così Viviana Rota, una giovane ragazza di 24 anni di Roncola, descrive l’inizio di quello che è poi diventato un sogno: diventare parrucchiera e aprire un negozio tutto suo.

Come molti giovani che si trovano a dover scegliere cosa fare dopo le scuole secondarie di primo grado, anche Viviana era insicura, ma la presentazione dell’Istituto di parrucchiera l’ha colpita particolarmente, spingendola ad iscriversi: “Ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta se fosse stata la scelta giusta, quella di iscrivermi a parrucchiera, ma la passione per questo lavoro nel corso degli anni è andata aumentando”, ci racconta, per poi proseguire “Finito i quattro anni di superiori, ho scelto di frequentare l’accademia ANAM di Bergamo, e nel mentre lavoravo in un salone a Bergamo. Ho lavorato qui per due anni, per poi spostarmi a Ponte San Pietro in un altro negozio per ampliare le mie conoscenze e crescere sempre di più professionalmente”. Durante gli anni di lavoro Viviana non ha mai smesso di incuriosirsi nell’ambito del suo lavoro, e ha frequentato dei corsi per “placare i dubbi che avevo”, come dice lei.

Il lavoro da dipendente però non era più la sua ambizione, aspirava a qualcosa di più, a qualcosa di solo suo: aprire un negozio. “Ho scelto di aprire il mio negozio sotto un’attenta analisi strategica: non volevo allontanarmi troppo da casa ma nemmeno scegliere un posto circondato dalla concorrenza. Cercando e ricercando ho trovato questo negozio ad Almenno San Bartolomeo, in una frazione appena fuori dal centro ma con molti abitanti, e nella piazza in cui è situato il mio negozio, erano già avviate diverse altre attività che potevano portare clienti”, ci spiega.

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Una volta presa l’iniziativa di aprire il suo negozio è arrivato il Covid, ma Viviana è una ragazza temeraria e non si è fatta intimorire: “Ero talmente entusiasta di aver raggiunto il mio obiettivo che, nonostante la situazione terribile in cui ci siamo trovati, ci ho provato comunque e sono contenta di averlo fatto. Durante il primo lockdown, insieme alla mia famiglia, cercavo un nome per il mio negozio: originale, non il classico. È così che è nato “Vivi emozioni di testa”, preso da Viviana, il mio nome, e quello che volevo trasmettere alle persone, ovvero emozioni positive e relax”.

Nonostante tutto sia stato un sogno per lei, passare da dipendente a titolare non nega che sia stato un bel cambiamento: non ci sono né garanzie né sicurezze, ma la soddisfazione l’ha sempre ripagata: “Vedere le clienti uscire e tornare soddisfatte da una gioia veramente grande e unica, riempie le giornate di positività ed entusiasmo. Sono grata alla mia famiglia e a tutte le persone che mi hanno sempre sostenuta, supportata e spronata ad inseguire i miei sogni".

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