Itinerari fra arte, gusto e fede - Tra viaggiatori e mercanti: sull’antica strada porticata di Averara

Alessandra Filippi 25/10/2019

Il paese di Averara è uno dei centri storici più importanti della Valle Brembana. Attraversato dal fiume Brembo, la Via Porticata del luogo era originariamente un importante punto di sosta e antico centro commerciale lungo la Via Mercatorum, che collegava il territorio bergamasco con la Valtellina e l’oltralpe.

Il paese era la capitale di tutta la valle omonima perché era l’ultimo della strada medievale prima di arrivare al Passo San Marco, prima che la Via Priula, da Mezzoldo ne consentisse un accesso più comodo. Esso, infatti, al fine di proteggere i propri paesani da eventuali intrusioni provenienti dai vicini confini, presenta due torri di vedetta.

La Via porticata si trova nel centro storico all’interno del paese, che ospitava la sede del vicario civile della Valle Averara e le abitazioni delle famiglie più importanti del paese (all’interno dei pilastri, infatti, sono raffigurati gli stemmi dei Baschenis, dei Bottagisi, dei Sonzogni, dei Guerinoni e di altre famiglie che svolsero un ruolo nella storia della valle). La via è caratterizzata da dieci ampie arcate, sopra le quali si innalzano tre piani di edifici. I portici hanno origini antiche, realizzati tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento, e hanno mantenuto l’aspetto dell’epoca: il pavimento fatto di ciottoli, le travi lignee e le due corsie in pietra per il passaggio dei carri. Al centro del porticato si trova anche un’edicola votiva con la raffigurazione della Pietà, presumibilmente risalente al Settecento. Ancora oggi è inoltre possibile ammirare le immagini sacre e gli stemmi delle maggiori imprese commerciali preesistenti l’avvento della Repubblica Veneta, quando la Valle di Averara era autonoma e governata da propri statuti.

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Averara garantiva, perciò, uno spazio coperto per la custodia delle merci in caso di maltempo e possibilità di alloggio per soste prolungate. Vi trovavano riparo viaggiatori e mercanti e gli animali potevano riposare; c’erano osterie, stalle e botteghe. Inoltre, Casa Bottagisi era utilizzata come dogana per il passaggio di merci. Luogo di incontro e di mercato, Averara era divenuto un punto di raccolta e di diffusione delle notizie provenienti dalla città o da oltre le montagne.

Il turismo in questo paese ha iniziato a riprendersi solamente negli ultimi tempi, permettendo al borgo di risollevarsi lentamente. Oggi numerose escursioni partono da qui verso il vicino Passo San Marco, i monti Ponteranica e Colombarolo, i pascoli di Averara, i laghetti di Ponteranica e il lago Pescegallo.

(Foto by MARIO COLOMBO)

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