Paesi ieri & oggi - Algua: il piccolo borgo diviso in due parti, distanti 1.600 metri

Eleonora Busi 07/04/2020

Risalendo la Valle Serina, uno dei tanti paesi in cui ci si imbatte è Algua. Piccolo centro di poco più di 600 abitanti che costeggia il torrente Serina, è testimone di una curiosa particolarità: dal marzo 1948, in seguito alla ricostituzione del vicino Comune di Costa Serina, Algua non ha più una continuità territoriale. Il paese è infatti diviso in due parti distinte, che nel punto più vicino distano in linea d'aria oltre 1.600 metri.

Il piccolo paesino è suddiviso in quattro frazioni: Pagliaro, Sambusita, Rigosa e Frerola, un tempo tutti Comuni autonomi. L'origine del toponimo “Algua” è incerta, secondo alcuni studiosi potrebbe derivare da “acqua” – dal momento che la zona è molto umida e ricca di sorgenti naturali – mentre altri vedono la sua origine da “al guado”, divenuto poi Algua, utilizzato per indicare un posto da cui era possibile osservare il torrente Serina.

La storia di Algua come Comune proprio è piuttosto recente. Venne infatti costituito nel 1927, a seguito della soppressione dei Comuni di Bracca, Costa di Serina, Frerola e Rigosa, con il nome di Algua di Costa Serina e così vi rimase fino all'anno successivo quando cambiò in Bracca di Costa Serina per poi tornare alla denominazione precedente dal 1948 (quando vennero ricostituiti Bracca e Costa di Serina) fino al 1963, anno in cui assunse definitivamente il nome di Algua.

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L'origine del paese risalirebbero al I secolo a.C., ovvero ai tempi della dominazione romana. Al tempo, tutta la Valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo. Non rimane molto di quel periodo: solamente alcuni resti presso il piccolo borgo di Pagliaro. Come tanti altri piccoli Comuni della zona, anche di Algua non vi sono particolari documenti che possano attestare eventi di rilievo nella sua storia, fino all'epoca medioevale quando, sebbene risparmiati in parte dai temibili scontri fra Guelfi e Ghibellini che imperversavano nel resto delle valli, emergono le prime baruffe fra abitanti a mero sfondo campanilistico.

La tranquillità ha sempre caratterizzato questi luoghi, che vivevano di agricoltura, allevamento e altre attività tipiche di montagna, come il boscaiolo. Algua allora non era un Comune a sé, ma si mescolava a quello dei paesi limitrofi e di quelle che ora sono le sue frazioni di Pagliaro, Sambusita, Rigosa e Frerola che agivano come territori a sé. Fino al 1550, ad esempio, proprio quest'ultima divenne in quell'anno un Comune autonomo: una separazione testimoniata da un atto e dall'esistenza di statuti giunti fino a noi al 1553, conservati presso l'archivio comunale di Algua.

In età veneta, tutti fecero parte della Valle Brembana Superiore e Giovanni Da Lezze descrisse “Paiaro et Frerola” come due Comuni ormai distinti, retti ciascuno da un console e alcuni sindaci. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926, poi, il Comune veniva amministrato da un podestà e l'anno dopo, nel 1927, il comune di Frerola e tutte le altre contrade vennero aggregate al nuovo Comune di Algua di Costa Serina, perdendo così la propria autonomia.

Il laghetto di Algua – Nel 1888, una devastante frana si staccò e colpì il nucleo abitato di “Truchel”, seminando morte e distruzione. Il materiale franoso sbarrò completamente il corso del torrente Serina le cui acque, impedite nel loro corso, formarono il famoso “laghetto di Algua”. Per ovviare al problema di chi non poteva tornare in paese, negli anni successivi fu istituito perfino un traghetto, nell'attesa che la frana si stabilizzasse e venisse costruita una nuova strada provinciale. Il laghetto è stato per anni una meta turistica della zona, fino a quando il bacino si è interrato e la Comunità Montana ha trasformato l'area in una zona umida per il ripopolamento degli anfibi. Nel 2012, l'intera zona è stata ripristinata attraverso scavi nell'alveo e costruzione di scogliere e ora è possibile osservare il lago (lungo mezzo chilometro) esattamente come allora.

Arte e fede – Nel 1413, un contadino di Rigosa si trovava sul monte Perello intento nel suo lavoro quando vide di fronte a sé l'apparizione della Madonna. Alla seconda visione lei parlò e chiese che venisse costruita una chiesa in quel luogo e per vincere l'incredulità dei compaesani fece nascere da un ceppo di faggio secco un ramoscello d'olivo. Ebbe così origine il Santuario della Madonna del Perello, ad oggi meta di pellegrinaggio e di fede non solo della comunità Valserinese.

Un altro punto di interesse dei luoghi è l'antico presbiterio di Pagliaro nella chiesa del Corpus Domini, particolarmente conosciuto per i suoi meravigliosi affreschi quattrocenteschi a sfondo religioso attribuiti a Maffiolo da Cazzano. Un'altra interessante testimonianza storica è la torre di Rigosa, un edificio di epoca medioevale di cui però ad oggi sono rimasti soltanto alcuni ruderi.

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(Fonte immagine in evidenza a sinistra: paesi.bergamo.it)







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