Paesi ieri & oggi - Locatello, là dove nacque il nobile casato dei ''Locatelli''

Eleonora Busi 11/05/2020

Fra i Comuni più caratteristici della Valle Imagna, figura sicuramente Locatello. Con i suoi 825 abitanti e le numerosissime frazioni, Locatello è un piccolo nucleo di variopinte case nel cuore della Valle Imagna. Nonostante si tratti di un paese di montagna, a sua evoluzione demografica è rimasta abbastanza costante nel tempo, con picchi oltre i 1.000 abitanti registrati ad inizio Novecento. Il paese offre diverse attrazioni e luoghi di interesse, come la Chiesa di Santa Maria Assunta e il ponte medievale di Ca' Prospero.

Il paese è suddiviso in ben 18 frazioni e località: Piazzola, Cà Prospero, Cà Marosio, Botta, Mus, Cà Felisa, Medile, Sassi, Disdiroli, Castelleno, Coegia, Fucine, Cantù, Bustoseta, Buonanome, Fiorinello, Follo e Cà Persico. Il nome dovrebbe trarre origine dal diminutivo di “Locate”, che si avvicina molto al celtico leukos (“campo circondato da bosco”), che a sua volta è simile al latino lucus, ossia “bosco sacro”. Un'altra ipotesi è che derivi dal nome proprio di persona Leucus, indicandone quindi una proprietà in tempi antichi, con l'aggiunta poi del suffisso -ate.

Il paesino vanta una storia millenaria e, purtroppo, intrista di conflitti. Il primo documento scritto che ne attesta l'esistenza risalirebbe infatti all'anno 975: al suo interno ci sarebbe l'atto di una concessione feudale da parte degli imperatori del Sacro Romano Impero a favore del vescovo di Bergamo. Come nei Comuni confinanti, anche Locatello fu teatro di aspre e cruente lotte fra Guelfi e Ghibellini.

La Valle Imagna, infatti, era di fazione prevalentemente guelfa e non di rado si scontrava con i vicini della Valle Brembilla che, a loro volta, parteggiavano invece per i rivali ghibellini. Sorsero in tutta la zona numerosissime fortificazioni, alcune giunte fino a noi mentre altre distrutte nel tempo, forse proprio dalle lotte del periodo. Nelle cronache si menziona un castello fortificato presso la località di Ca' Prospero, ma di quell'edificazione, ad oggi, non vi è alcuna traccia.

Locatello fu fra i paesi che si schierò apertamente con la fazione guelfa: insieme vinsero i primi scontri, tanto da costringere i rivali a chiedere aiuto ai potenti Visconti, allora signori di Milano, che riuscirono a sconfiggere i valdimagnini ed estendere di conseguenza il proprio dominio su tutte le valli dell'area, infierendo in maniera violenta sugli avversarsi. Ciò portò ad un diffuso rancore fra i locatellesi – e non solo – tanto da cercare più volte vendetta attraverso numerose crude uccisioni e rivolte popolari, che avvennero anche a Locatello fra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, tutte però soffocate con l'uso delle armi.

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Tutto si rovesciò quando nel 1428 tutta l'area divenne di dominio della Repubblica di Venezia: essi, contrapponendosi ai Visconti, sostenevano infatti lo schieramento dei guelfi. E così iniziarono le distruzioni dei possedimenti ghibellini, mentre ai paesi come Locatello fu riservato un trattamento di favore. Come citò Padre Donato Calvi nelle sue Effemeridi, “I Valdimagnini per la loro integrità della fede e fedeltà alla Repubblica, difendendola contro il Duca di Milano, furono dal Doge con privilegi, grazie e favori arricchiti et onorati”.

Nel corso del dominio della Serenissima, il paesino era retto da un console e due sindaci. A fine Cinquecento le famiglie residenti in paese erano 74 e gli abitanti 430. Pochi furono i fatti di rilievo che coinvolsero la comunità negli anni successivi, forte del proprio isolamento nel cuore della Valle Imagna. Nell'aprile del 1797, Locatello venne inserito nel cantone di Almenno mentre a settembre di quello stesso anno fu posto nel distretto V dell'Imagna. Fra numerosi altri assestamenti politici, venne per un periodo aggregato a Corna, nel 1810.

Sono nati prima i Locatelli o Locatello? – “Locatelli” è uno dei cognomi più diffusi in Valle Imagna. La domanda e lecita e la risposta è presto data: è il paese ad avere dato nome al nobile casato. Pare infatti che l'origine dei Locatelli sia proprio qui e la diffusione del cognome sia avvenuta a partire dal 1300 in molteplici varianti, per poi consolidarsi definitivamente in quello che tutti conosciamo oggi. Anche lo stemma del Comune richiama fortemente quello del casato dei Locatelli: si riconosce un allocco – in bergamasco “löc”, simile al toponimo del paese – posto al centro di tre monti e due stelle a lato del capo. Le stelle rappresenterebbero le frazioni principali, Disdiroli e Coegia, mentre il monte simboleggia la contrada di Botta.

Punti d'interesse – Da visitare è sicuramente la Chiesa dedicata a Santa Maria Assunta; si tratta di un edificio costruito durante il secolo scorso ma più volte riedificata e ristrutturata: pare infatti che sorga sulle “ceneri” di una chiesa già esistente in tempi passati, probabilmente nel 1400, della quale sono giunti fino a noi alcuni segni di affreschi. Al suo interno vi sono opere scultoree lignee risalenti al XV secolo e dipinti del 1500, fra cui una tela dell'artista locale Andrea Previtali che raffigura la Vergine con il Bambino insieme ai Santi Giovanni Battista e Girolamo. Un'altra interessante opera è la tavola del Caversegno, che rappresenta la Madonna e il Bambino fra le nubi, circondati da quattro santi.

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(Immagine in evidenza a destra di Irene Facoetti)







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