Suona che ti passa - Martina Lopez, da Firenze a Costa con la musica tra le mani e la Valle Imagna nel cuore

Marco Offredi 09/05/2020

Il violoncello, i cavalli, la montagna. E soprattutto la Valle Imagna. Da Firenze a Costa Imagna, per la precisione, dove per tutti Martina Lopez - e suo marito Alfredo Persichilli - sono i musicisti del paese.

Classe 1988, la violoncellista della Scala di Milano dal 2015 ha scelto di vivere in mezzo alla quiete del paese ai piedi del Resegone: "Suonando quasi tutti i giorni io e mio marito siamo sempre in mezzo alle persone, a volte anche fino alla sera tardi, e volevamo vivere lontani dalla città - spiega Martina, che dopo il diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze, nel 2007 (a soli 19 anni)  ha vinto il concorso internazionale per concertino indetto dall’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, dove ha vissuto per un po' di tempo prima di trasferirsi a Costa -. In realtà ho scoperto la Valle Imagna nel 2011 quando sono stata a Valsecca per una breve vacanza. È stato amore a prima vista: mi sono trovata così bene che ho comprato un puledro per fare escursioni in zona. Poi nella ricerca della casa siamo finiti a Costa, nella prima contrada Ca' todesch, con un bel bosco davanti. Qui c'è pace e relax e quello che volevo per i miei bambini Nora e Carlo, rispettivamente di 2 e 1 anno, che possono giocare felici in giardino e nell'orto".

Pace e relax valdimagnina fanno quindi da sottofondo allo spartito della vita privata di Martina che in questi anni è stata premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali "D. Caravita” con menzione quale miglior giovane talento e migliore violoncellista, Yamaha Music Foundation of Europe, al Concorso internazionale “Rovere d’Oro”, al concorso europeo di violoncello “A. Bonucci". Nel suo repertorio solistico spicca l’esecuzione dei due concerti di Haydn e il concerto di Dvorak con l’Orchestra Nazionale della radio di Bucarest, e il Triplo concerto di Beethoven con Franco Mezzena al violino, “Violoncelles, vibrèz!” di Giovanni Sollima alla Scala. 

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Merito di una precisione tecnica ed espressività artistica che da sempre formano il dna musicale di Martina che a Costa Imagna ha trascorso la sua maternità. A gennaio il tanto atteso rientro al lavoro e alle prove di tutti i giorni. Poi il lockdown per l'emergenza coronavirus: "Stavamo preparando il Trovatore di Verdi - ricorda Martina - poi è arriva l'ordinanza della Regione: spettacolo annullato a un'ora dall'inizio. Sono rientrata a casa e da allora non mi sono più mossa. Io e mio marito, che abbiamo vinto il concorso alla Scala lo stesso giorno, ci sentivamo impotenti di fronte al dramma e abbiamo pensato che forse avremmo potuto fare qualcosa per restituire qualche pillola di normalità alle persone chiuse in casa. Da lì è nata l’idea di registrare un paio di video sul piazzale del nostro garage: temi di opere famose di Verdi, Donizetti, Rossini che poi inviavamo ad amici e parenti tramite Whatsapp".

Quarantena che ha rafforzato ancora di più l'ego valdimagnino di Martina che a Costa si sente a casa nonostante la distanza da Firenze dove vivono genitori e nonni: "Costa è per me un eden in tutti i sensi. Al di là delle passeggiate che offre, la mia preferita è quella che sale all'ex Grande Albergo Pertus, qui ci sono valori autentici. Non a caso sono stata accolta fin da subito come una del posto nonostante le mie origini non bergamasche. Quando è nata Nora, per esempio, le signore del paese ci hanno regalato dei golfini fatti a mano. È stata una bellissima sorpresa e mi sono commossa. Ormai qui ci chiamano i musicisti del paese e ne andiamo fieri. Un appellativo che ci fa sentire parte di una comunità. A proposito, sai cosa c'era scritto sulla busta del Comune che conteneva le mascherine? Prova a indovinare".

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