Coronavirus, gli studenti bergamaschi volontariamente in 'quarantena': lezioni e programmi a casa

Eleonora Busi 11/02/2020 0 commenti

Per i sei studenti bergamaschi rientrati dalla Cina – dove i casi di coronavirus aumentano di giorno in giorno – si farà un periodo di isolamento concordato con le scuole, attenendosi così alle disposizione della circolare del Ministero della Salute. Lezioni e programmi personalizzati da casa con videochiamate, dunque, per permettere così agli alunni di rientrare gradualmente a lezione e di minimizzare i rischi di un eventuale contagio restando in “quarantena” per 14 giorni, monitorando febbre o altri sintomi influenzali. Fra i sei studenti ci sono anche una studentessa zognese e Martina Milesi, la ragazza di San Giovanni Bianco rientrata da poco da Nanchino. (QUI la nostra intervista).

La circolare, giunta dal Ministero della Salute, dispone che qualora un dirigente scolastico venga a conoscenza dalla famiglia del rientro a scuola di uno studente arrivato dalla Cina, debba informare il Dipartimento di prevenzione dell'Ats che a sua volta favorirà la permanenza dell'alunno in questione in casa per un periodo di 14 giorni. Iman, 17 enne zognese che frequenta il Liceo Falcone e da poco rientrata dalla città cinese di Daging dopo sei mesi nell'ambito del Progetto Intercultura, ha confermato la situazione.

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Sono stata contattata dalla scuola, abbiamo concordato che seguirò un percorso agevolato nell'interesse di tutti ed un rientro graduale – ha spiegato a L'Eco di BergamoLunedì non sono andata a scuola e non lo farò per le prossime due settimane. Potrò seguire le lezioni via Skype. Penso sia giusto così, anche se sto bene. Ho vissuto una bella esperienza in Cina, sia nel liceo che frequentavo per approfondire la cultura orientale, che nelle famiglie presso cui dormivamo nei fine settimana. Utilizzavo il social We Chat, una specie di WhatsApp cinese, per ottenere aggiornamenti in tempo reale sul virus. Ma non ho mai avuto paura”.

Tutte le scuole della bergamasca con studenti da poco rientrati stanno adottando le misure necessarie per seguire le direttive del Ministero. Così anche l'Università di Bergamo, dove la studentessa 23enne di San Giovanni Bianco Martina Milesi, da poco tornata da Nanchino, frequenta il secondo anno del corso di Laurea magistrale in Lingue per la comunicazione e cooperazione internazionale. “Io non avevo esami da sostenere in questa sessione, ma so che l’ università si è attivata per trovare date alternative per chi fosse tornato dalla Cina – ha raccontato – Da quando sono tornata sono rimasta a casa. Abbiamo tutti contattato il numero verde 1500 del Ministero della Salute che in ogni caso ci ha tranquillizzati, vista la distanza di Nanchino dal focolaio del virus”.

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