Povertà educativa, in cattedra le cooperative di comunità I Raìs e Giovani Orme

Redazione 20/02/2019 0 commenti

Nonostante le fisiologiche difficoltà rispetto alle aree più urbanizzate, anche i territori di montagna possono garantire ai giovani che ci vivono di coltivare le proprie aspirazioni, di sviluppare competenze per sognare un futuro professionale, sociale o sportivo? È questo il tema della "povertà educativa" a cui Comunità Montana Valle Brembana e Azienda Speciale Consortile Valle Imagna-Villa d'Almè (enti che gestiscono gli interventi sociali negli Ambiti omonimi) hanno voluto dedicare attenzione con un seminario che si è tenuto giovedì 14 febbraio presso la Green House di Zogno. 

"Valle Imagna-Villa d'Almè e Valle Brembana – spiega il direttore di ASC Imagna-Villa Gianantonio Farinottisaranno presto chiamati a condividere un progetto sulla povertà educativa, ma prima di cominciare insieme questo percorso abbiamo pensato che sarebbe stato interessante discutere insieme su cosa significasse in questi territori di montagna lavorare su progetti educativi, sociali e anche economici dando la parola ad alcune esperienze locali".

Per dare un nome e un volto ai giovani che "ce l'hanno fatta" e nelle due valli ci vivono e ci lavorano hanno preso parola Stefano Invernizzi, 26 anni, della cooperativa Giovani Orme di Corna Imagna e Walter Balicco, 27 anni, della cooperativa I Raìs di Dossena.

"Per tutti i ragazzi della mia fascia di età (20-30 ndr) che abitano in montagna – spiega Balicco – non vi è certezza di restare in valle. Prima che nascesse la cooperativa I Raìs, il pensiero era 'oggi sono qua, domani chissà' magari mi trasferirò a Bergamo. Un'alternativa non c'era. Il nostro progetto è cominciato cinque anni fa, quando alcuni ragazzi del nostro paese hanno deciso di incontrarsi per organizzare feste che in paese mancavano da troppo tempo. C'era la necessità di ridare vita ad un territorio. Ad un certo punto, però, la vita e il lavoro ci stavano spingendo inevitabilmente a scendere. Allora è nata l'idea della cooperativa. E così ci siamo lanciati. Si è partiti con il servizio mensa per l'asilo e la manutenzione del verde. La prima attività privata è stata la riapertura dello storico albergo Mirasole che aveva chiuso i battenti da 15 anni in seguito alla morte del proprietario. Quest'anno abbiamo rilanciato un altro locale in centro paese: la Trattoria alpina".

"Per sviluppare economia in un paese di montagna – prosegue Balicco – c'è da fare sacrifici enormi. Il nostro scopo non è arricchirci o creare posti di lavoro ma dare prospettiva ad un territorio montano. Chi vive in montagna deve imparare a viverla e non a subirla. Ma lo si deve fare per scelta. Ad oggi la nostra cooperativa occupa 10 persone, 15 in estate. Tutti ragazzi della zona che, in futuro, spero si fermeranno e faranno famiglia nei nostri paesi".

Proprio come I Raìs di Dossena, anche a Corna Imagna tutto è cominciato dal semplice incontro di un gruppo di giovani del paese spinti dalla voglia di organizzare e promuovere eventi sul territorio.

“Il tutto è cominciato dall'incontro di un gruppo di ragazzi che voleva organizzare eventi e fare qualcosa di concreto per la comunità, e che si ritrovavano all'interno di un edificio abbandonato comunale, le ex scuole elementari di Brancilione - racconta Invernizzi -. Ad un certo punto questo edificio è stato trasformato in un ostello chiamato 'Il Sentiero' ,e per la sua gestione il Comune ha deciso di investire sui giovani, incoraggiando la nascita della cooperativa Giovani Orme”.

“Per ricambiare il dono del Comune – prosegue Invernizzi – e dare ai più giovani di noi la possibilità di trovare del "terreno fertile" per provare a credere e vivere nel nostro territorio è nato il progetto Into the Valley dedicato ai ragazzi delle scuole superiori. Si tratta di un percorso che abbiamo sviluppato con loro, li abbiamo ascoltati per capire quali sono le loro ambizioni e i loro sogni. Il sogno principale tra gli adolescenti è risultato essere il viaggio. Il progetto è stato quindi costruito attorno a questo tema. Il nostro obiettivo sarà dunque quello di mettere a disposizione le nostre competenze per aiutare questi ragazzi a capire che anche a Corna Imagna le ambizioni possono essere coltivate e fatte crescere. In futuro ci piacerebbe estenderlo ad altri paesi della Valle Imagna”.

La cooperativa Giovani Orme non si occupa quindi "solo" di gestire l'ostello Il Sentiero, ma porta avanti diverse iniziative: un campeggio attrezzato per l'estate, progetti di educazione ambientale nel castagneto didattico in località Brancilione, servizi extra scuola e recupero di antiche tradizioni e mestieri con corsi per imparare a realizzare muri a secco e anche cestini e gerle con la tecnica dell'intreccio.

Sia I Raìs che Giovani Orme sono la prova vivente di come i giovani possano davvero lavorare e coltivare aspirazioni nei territori di montagna, al netto di servizi che mancano e di altre fisiologiche criticità. Non solo questo è quindi possibile ma, soprattutto, diventa estremamente necessario per arginare fenomeni come lo spopolamento. Alla tavola rotonda si sono aggiunte anche un paio di interessanti testimonianze dalla provincia di Sondrio: Max Bevilacqua con il suo progetto +++ ed Elisa D'Anza con il progetto Sbrighes!

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