È il quarto pareggio consecutivo, l’Atalanta raccoglie un punto anche a Cremona. Brescianini la salva dopo la rete di Vardy, in una partita di alti e bassi in cui salta subito all’occhio la scelta di Juric: 4-2-3-1 con Zalewski e Bellanova terzini, De Roon e Ederson in mediana e un tridente De Ketealere-Pasalic-Lookman a supporto di Krstovic.
La Cremonese deve fare a meno sia di Grassi che di Collocolo, in mediana va dunque Floriani Mussolini con Payero e Vandeputte nel folco centrocampo a 5; coppia d’attacco Sanabria-Vardy, panchina per Bonazzoli. Padroni di casa che si affidano al gioco verticale sulle proprie due punte, oppure ai cross degli esterni che si alzano in fase offensiva.
La Dea è invece più bloccata e si affida soprattutto alle giocate di De Ketealere: il belga viene trovato di prima da Ederson in area e prova l’assist per Krstovic anziché calciare al 18’ in una delle poche, vere azioni orobiche. Dall’altra parte i grigiorossi sono pericolosi con i traversoni, come quando Hien deve anticipare di testa Vardy, tutto solo davanti a Carnesecchi. Di testa ci prova invece Krstovic, dopo che Bellanova aveva rimesso in mezzo un cross dalla sinistra. La frustrata dell’ex-Lecce trova l’opposizione di Baschirotto che salva un gol quasi già fatto. L’Atalanta trova ritmo solo nel finale di primo tempo: palla lunga per Lookman, l’11 crossa all’altezza del dischetto dove De Ketelaere colpisce di testa, ma non trova né potenza né precisione e Silvestri para.
Gli ospiti rientrano in campo con maggior convinzione e danno il meglio, grazie anche agli ingressi di Samardzic e Scamacca, con quest’ultimo bravo a legare il gioco. È il serbo a impegnare per primo Silvestri, rientrando sul mancino e calciando con il piede forte, il portiere si distende sul proprio palo e fa un’ottima parta.
La stessa dinamica si ripete al minuto 72, questa volta la parata è ancora migliore perché il tiro di Samardzic era potente e indirizzato all’angolino. Sul corner successivo, respinge la difesa della Cremonese, De Roon si coordina e di prima intenzione manda fuori di pochissimo. Nel proprio miglior momento, la Dea subisce il gol. Lancio in avanti e sponda area che libera Zerbin in area, perso dalla difesa atalantina: sul suo diagonale Carnesecchi respinge con i piedi, ma non può nulla sul tap-in di Vardy, che festeggia così la prima rete in Serie A.
I bergamaschi si ritrovano in svantaggio, forse nemmeno meritatamente, e Juric inserisce Sulemana e Brescianini. È il 44 la carta vincente. Prima Lookman mette in mezzo per Scamacca che si gira e dal dischetto del rigore calcia ad incrociare, Silvestri para. Sul proseguo dell’azione, Bellanova crossa da destra, Baschirotto allontana, Brescianini stoppa di petto al limite e con il mancino manda la palla sul secondo palo, un gol di grinta pura che vale il pareggio.
L’ennesima X che certifica lo stato dell’Atalanta, tra buoni spunti, poca incisività e una mancanza generale di identità, da cui consegue una certa fragilità. Tra le poche note liete, il gol di Brescianini e il rientro di Scamacca, molto bravo a cucire gioco e a farsi trovare in area. Servirà qualcosa di diverso, però, nella partita del turno infrasettimanale che porterà il Milan a Bergamo, martedì 28: tutta la squadra è chiamata a dare di più, per far finalmente decollare questa stagione.






