Ancora l'aurora boreale (o meglio SAR) sulle Orobie, avvistata anche nelle nostre valli

Questa notte, nel cielo del Nord Italia, compreso quello delle nostre Valli Brembana e Imagna, è tornata l'aurora boreale che ha colorato il cielo di un tono fucsia acceso.
20 Gennaio 2026

Nella notte tra ieri, lunedì 19 gennaio e oggi, martedì 20 gennaio, nel cielo del Nord Italia, compreso quello delle nostre Valli Brembana e Imagna, è tornata l'aurora boreale (o meglio un SAR, ovvero un Arco Aurorale Rosso Stabile) che ha colorato il cielo di un tono fucsia acceso.

In Valle Brembana questo fenomeno è stato avvistato, ad esempio, a San Giovanni Bianco (vedi foto copertina) ed è stato ripreso dalla webcam che mostra la veduta dell'Alpe Arera (2.512 mt) ad Oltre il Colle. Il fenomeno atmosferico è il risultato di una tempesta geomagnetica di grado G4, definita "grave" nella scala che misura l'intensità delle perturbazioni del campo magnetico terrestre:

"Si tratta della più grande tempesta degli ultimi 20 anni - ha scritto sul web lo SWPC (U.S. Space Weather Prediction Center Space) - L'ultima volta che sono stati questi livelli è stato nell'ottobre 2003, definita 'Tempesta solare di Halloween', che provocò interruzioni di corrente in Svezia e danni ai trasformatori di potenza in Sudafrica. I potenziali effetti sono principalmente limitati a lanci spaziali, aviazione ed operazioni satellitari".

Secondo il meteorologo Shawn Dahl - come riporta Open - la tempesta geotermica di questa notte sarebbe stata innescata ieri, lunedì 19 gennaio, da un brillamento solare di classe X1.9 e da una successiva espulsione di massa coronale (CME) che, colpendo il campo magnetico terrestre, ha così generato questa tempesta geotermica.

Le tempeste geomagnetiche sono generate dall’interazione tra il vento solare – un flusso di particelle cariche emesse dal Sole – e la magnetosfera terrestre. In questo caso, il Sole ha espulso un significativo flusso di plasma attraverso un’espulsione di massa coronale (CME), diretta verso il nostro pianeta.

Quando queste particelle ad alta energia raggiungono l’atmosfera terrestre, eccitano i gas presenti (principalmente ossigeno e azoto), producendo spettacolari emissioni luminose che si manifestano con archi, tende e onde di luce verde, rossa o violacea. Gli effetti collaterali di un evento di classe G4 non sono da sottovalutare. Sebbene non pericolosi per la vita quotidiana, possono includere disturbi alle comunicazioni radio ad alta frequenza, malfunzionamenti nei sistemi GPS e lievi instabilità nelle reti elettriche, in particolare alle alte latitudini.

Fonte: Open Online

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