Beffa per tre Comuni brembani a distanza di due anni di lunga attesa, ammessi e poi esclusi dal finanziamento di 2,1 milioni di euro del Ministero dell'Interno. Delusione per Serina, Bracca, Algua. I sindaci denunciano il taglio dei progetti finanziati e chiedono lo sblocco immediato delle risorse e la pubblicazione delle motivazioni ufficiali
"Tre Comuni della provincia di Bergamo, Serina (Capofila), Bracca e Algua risultano tra i 53 enti esclusi dal finanziamento del Piano Nazionale per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni, nonostante fossero stati precedentemente ammessi in graduatoria con relativo Decreto". A denunciarlo sono i Sindaci Michele Villarboito di Serina, Giacomo Gentili di Bracca e Luigi Marconi di Algua.
Il bando, previsto dalla Legge n. 158 del 6 ottobre 2017 destinato a progetti di valorizzazione e rigenerazione dei centri con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti - pubblicato nel luglio 2023 dal dipartimento Casa Italia - prevedeva contributi fino a 700.000 euro per ogni Comune, anche in forma associata. Il 20 agosto 2024 sulla Gazzetta Ufficiale si pubblica l’elenco dei Comuni ammessi: 245 per un totale di 144 interventi (alcuni in forma associata).
Per gli esclusi la possibilità di impugnazione entro 60 giorni dalla pubblicazione in G.U. "Per mesi, fino al dicembre 2025, le Amministrazioni di Serina, Algua e Bracca hanno interloquito con il Ministero dell'Interno e con il Ministero dell'Economia e delle Finanze per ottenere la trasmissione delle convenzioni necessarie ad avviare i lavori.
Ma, nel giro di poche settimane, le cose sarebbero cambiate. Lo scorso 10 febbraio 2026, a quasi due anni di lunga attesa, il Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato sul proprio sito un nuovo elenco dei progetti ammessi a finanziamento.
La graduatoria ha subito una sforbiciata: i progetti, da 144 sono scesi a 91" fanno sapere i tre sindaci.
Dei 53 comuni rimasti fuori, 3 sono della provincia di Bergamo. “Non una indicazione sulle motivazioni tecniche o amministrative della decisione” dice con amarezza il Sindaco di Serina. Nella nota dei sindaci si legge: “Per i piccoli comuni Bergamaschi è una doccia fredda, poiché l’esclusione dai finanziamenti produrrà effetti tanto a breve quanto a lungo termine. Tutte le amministrazioni, nel frattempo, hanno provveduto a programmare gli interventi, avviando percorsi amministrativi e tecnici in vista della cantierizzazione delle opere, sostenendo le spese di progettazione con fondi di bilancio; rinunciando a partecipare ad altri bandi per non incorrere nel divieto di doppio finanziamento”
Ogni Comune ha inserito gli interventi nella programmazione finanziaria pluriennale. “I tre comuni rientrano tutti in zone fragili, aree interne, realtà che combattono ogni giorno contro spopolamento, perdita di servizi e marginalità infrastrutturale”. Con questo, interventi di rigenerazione urbana, messa in sicurezza, riqualificazione di spazi pubblici e adeguamento di infrastrutture essenziali rischiano di non vedere mai la luce.
La rabbia dei sindaci
Per i sindaci dei tre Comuni Bergamaschi, prima ammessi e poi esclusi, potrebbe trattarsi di una scelta finalizzata a congelare circa 52 milioni di euro per finanziare i comuni riammessi dopo la presentazione del ricorso entro 60 giorni, come previsto dal bando.
“È inaccettabile che Comuni già ammessi al finanziamento vengano esclusi senza alcuna spiegazione. Non chiediamo favori, ma rispetto delle regole, dei diritti delle nostre comunità. Ogni euro bloccato significa progetti fermi, scuole, strade e servizi pubblici incompiuti. È inammissibile sacrificare le aree interne, già fragili, per giochi burocratici. Non intendiamo attendere oltre, perché i rischi che incombono sulle attività amministrative e la vita delle comunità sono gravissimi. Chiediamo, perciò, chiarezza e lo sblocco immediato dei fondi dovuti, di diritto, ai singoli comuni esclusi”.
Serina, Bracca e Algua stanno per inviare formale lettera di protesta al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia e delle Finanze in cui chiedono con forza la pubblicazione immediata delle motivazioni che hanno determinato l’esclusione dei progetti già ammessi; lo sblocco delle risorse previste per i 144 interventi inizialmente dichiarati finanziabili; il rispetto dei principi di trasparenza, equità e correttezza amministrativa.
Le amministrazioni colpite dal provvedimento promettono battaglia. “Perché nei piccoli Comuni ogni euro investito non è solo una cifra di bilancio, ma investimento per creare servizi. Ogni finanziamento pubblico è sviluppo del territorio, speranza, futuro. ” concludono.







