Produzione industriale ferma a Bergamo nel 2025, accelera invece l'artigianato

I dati degli ultimi tre mesi del 2025 confermano la vivacità dell’artigianato e la debolezza dell’industria, migliorano però le aspettative sulla domanda internazionale.
24 Febbraio 2026

Nel quarto trimestre 2025 l’artigianato archivia un’ulteriore crescita significativa della produzione (+3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024), mentre l’industria non riesce a consolidare i segnali positivi emersi nel terzo trimestre e si ferma a un modesto +0,4%. L’anno si chiude così in sostanziale stallo per le imprese industriali (-0,2%), comunque in miglioramento dopo due anni di recessione, e con un sorprendente +3% per la produzione artigiana. Il quadro congiunturale resta complicato e di non immediata lettura: se da un lato gli ordini tornano a mostrare una flessione, le aspettative evidenziano invece segnali di maggiore ottimismo, soprattutto quelle industriali sulla domanda estera.

Per l’industria la possibilità di una ripresa nel 2026 passerà proprio dall’andamento della domanda proveniente dai mercati internazionali: sia da quelli europei, dove i piani di espansione fiscale di molti Paesi, e in particolare della Germania, potrebbero favorire le imprese manifatturiere orobiche; sia da quelli extra-UE, dove si concentrano i rischi legati alle barriere commerciali statunitensi e alla crescente concorrenza asiatica.

Le imprese dell’industria attive in provincia di Bergamo (con almeno 10 addetti) nel quarto trimestre 2025 hanno registrato un incremento della produzione del +0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in rallentamento dopo il +1,2% del terzo trimestre. La successione delle variazioni congiunturali, ossia calcolate rispetto al trimestre precedente, illustra in maniera più chiara l’andamento nel corso dell’anno: dopo il dato negativo dei primi tre mesi (-0,3%), i trimestri centrali dell’anno hanno mostrato un miglioramento (+0,4% nel secondo e +0,3% nel terzo), che si è però fermato nell’ultimo periodo (-0,1%). In media il 2025 archivia una variazione della produzione del -0,2%, in miglioramento dopo le perdite registrate nel 2023 (-0,9%) e nel 2024 (-1%). Nel 2025 in Lombardia la produzione industriale è cresciuta del +1,2%.

Anche nel 2025 il risultato dell’industria bergamasca è stato penalizzato dalla meccanica, il settore più rilevante in termini dimensionali, che ha risentito della crisi del modello tedesco e degli effetti negativi dell’incertezza sugli investimenti, registrando una flessione produttiva. Risultati con il segno “meno” si sono registrati inoltre nel comparto moda, nella chimica e nei mezzi di trasporto, mentre l’industria alimentare, la carta-stampa e la gomma-plastica hanno fornito contributi positivi. Come la produzione, anche il fatturato mostra una battuta d’arresto nel quarto trimestre (-0,3% congiunturale), sebbene nella media del 2025 il risultato rimanga comunque debolmente positivo (+0,6%) grazie ai prezzi di vendita, che hanno mantenuto un ritmo di marcia di poco superiore al punto percentuale nel corso dell’anno (+1,3% nel quarto trimestre).

Un segnale preoccupante giunge dagli ordini, che dopo il recupero del terzo trimestre tornano in terreno negativo (+1,7%), in particolare quelli provenienti dal mercato interno. Il numero di addetti registra una contrazione nel quarto trimestre, con una variazione del -0,6% tra inizio e fine periodo: complessivamente nel 2025 l’occupazione delle imprese è rimasta stabile (-0,1%), dopo quattro anni consecutivi di crescita. Riguardo all’occupazione anche le aspettative degli imprenditori hanno mostrato un peggioramento nel corso degli ultimi trimestri, pur rimanendo in area positiva (+2 punti il saldo tra previsioni di aumento e diminuzione). Sulle altre variabili si rileva invece un livello di fiducia stabile o in lieve miglioramento sia rispetto al trimestre scorso sia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: per la produzione il saldo è pari a +4, mentre resta negativo per la domanda interna (-6 punti). Il progresso più evidente si registra però per la domanda estera, con un saldo che torna positivo (+5 punti) e sui livelli più elevati dall’inizio del 2024, forse per effetto degli attesi piani di investimento tedeschi in ambito di infrastrutture e difesa. Proprio sulla capacità dell’industria bergamasca di restare competitiva sui mercati internazionali si gioca la partita di una possibile ripresa del settore dopo tre anni di mancata crescita.

Le imprese dell’artigianato manifatturiero bergamasco (con almeno 3 addetti) nel quarto trimestre mettono a segno una variazione produttiva del +3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo il +5,8% registrato nel terzo. La serie delle variazioni congiunturali mette in evidenza come la fase di crescita sia iniziata già alla fine del 2024, per poi proseguire per tutto il 2025, raggiungendo la massima intensità nel secondo e terzo trimestre (rispettivamente +1,2% e +1,3%); nel quarto trimestre l’incremento si riduce (+0,7%), pur restando significativo. Il 2025 si chiude così con una crescita media pari al +3%, permettendo al numero indice di recuperare completamente la caduta del 2024 (0,7%) e di portarsi su un nuovo punto di massimo. Il confronto con il risultato medio delle imprese artigiane in Lombardia (+1% la produzione regionale nel 2025) sottolinea la buona performance dell’artigianato manifatturiero a Bergamo.

Il quarto trimestre ha visto una battuta d’arresto del fatturato (-0,4% congiunturale), anche per il rallentamento del ritmo di marcia dei listini, tornato sotto il 2% (+1,9% la variazione su base trimestrale dei prezzi dei prodotti finiti); in media d’anno il risultato rimane comunque positivo, con ricavi in crescita del +2,3%. Anche gli ordini registrano una variazione negativa nel quarto trimestre (-0,3%), dopo cinque segni positivi consecutivi. Le scorte di prodotti finiti indicano una prevalenza di valutazioni di scarsità rispetto a quelle di esuberanza, con un saldo pari a -8 punti in diminuzione rispetto ai trimestri precedenti: non si segnalano quindi accumuli di scorte critici, anche per la tendenza degli artigiani a fare poco uso del magazzino, privilegiando un’ottica produttiva just in time. L’occupazione artigiana mostra un saldo positivo negli ultimi tre mesi del 2025, con una variazione tra inizio e fine trimestre pari al +1,1%: nell’anno la crescita media risulta del +1,6% consolidando l’andamento positivo degli ultimi anni.

Le aspettative degli imprenditori artigiani rimangono in area negativa e non sembrano rispecchiare i buoni risultati raggiunti nel 2025: per la produzione il saldo tra previsioni di crescita e diminuzione scende a -14 punti, forse risentendo del peggioramento di alcuni indicatori congiunturali nell’ultimo trimestre. Migliora invece la fiducia per la domanda estera, con un saldo che raggiunge il valore nullo, sebbene si tratti di una componente poco rilevante per il settore artigiano.

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