Agricoltura bergamasca in piazza a Milano: "Prezzi, concorrenza sleale e fauna incontrollata"

Migliaia di agricoltori e allevatori davanti al Pirellone a difesa del settore agricolo e del vero Made in Italy.
10 Marzo 2026

Migliaia di agricoltori e allevatori provenienti da tutta la Lombardia si sono ritrovati questa mattina in piazza Duca d’Aosta, a Milano, davanti al Pirellone, per una grande mobilitazione promossa da Coldiretti a difesa del settore agricolo e del vero Made in Italy. Tra i partecipanti anche la delegazione di Coldiretti Bergamo, guidata dal presidente Gabriele Borella e dal direttore Erminia Comencini, arrivata in piazza con numerosi cartelli e slogan per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole del territorio.

Una manifestazione molto partecipata, che ha visto anche la presenza di tanti giovani imprenditori e imprenditrici agricoli, scesi in piazza per denunciare lo “scacco” in cui si trovano oggi le campagne lombarde e chiedere risposte concrete alle istituzioni.

Dai prezzi sottocosto alla concorrenza sleale, dalla burocrazia asfissiante ai controlli duplicati, dagli eventi meteo estremi alla fauna selvatica incontrollata, dai risarcimenti che arrivano con tempi troppo lunghi al consumo di suolo: sono numerosi i problemi che le aziende agricole si trovano ad affrontare ogni giorno, in una sfida continua per continuare a garantire alimenti di qualità, presidio del territorio e occupazione, senza perdere redditività.

Ad aggravare ulteriormente il quadro è anche il contesto internazionale. La nuova guerra in Medio Oriente e il rischio di un ulteriore shock energetico rappresentano infatti una nuova minaccia per la tenuta delle aziende agricole e per la produzione agroalimentare. Gli agricoltori sono scesi in piazza per chiedere alle istituzioni regionali di intervenire nei diversi livelli decisionali con misure concrete e strutturali, in grado di sostenere davvero il settore primario e semplificare il lavoro delle imprese.

Per l’occasione è stata allestita un’installazione simbolica che rappresenta una partita a scacchi, per mostrare visivamente le difficoltà che ogni giorno le aziende agricole devono affrontare. Attorno all’installazione si è sviluppato anche il flash mob dei giovani di Coldiretti. Presente inoltre un’esposizione dedicata ai rincari dal campo alla tavola, per evidenziare come l’aumento dei costi lungo la filiera pesi sulle imprese agricole senza garantire un adeguato riconoscimento del loro lavoro.

“Le nostre imprese agricole stanno affrontando una fase estremamente complessa – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Gabriele Borella – tra aumento dei costi, cambiamenti climatici, concorrenza sleale e una burocrazia sempre più pesante. Gli agricoltori chiedono regole più semplici, prezzi giusti e strumenti concreti per poter continuare a produrre qualità, tutelare il territorio e garantire il futuro delle nostre campagne. È fondamentale che dalle istituzioni arrivino risposte rapide e strutturali per sostenere un settore strategico per l’economia e per la sicurezza alimentare del Paese”.

image5 - La Voce delle Valli

Parlando dei temi specifici del territorio provinciale Borella ha evidenziato che “l’agricoltura bergamasca sta attraversando una fase molto complessa. In alcuni comparti, come quello orticolo della IV Gamma, i prezzi di vendita sono fermi da oltre vent’anni mentre i costi di produzione sono aumentati sensibilmente, soprattutto dopo il Covid. La situazione di sovrapproduzione favorisce ulteriormente le dinamiche al ribasso della grande distribuzione, comprimendo il valore riconosciuto agli agricoltori”.

“Preoccupa inoltre la crisi della suinicoltura, con un calo dei prezzi al produttore di circa il 40% in pochi mesi, mentre sugli scaffali i prezzi restano invariati e cresce l’ingresso di carne estera sul mercato. A questo si aggiunge il tema del consumo di suolo agricolo: nella Bergamasca si continua a sottrarre terreno fertile alla produzione di cibo. Per questo è fondamentale tutelare il suolo e rafforzare strumenti di filiera che garantiscano un giusto valore al lavoro degli agricoltori”

Nel suo intervento, il presidente di Coldiretti Bergamo Gabriele Borella ha invitato tutte le amministrazioni comunali del territorio ad approvare la delibera sull’origine dei prodotti alimentari, un atto concreto per sostenere la trasparenza e tutelare il vero Made in Italy. L’obiettivo è superare l’attuale regola del codice doganale, che consente di attribuire l’origine a un prodotto anche quando la materia prima proviene dall’estero ma viene trasformata in Italia, penalizzando così gli agricoltori italiani e i consumatori che chiedono chiarezza su ciò che portano in tavola. Sono stati portati all’attenzione di Regione Lombardia anche altri temi che interessano l’agricoltura bergamasca, come le difficoltà che caratterizzano il settore latte, i nitrati, la fauna selvatica e i problemi del comparto assicurativo.

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