Questa mattina, in via Tasso, si è riunito il Consiglio provinciale, il primo dopo l'elezione del presidente Gianfranco Gafforelli a seguito delle elezioni del 15 marzo 2026. In apertura è stato tributato un minuto di silenzio per la scomparsa di Franco Tentorio. Il presidente Gafforelli ha illustrato ai consiglieri le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato, che sono state approvate dal Consiglio con 9 voti favorevoli e 7 astenuti. Tra le priorità, il presidente ha elencato anche il terzo lotto della Tangenziale Sud di Bergamo, la tanto controversa Paladina-Sedrina. Qua la linea programmatica per intero.
Il Presidente ha inoltre comunicato l’attribuzione delle seguenti deleghe: Alessandro Colletta: Viabilità, Società partecipate, Trasporti, Trasporto pubblico locale; Simone Nava: Servizi comunali, Cooperazione, Sviluppo territoriale, Formazione e lavoro; Marco Gaverini: Montagna, Turismo, Marketing territoriale, Politiche giovanili, Terzo settore - Runts e associazionismo; Matteo Macoli: Bilancio, Cultura, Sistema bibliotecario, Gestione del patrimonio provinciale, Comunità energetiche; Francesco Micheli: Accordi di programma, Laghi, Infrastrutture; Juri Imeri: Ambiente, Pianura, Polizia provinciale, Politiche sociali; Umberto Valois: Vicepresidenza, Edilizia scolastica, Pianificazione scolastica provinciale; Massimo Cocchi: Protezione civile; Claudio Bolandrini: Sport, Gestione dei parchi, Ufficio Europa; Presidente Gianfranco Gafforelli: Agenda strategica, Pianificazione urbanistica, Personale, Intese strategiche.
“Sarò il Presidente di tutti, sento l’onore e la responsabilità di rappresentare il territorio bergamasco – ha affermato Gianfranco Gafforelli – La Provincia deve continuare a essere la casa di tutti i territori, un punto di riferimento autorevole, moderno ed efficiente capace di ascoltare e di coordinare le istanze e le necessità delle comunità, favorendone la partecipazione attiva. A tutti i consiglieri faccio un appello a lavorare insieme, ciascuno nel proprio ruolo e nel rispetto reciproco, perché le differenze siano occasione di condivisione e di sintesi e non di divisione, nell’interesse del territorio bergamasco”
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