Meno di un anno fa lo avevamo visto sollevare la Coppa Italia Dilettanti, ora Roberto Gherardi, portiere classe 1993 di San Pellegrino Terme, ha fatto il proprio ingresso in Kings League con la Circus Fc, oltre a difendere la porta del Caravaggio in Serie D. Per chi non la conoscesse, si tratta di una competizione di calcio a 7 creata da Gerard Piqué che unisce sport e intrattenimento con regole innovative e un format spettacolare, in parte ispirato al mondo del gaming.
Un’avventura, quella nella Circus “nata un po’ per caso - racconta Gherardi - La Kings è iniziata il 2 marzo, a metà febbraio mi ha contattato Bertocchi, il nostro attaccante. Il loro portiere si era infortunato pesantemente e, tramite un amico in comune e un po' di passaparola, hanno pensato a me”. Ed ecco che per Roberto si apre un’opportunità: “Tutti i giocatori erano d’accordo nell’ingaggiarmi e si sono fatti sentire, io ero contento della chance e in 2-3 giorni ho deciso di andare. Tanti in Kings League giocano in Eccellenza e Promozione, dunque diciamo che ci si conosce di vista”.
È un po’ un salto nel buio. “Non conoscevo molto bene la Kings League (fondata a fine 2024 in Italia ndr), poi mi sono informato, ma fino a un mese non avevo mai visto partite. Una volta che sei dentro diventa divertente: alla fine è calcio a 7, per me è una cosa nuova e, da quando è esploso il fenomeno, non mi ero mai interessato davvero”. Tutto ciò non impedisce a Roberto e alla Circus Fc di iniziare in modo ottimo il campionato. “Ora stiamo andando bene, siamo soddisfatti. In sei partite ne abbiamo vinte quattro, perdendo contro le due squadre che sono date favorite. Le classifiche sono diverse - spiega -: vincendo si guadagna solo un punto; quindi, noi siamo terzi a 4 punti. Il cammino è buono, diciamo che ci sono squadre costruite con investimenti per puntare a vincere, come in tutti gli sport. Noi ci stiamo divertendo ed è la cosa importante, stiamo iniziando ad avere credito perché i risultati parlano per noi”.
A proposito di campionato e composizione dello stesso, “I giocatori vengono da tutte le parti d’Italia, tanti sono della Lombardia perché la base è qua, però la copertura è in tutta Italia, è un campionato unico a livello nazionale. Oviamente in modo diverso rispetto ai campionati FIGC”. Roberto entra nel merito di una realtà nuova: “È proprio diverso, alla fine, appunto, è calcio a 7, con porte e campo più piccole. Per la prima volta giochi al chiuso, senza meteo diciamo. È tutto molto particolare. Ti abitui subito, è un po’ simile a quelli che possono essere i tornei estivi nei vari paesi, poi ovviamente ci sono cose extra, bonus, rigori tirati dai presidenti che sono personaggi famosi, ha particolarità che la rendono divertente”.
Sì, perché la Kings League ha regole che si discostano dal calcio tradizionale. I tempi durano 20 minuti ciascuno, le sostituzioni sono illimitate e le squadre pescano una "carta" a partita che le consente, ad esempio, di calciare un rigore subito, di togliere un giocatore agli avversari o di far valere doppio il gol di uno dei propri. “La prima volta è strano, poi ti abitui - racconta il numero uno di San Pellegrino - ci sono ex giocatori professionisti ed è davvero stimolante: ho giocato contro Florenzi e Moscardelli, per fare due esempi, e per noi che siamo abituati a serie minori è una cosa che non capita. Alcuni presidenti sono famosi, come Toni, Vieri… io ho sempre giocato nei dilettanti, incrociare certi personaggi è divertente. Poi ci sono anche vip come Diletta Leotta e Fedez, è un ambiente stimolante e divertente” insomma, per Roberto è un’esperienza molto positiva. “Esci molto dagli standard a cui sei abituato, tanti vengono dalle nostre categorie e li conosco bene, i professionisti in attività non possono giocare in Kings League”.
Certo, si tratta di uno sport ancora agli inizi, eppure il portiere è ottimista. “Sicuramente sta prendendo piede, io lo affronto innanzitutto come un divertimento. Il movimento è destinato a crescere, è molto seguito tra giovani e nuove generazioni, è molto social e ci sono tanti influencer. Per un adolescente può essere parecchio attrattivo e, in futuro, potrebbe andare avanti con successo. Io spero di far bene perché è divertente e voglio restare in questo ambiente, ci sono tanti amici ed è piacevole giocarci”






