C’è un ritmo che batte a San Pellegrino Terme: si tratta di un’eco che non è fatta di passi, ma di note che volano alte oltre i tornanti. È la melodia di un viaggio lungo trent’anni, una partitura scritta sull’asfalto dal 51enne sanpellegrinese Lorenzo Tassi (in foto il primo da sinistra), docente di Italiano e Storia all'Istituto Superiore di San Pellegrino, oltre che direttore della Corale Santa Maria Annunciata di Serina e pianista, che da 30 anni organizza viaggi in pullman per accompagnare studenti, appassionati, curiosi e chiunque volesse ad assistere agli spettacoli del Teatro Alla Scala di Milano.
E il prossimo 9 giugno sarà la sua centesima trasferta, in occasione dello spettacolo del Nabucco di Giuseppe Verdi. Con questa centesima tappa, in totale nei suoi 30 anni di viaggi Tassi ha accompagnato cinquemila persone alla Scala. Sotto lo sguardo attento del prof, generazioni di studenti e adulti hanno visto alternarsi sul podio i giganti del tempo: il rigore di Muti, il respiro di Abbado, l’energia di Chailly e Barenboim.
È stato un valzer di stelle, dove il pianoforte di Pollini ha dialogato con il violino di Uto Ughi, e le voci di Pavarotti e Domingo hanno fatto vibrare i cuori come corde di un’arpa. Non è mancato il fruscio leggero della danza, con l’eleganza di Carla Fracci e il volo plastico di Roberto Bolle, rendendo ogni trasferta un movimento perfetto di una sinfonia collettiva.
Ma la musica, si sa, vive anche di silenzi e di quinte. Grazie all’amicizia con il trombonista (ed oggi maestro del Corpo Musicale sanpellegrinese originario di Dossena ndr) Renato Filisetti, i viaggiatori della Valle Brembana - oltre che vari alunni ed ex alunni che hanno frequentato l'istituto alberghiero sanpellegrinese - hanno potuto sbirciare dietro il velo del palcoscenico, scoprendo l’ingranaggio umano che genera l’incanto.
"Lo scopo di queste esperienze è sempre stato rendere la grande musica, oltre che l'arte, accessibili a tutti - afferma Tassi. - Non organizzo solo un viaggio, ma testo il terreno per un'esperienza che arricchisce l'anima di ognuno dei partecipanti".
Tra i ricordi, come spartiti ingialliti dal tempo, riaffiorano la bacchetta lanciata da un Mehta furioso e il brivido solenne dell’Inno d’Italia cantato davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Eppure, l’accordo più dolce per il professor Tassi resta quello casuale: ritrovare un ex alunno nel foyer, tornato lì da solo, segno che il seme della bellezza ha messo radici profonde. Il 9 giugno, con il "Va, pensiero", si celebrerà un traguardo che profuma di rinascita, confermando che la cultura è un bus che non smette mai di correre verso la luce.





