A San Giovanni Bianco c’è un luogo dove i cavalli “parlano” ai bambini: il progetto di Sara Costa

Ad aprile ha aperto "La Radura delle Lucciole”, a San Giovanni Bianco, dove è possibile praticare equitazione consapevole ed ippomotricità.
23 Maggio 2026

Ci sono sogni che nascono in silenzio, quando si è ancora bambini, e che nel tempo trovano la forza di diventare realtà. Quella di Sara Costa, 24 anni di San Giovanni Bianco, è una storia fatta di passione autentica, di rispetto per la natura e di un legame profondo con gli animali, in particolare con i cavalli. Tutto ha inizio quando Sara ha solo dodici anni: “ È allora che arriva Paco, il mio primo cavallo. Non è solo un compagno di avventure, ma una presenza costante, un simbolo così importante da diventare oggi il volto stesso del mio progetto, raffigurato nel logo della mia attività. Paco è il filo che unisce passato e presente, sogno e concretezza”, ci racconta Sara.

La svolta arriva quattro anni fa, con l’incontro con Fire. “È grazie a lui che ho scoperto un modo nuovo di vivere l’equitazione: non più basato sulla performance, ma sulla consapevolezza, sull’ascolto e sul rinforzo positivo. Un approccio che mette al centro il benessere del cavallo, rispettandone i tempi, le emozioni e la natura”, spiega Sara. È in quel momento che nasce un’idea: creare un luogo diverso, dove i cavalli possano essere liberi di esprimersi e vivere in modo il più possibile naturale.

Così prende vita “La Radura delle Lucciole”, a San Giovanni Bianco, in via Roncaglia Fuori, dove è possibile praticare equitazione consapevole ed ippomotricità. Un angolo di verde che sembra fatto apposta per accogliere questo progetto, dove la natura diventa casa e alleata. Qui, ogni dettaglio racconta una scelta precisa: quella di costruire un ambiente in cui il rapporto tra uomo e animale sia fondato sul rispetto reciproco. Ma il sogno di Sara va oltre, ed è lei stessa a parlarcene: “Con il desiderio di trasmettere questo approccio anche ai più piccoli, mi sono avvicinata all’ippomotricità, una disciplina che utilizza il cavallo e il gioco per favorire lo sviluppo motorio, emotivo e relazionale dei bambini. Un percorso inclusivo, capace di accogliere anche ragazzi con bisogni educativi speciali e disabilità, trasformando ogni incontro in un’opportunità di crescita”.

Accanto a Paco e Fire, oggi ci sono anche Zelda e Duna, due nuove presenze che arricchiscono questa famiglia speciale. Zelda, presto mamma di un puledrino, porta con sé la promessa di una nuova vita, mentre Duna, appena un anno, incarna la dolcezza e la spontaneità di chi ha ancora tutto da scoprire. 

Dietro questo progetto non c’è solo la determinazione di una giovane ragazza, ma anche il sostegno della sua famiglia. I genitori e il compagno Stefano sono parte attiva di questo sogno, contribuendo ogni giorno a renderlo possibile. Intanto, Sara continua a lavorare come estetista a Zogno, coltivando però un obiettivo chiaro: trasformare questa passione nel suo futuro.

“La Radura delle Lucciole ha aperto ufficialmente le sue porte lo scorso aprile. Nonostante un cielo incerto, che ci aveva non poco preoccupato, la risposta è stata calda e partecipata. Bambini, famiglie, curiosi: in tanti hanno scelto di esserci, di ascoltare, di lasciarsi incuriosire da un’idea diversa”, spiega la giovane. Ed è proprio da qui che tutto sembra davvero cominciare. Perché quando un sogno nasce dal cuore e trova il coraggio di mettersi in cammino, non è mai solo un progetto. È l’inizio di una storia capace di illuminare, proprio come le lucciole nelle sere d’estate.

sara e compagno - La Voce delle Valli

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