La Coppa Valbrembana torna e celebra 20 edizioni: calcio d'inizio a Dossena il 23 maggio

La Coppa Valbrembana, torneo di calcio categoria Giovanissimi, è pronta per accendere i riflettori e l’edizione 2026 segna un traguardo molto importante: la 20esima edizione. 
19 Maggio 2026

La Coppa Valbrembana, torneo di calcio categoria Giovanissimi, è pronta per accendere i riflettori e l’edizione 2026 segna un traguardo molto importante: la 20esima edizione.  “La partita inaugurale si terrà il 23 maggio a Dossena, la finale il 6 giugno a San Pellegrino. Si festeggia la ventesima edizione, non il ventesimo anno perché nel 2020 il torneo non si è tenuto” spiega Sabrini Alcaini, che con papà Pietro organizza l’evento. QUA il calendario completo.

“Tra le partecipanti - prosegue Alcaini - ci sarà il Gorle alla sua prima apparizione. In 20 edizioni ne sono passate di squadre e di giocatori. Confermato anche il quadrangolare dedicato a mia sorella Elenora. Si terrà il 31 maggio, parteciperà ancora l’Atalanta che viene sempre con molto piacere, oltre a Zognese, Accademia Alta Valle Brembana e Paladina”.

Il successo negli anni è andato crescendo per una manifestazione oggi simbolo del calcio giovanile in provincia e non solo. “Non ci aspettavamo di sicuro di arrivare a festeggiare 20 anni, ma soprattutto non ci si aspettava che avrebbe avuto questo riscontro, mediatico e popolare, la coppa è cresciuta perché quando abbiamo iniziato c’erano 4 o 5 squadre, a mano a mano siamo saliti, arrivando ad avere squadre eccellenti nel passato e nel presente, tutti team importanti: per me e mio papà, è una cosa che dà soddisfazione”.

Un percorso fatto di crescita e tanto impegno. “Come in tutte le cose, si parte con l’incoscienza e ci si fa prendere la mano. Quando poi si capisce che piace e le persone vengono si prova a migliorare sempre più. Ormai è una macchina che parte a gennaio e finisce a gennaio dell’anno successivo, non si è mai fermi anche quando termina il torneo: si parte a pensare all’anno dopo, perché bisogna muoversi in anticipo chiamando le squadre. Prima eravamo noi a cercarle, adesso sono loro a chiamare noi, abbiamo una serie di società ormai fisse”.

Un successo a tutti i livelli, una sinergia con il territorio. “Ci ha stupito molto che ci siano così tanti sponsor disposti a darci una mano. Dopo vent’anni non ci hanno mai detto di no, se il tutto può essere fatto è grazie a loro: vale lo stesso per le squadre, senza di loro non potremmo giocare, mentre per loro diventa un fattore di prestigio” spiega. Negli anni, la Coppa è stata una rampa di lancio: “Se prima occorreva cercare chi venisse, adesso non è più un problema, perché per le squadre e i ragazzi diventa una vetrina. Tanti ragazzini che sono passati da noi adesso sono professionisti e ci piace pensare che abbiamo fatto la nostra parte ed è un motivo di orgoglio. Gli osservatori, anche di società importanti, vengono sempre e a noi fa piacere”.

Dopo due decenni, l’interesse non è calato, anzi. “È bello vedere l’affluenza di persone intorno, c’è fiducia in quello che fa mio papà e il clima che si è creato è positivo. La Coppa si è evoluta in questo senso e l’entusiasmo non manca mai, anzi è cresciuto e lo vedo in prima persona. Si parla di una questione economica, certo, ma anche umana, del rapporto che c’è con l’organizzazione e con la figura di mio papà” e il cambio di sede per la finale, avvenuto un paio di anni fa, non ha danneggiato la competizione.  “Nelle prime fasi magari abbiamo solo i genitori tra il pubblico, per le finali c’è una bella affluenza e anche essere a San Pellegrino dà più visibilità ed è più comodo, sicuramente ha favorito l’aumentare delle presenze. Le società che gestiscono i campi sui giochiamo hanno creato un bel rapporto di collaborazione con noi, siamo benvoluti ed è bello così: in tanti credono nella Coppa Valbrembana”.

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