Testo a cura di dr. Carlo Plaino e dr.ssa Marianna Berizzi.
Nelle scorse settimane, un lettore ha segnalato episodi di maleducazione sempre più frequenti sui pullman della tratta Bergamo–Valle Brembana: adolescenti che fumano sigarette elettroniche nonostante i divieti, sporcano e tengono comportamenti irrispettosi verso gli altri passeggeri. Non si tratta di casi isolati.
A livello nazionale, i dati indicano una crescente difficoltà nel rispetto delle regole e un aumento dei comportamenti trasgressivi tra i giovani. In Lombardia, e anche nel territorio di Bergamo, episodi di inciviltà e micro/macro-aggressività risultano sempre più segnalati. Nelle valli, come la Valle Imagna e la Val Brembana, il fenomeno è meno evidente nei numeri, ma significativo nel suo impatto sociale.
Questi comportamenti non sono solo “maleducazione”. Rappresentano segnali di una difficoltà più profonda: il rapporto con le regole, con l’autorità e con l’altro. Il problema non è il singolo gesto (fumare sul bus), ma la disinibizione e la scarsa percezione delle conseguenze delle proprie azioni. Ed ancora, il bisogno di mettere alla prova l’adulto, la ricerca di una fermezza nel così detto guanto di velluto.
Come torrenti di montagna, le loro acque scendono energiche e vivaci. Poi, con il disgelo dei ghiacci e qualche acquazzone abbondante, le acque prendono forza ed iniziano a sbattere contro gli argini: se di terra battuta, ben presto il torrente che diviene giovane fiume esonda e disperde le acque; ma se le sponde sono ben rinforzate, seppur l’acqua sbatterà, ben presto rientrerà nell’alveo, mantenendo una portata tale da proseguire il buon percorso. Autorevoli ma non necessariamente autoritari, accoglienti ma non necessariamente accettanti, fermi ma non necessariamente statici: ecco i riferimenti di adultità che buona parte degli adolescenti cerca, per costruire un legame di riferimento sicuro e stabile, bussola in un mare di confusione.
Cause e fattori di mantenimento
- Biologici: durante l’adolescenza il cervello è ancora in sviluppo, in particolare nelle aree del controllo degli impulsi.
- Psicologici: bisogno di affermazione, ricerca di identità, scarsa tolleranza alla frustrazione, difficoltà empatiche.
- Sociali: modelli permissivi o incoerenti, riduzione dei limiti educativi, influenza del gruppo dei pari.
Questi comportamenti si mantengono perché raramente vengono corretti in modo efficace e spesso trovano rinforzo nel gruppo (“lo fanno tutti”).
Sintomi caratteristici
- Emozioni: noia, irritazione, senso di superiorità o sfida.
- Sensazioni fisiche: attivazione, ricerca di stimoli forti.
- Pensieri: “non succede niente”, “le regole non valgono per me”, “non faccio del male a nessuno”.
- Azioni: trasgressione delle regole, comportamenti provocatori, incuria degli spazi comuni.
- Relazioni sociali: difficoltà nel rispetto reciproco, dinamiche di gruppo che incentivano la trasgressione.
Evitamenti tipici
Evitamento del confronto con adulti e responsabilità, rifiuto delle regole condivise, fuga da contesti strutturati. Si evita soprattutto il senso di limite, percepito come frustrazione. Tollerare la frustrazione è un allenamento alla vita, ai no e al ridimensionamento di un narcisismo primario che se protratto nel tempo può comportare un’immaturità emotiva anche in età adulta.
Strategie terapeutiche
Un problema complesso difficilmente ha una soluzione semplice ed è per questo che si auspica in interventi multilivello che permettano, nel tempo, di trovare strategie efficaci e ri-educare ad alcuni valori. A livello individuale sarebbe opportuno sviluppare autocontrollo e consapevolezza (educazione sportiva ad esempio), utilizzare anche un approccio sistemico per lavorare su famiglia e contesto educativo (utilizzare l’istituzione scolastica e la cooperazione sociale come volano sul territorio per promuovere azioni educative), canali sociali come educazione civica ed emotiva, collaborazione scuola-famiglia, presenza di adulti significativi.
Risorse sul territorio
Nel territorio di Bergamo e delle valli sono presenti consultori familiari, servizi educativi e sportelli per adolescenti e genitori. Le scuole, i servizi sociali e le associazioni locali rappresentano punti fondamentali per intercettare precocemente questi segnali e promuovere una cultura del rispetto. Dietro a piccoli gesti quotidiani si nascondono grandi temi educativi. Intervenire presto significa non normalizzare ciò che, nel tempo, può diventare qualcosa di più serio.







