Un legame profondo tra territorio, storia e nuove generazioni si è celebrato giovedì 4 giugno, in occasione della premiazione dei vincitori del concorso “Un logo per la - Al del Casì”. L'iniziativa, rivolta agli studenti dell'Istituto Comprensivo di Sant’Omobono Terme, ha visto la partecipazione entusiasta delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, chiamate a disegnare l'identità visiva di un luogo che sta vivendo una vera e propria rinascita: il nuovo percorso della Al del Casì a Sant'Omobono Terme.
A causa della pioggia che ha bagnato l'area pic-nic della Al del Casì la notte precedente, la cerimonia si è tenuta all'interno del plesso scolastico, dove i ragazzi sono rimasti stupefatti ed emozionati per i riconoscimenti ricevuti. Sul podio sono saliti Serena Boffetti della 3B (al centro in foto), seguita da Mattia Invernici e Manuel Cattaneo, entrambi della 3E, premiati grazie ai doni generosamente offerti dai commercianti di Sant’Omobono Terme. Il logo vincitore avrà un futuro importante, poiché verrà utilizzato anche per la realizzazione di magliette ufficiali. Il successo del concorso si deve anche alla preziosa collaborazione dell'insegnante Ruth Zurcher, che ha seguito passo dopo passo gli alunni, e alla presenza della vicepreside Pierangela Vassalli, a testimonianza di una sinergia forte tra scuola e comunità.
Quest’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello nella valorizzazione del nuovo percorso “Al del Casì”, inaugurato precisamente ad agosto 2025 dopo una straordinaria riscoperta. Il sentiero, che si sviluppa interamente all'interno del Comune di Sant’Omobono Terme toccando le località di Selino Basso, Cepino e Mazzoleni, si snoda dentro una suggestiva conca completamente immersa nei boschi. Il nome affonda le radici nella memoria locale: potrebbe derivare dall'antico manufatto che conferma la presenza di un piccolo "casino" (casa di campagna) proprio in quella zona, oppure dal torrente che nasce dall'area Cassino. Un tempo questo era un vecchio tracciato frequentato dagli anziani del paese per la caccia e la pesca, poi progressivamente caduto in disuso e dimenticato.
La svolta è avvenuta durante il periodo del Covid, quando Damiano Frosio, fotografo locale e uno dei principali organizzatori e promotori del progetto, camminando nei boschi a poca distanza dal centro abitato, si è imbattuto in questo percorso dimenticato. “Ho trovato delle cascate favolose, cinque balzi consecutivi di straordinaria bellezza con delle pozze d'acqua limpida; appena le ho viste ho detto subito: 'Che belle!' e da lì è nata l'idea di ridare vita a questo paradiso”, racconta con orgoglio lo stesso Damiano Frosio.
Subito dopo la riscoperta, è stata organizzata una riunione in Comune invitando le associazioni e i proprietari dei terreni. Da quel momento è iniziato un instancabile lavoro che dura ormai da cinque anni, portato avanti da un gruppetto affiatato di circa dieci volontari che ogni singola settimana si ritrova per pulire, curare e valorizzare il tracciato. Grazie al loro impegno, oltre al sentiero, è stata ricavata anche una grande area pic-nic attrezzata con barbecue e tavoli, già diventata un punto di riferimento per il paese e utilizzata, ad esempio, dagli asili locali per la festa della mamma.
La promozione del sito sta crescendo rapidamente: proprio la scorsa settimana sono state stampate 10 mila copie di un piccolo depliant informativo contenente la cartina dettagliata del percorso, attualmente in fase di distribuzione. Il progetto punta ora a traguardi ancora più ambiziosi, come spiega Frosio: “Abbiamo richiesto la formalizzazione ufficiale del percorso al Comune di Sant’Omobono Terme, anche perché si tratta dell'unico percorso sul territorio comunale che ha il pregio strategico di collegarsi direttamente al sentiero della Cornabusa e al sentiero della Valle dei Mulini”.
Per continuare a mantenere splendido questo angolo di valle, l'appello resta aperto a tutta la cittadinanza: “Cerchiamo sempre nuovi volontari che abbiano voglia di darci una mano, e l'invito è rivolto in modo particolare ai ragazzi, affinché ci aiutino soprattutto nella manutenzione e nella custodia del percorso”, conclude Damiano Frosio, guardando al futuro di un sentiero che, grazie ai giovani e al volontariato, è tornato a essere patrimonio vivo della comunità.
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Complimenti auspico una riscoperta e tenuta di tutte le mulattiere storia della nostra Valle.
invogliate i volontari con riconoscimenti stima e rispetto.







