Una serata all'insegna della convivialità, della cultura e della solidarietà. Domenica 19 luglio, nella piazza comunale di Costa Valle Imagna, torna la tradizionale Cena Libanese, un appuntamento ormai atteso che unisce i sapori del Mediterraneo a un gesto concreto di aiuto verso chi vive situazioni di grave difficoltà in Libano. L'iniziativa è promossa da Ahmad Rami Youssef, conosciuto da tutti come “Rami”, farmacista e assessore comunale di Costa Valle Imagna, che da sei anni organizza l'evento con un obiettivo ben preciso: destinare l'intero ricavato della cena all'acquisto di farmaci e prodotti medico-sanitari per famiglie bisognose residenti in Libano. La prenotazione è obbligatoria al numero 3200853116, Rami.
“È importante per me sottolineare che non si tratta di una raccolta fondi, bensì di una cena con quota di partecipazione fissa: il ricavato derivante dalle adesioni viene interamente utilizzato per acquistare medicinali destinati a persone che non possono permettersi le cure necessarie. Soprattutto, questi acquisti verranno fatti in maniera anonima: non c’è cosa più bella che aiutare qualcuno in difficoltà, senza rivelarsi. È un aiuto vero, sincero e significativo per chi lo riceve”, dichiara Rami.
L'iniziativa affonda le proprie radici nell'agosto del 2020, quando, dopo la devastante esplosione del porto di Beirut, l'allora e attuale parroco di Costa Imagna, don Andrea Pedretti, propose di organizzare una cena solidale. L'idea è stata raccolta e realizzata da Rami, che ha coordinato la prima edizione il 19 agosto di quell'anno. In quell'occasione il ricavato è stato inviato a un'associazione libanese attraverso un sacerdote libanese residente in Italia.
Dal 2021 il progetto ha assunto una forma ancora più diretta. Grazie ai contatti personali di Rami e alla collaborazione di un amico farmacista in Libano, il ricavato viene utilizzato per acquistare medicinali destinati a persone accuratamente individuate e verificate, con particolare attenzione ai bambini e ai pazienti affetti da patologie croniche. L'obiettivo è garantire terapie della durata di cinque o sei mesi, cercando di raggiungere ogni anno nuove famiglie in reale stato di necessità.
“Molte delle persone che aiutiamo non mi conoscono personalmente e preferisco che sia così”, racconta Rami. “Credo profondamente nel valore della solidarietà discreta: quando si dona, non serve essere riconosciuti, conta solo poter alleviare le difficoltà di qualcuno”. Ogni anno la cena permette di raccogliere mediamente circa 2.000 euro, una cifra che si traduce interamente in medicinali e prodotti sanitari. Ma la serata rappresenta molto più di un semplice momento benefico. La scelta di organizzare una cena nasce infatti dal desiderio di condividere un'esperienza di incontro: “Sedersi attorno alla stessa tavola significa conoscersi, dialogare e creare relazioni attraverso il cibo, che diventa linguaggio universale di accoglienza e amicizia. Ed è questo ciò che deve accompagnare un’iniziativa così bella e importante”, spiega Rami.
Quest'anno, inoltre, l'edizione avrà un significato ancora più speciale grazie alla presenza della mamma di Rami, che si trova a Costa Valle Imagna e preparerà personalmente gran parte delle specialità tradizionali. Per la prima volta saranno proposte le foglie di vite ripiene di riso, piatto vegetariano simbolo della cucina mediterranea. Non mancheranno le polpette fritte ripiene di carne macinata, pinoli e mandorle, accompagnate dall'hummus di ceci e dal baba ghannouj, la tipica crema di melanzane. Alla griglia sarà servito lo shawarma di pollo marinato con aglio, limone e pepe nero, insieme agli immancabili falafel, le tradizionali polpette di ceci. A concludere la cena saranno i dolci tipici libanesi.
Durante la serata è previsto anche uno spettacolo di danza del ventre, eseguito da un gruppo di ballerine professioniste, che contribuirà a far conoscere un ulteriore aspetto della cultura mediorientale. “Per me questa cena è importante per tanti motivi”, racconta il farmacista, “Da una parte permette di far conoscere una cucina che, per molti aspetti, ricorda quella italiana e mediterranea; dall'altra offre un aiuto concreto a persone che ogni anno devono affrontare nuove emergenze sociali, economiche e sanitarie”. Negli ultimi mesi, infatti, il Libano ha vissuto un'ulteriore fase di grande difficoltà. Il conflitto nel sud del Paese ha costretto oltre un milione di persone a spostarsi verso il nord, aggravando una situazione già segnata da una profonda crisi economica. Anche la famiglia di Youssef ha aperto le porte della propria casa, accogliendo quattro famiglie in fuga dalla guerra, come hanno fatto moltissimi altri cittadini libanesi. Una cena, dunque, che va ben oltre il piacere della buona tavola: un'occasione per condividere un momento di comunità e trasformare un gesto semplice, come un pasto insieme, in un aiuto concreto per chi ogni giorno lotta per poter accedere alle cure essenziali.
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