A Sant'Omobono la mostra fotografica di Dimitri Salvi: un viaggio tra città europee, America e Asia

Inaugurata presso l’Infopoint turistico di Sant'Omobono Terme la nuova mostra personale del fotografo bergamasco.
4 Luglio 2026

In collaborazione con la Comunità Montana Valle Imagna, oggi, sabato 4 luglio, alle ore 16.00, presso l’Infopoint turistico di Sant'Omobono Terme, è stata inaugurata nuova mostra fotografica di Dimitri Salvi; il percorso espositivo ripercorre gli ultimi cinque anni di attività del fotografo bergamasco classe 1976 e rappresenta una ricerca ininterrotta sui molteplici modi di percepire la condizione umana intrecciata al paesaggio urbano, da sempre fulcro della sua estetica e del suo sguardo. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta tutti i giorni sino al 30 agosto, dalle 9.30 alle 12.30.

È un viaggio che attraversa i nodi essenziali dell’identità umana, prendendo avvio dall’Italia, dove il paesaggio — intriso di secoli di culture e tradizioni — diventa chiave interpretativa per leggere il mondo. Questa terra stratificata si fa matrice e lente attraverso cui osservare altri paesi, coglierne le peculiarità e intuire i loro destini. Il seguito della mostra-viaggio tocca le principali città europee e, attraverso il Nord America, giunge fino al Sud-est asiatico, percorrendo migliaia di chilometri, sempre camminando con lo sguardo rivolto verso l’alto e con i sensi ben vigili.

Salvi ama vagabondare tra marciapiedi e vicoli, lasciandosi guidare dal ritmo dei propri passi per assaporare lo spettacolo della vita e tenendo alta l’attenzione verso le persone e la scena urbana con la propria quotidianità che, nel suo apparente svolgersi ordinario, custodisce sempre qualcosa di straordinario. L’itinerario fotografico di Dimitri Salvi affonda le radici nella tradizione, ma si apre inevitabilmente a un futuro in trasformazione; il suo percorso visivo diventa pensiero, trasformandosi in una riflessione sull’essenza del “fotografare” e sulla verità dell’immagine.

Allo stesso tempo, tutti gli scatti che sono esposti in mostra, invitano a meditare sull’atto del vedere, inteso come gesto che rivela, interpreta e trasforma il mondo: per Salvi non esiste un punto di vista preordinato da cui osservare ciò che ci circonda, vicino o lontano che sia. Ogni luogo è suscettibile di molteplici interpretazioni, che seguono le dinamiche dell’esperienza individuale; per lui fotografare è soprattutto uno stato d’animo, un atteggiamento verso la vita, una visione del mondo, una professione di fede nella rapidità dell’occhio.

“Quando scatto – afferma Salvi – sento di trovarmi esattamente su una soglia: è in quel passaggio, quando lo sguardo si fa immagine, che avverto la fusione tra mondo interno ed esterno. E proprio da questo incontro, cerco sempre di far nascere la mia fotografia”. La nuova esposizione di S. Omobono Terme invita a cogliere nelle fotografie un necessario momento di pausa, di respiro, di riflessione, lasciando che lo stupore si impossessi del pubblico e lo conduca a “pensare per immagini”.

Il titolo della mostra, “Il prossimo villaggio”, richiama un breve racconto di Franz Kafka, in cui si afferma che la vita è troppo breve persino per raggiungere il villaggio successivo. Questa immagine fortemente evocativa richiama alla condizione umana: a quel desiderio di andare oltre, di muoversi, di conoscere. Viaggiare — quindi partire — diventa la proiezione di un sogno luminoso, e intanto, il prossimo villaggio è sempre lì, ad attenderci. Gli scatti di Dimitri Salvi, fortemente influenzati dalla fotografia umanistica di Doisneau ed Erwitt, di Atget e Brassaï, sembrano riflettere su questi temi con profonda e al contempo “semplice” e umana immediatezza.

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