Il cuore pulsante del teatro dei burattini batte forte tra le alture di San Pellegrino Terme dove la famiglia Bellotto ha scelto di vivere e di dare anima al legno, poco lontano da quel borgo - Oneta di San Giovanni Bianco - che rivendica con orgoglio le radici di Arlecchino.
Sergio Bellotto, storico maestro che ha speso una vita tra i banchi di scuola, la moglie Rossana Paganoni e il figlio Francesco rappresentano l’essenza di una tradizione bergamasca che non si limita a intrattenere, ma che scolpisce valori e memoria in ogni testa di legno. Loro sono la Compagnia "Il Riccio”. Sebbene residenti a San Pellegrino, la loro quotidianità si svolge più in quota, in un ambiente che sembra fatto apposta per ispirare l’arte manuale.
Tutto è iniziato nel 2000, quasi per gioco, dopo anni passati a dedicarsi all’artigianato; Sergio, insegnante di lingue straniere, portava dentro di sé lo stupore di quando, da bambino, guardava incantato le rappresentazioni al Bigio, locale di San Pellegrino Terme, e quel seme è germogliato durante un mercatino a Serina, quando una baracca prestata quasi per caso ha segnato il loro debutto.
«Prima facevamo semplice artigianato — ricorda Rossana — poi abbiamo iniziato a scolpire i burattini nel legno e la gente ci diceva: con tutti questi burattini, fate qualcosa». Da quel momento è nata una produzione che conta centinaia di personaggi, nati per non restare immobili sugli scaffali ma per calcare le scene in oltre mille spettacoli tra oratori, scuole e piazze di tutta Italia, arrivando persino in Francia e Svizzera.
Le commedie, scritte a sei mani da tutta la famiglia, richiedono mesi di prove e di affinamento per far sì che ogni gesto abbia un senso, portando con sé messaggi profondi, come sull’inquinamento o sul perdono: «Le bastonate le richiedono sempre — spiega Rossana — ma noi le includiamo solo per legittima difesa».
Se Sergio è il burattinaio e Rossana la scultrice che lo affianca, il figlio Francesco, oggi fisioterapista, resta l'erede di un talento naturale che ha contribuito a rendere uniche le loro storie.
Quando si parla di burattini, il re indiscusso è senza ombra di dubbio “ol Giupì”, e Rossana conferma la nostra teoria: “Il primo burattino scolpito naturalmente è stato Gioppino, l’eroe del teatro dei burattini di Bergamo". Oltre al Gioppino, Sergio e Rossana hanno intagliato le teste di molti altri personaggi. “Ovviamente si sono aggiunti gli altri personaggi bergamaschi: Arlecchino, Margì, Brighella, Pacì Paciana, nonché gli altri personaggi della commedia dell’arte, come Pantalone, Balanzone e Pulcinella”
Oggi i Bellotto osservano con soddisfazione un rinnovato interesse per quest'attività, convinti che la partecipazione reale e concitata dei più piccoli, così diversa dalla visione passiva di un cartone animato, sia la prova che il teatro dei burattini bergamasco ha ancora moltissimo da raccontare al futuro. Sul sito ufficiale della compagnia il calendario con tutti gli appuntamenti in programma.








