Si è conclusa ieri, lunedì 10 agosto, la quinta edizione del Palio delle Contrade a Zogno che ha visto Poscante come vincitore. Una manifestazione che, anno dopo anno, è riuscita a conquistare sempre più partecipanti, riportando al centro della vita comunitaria lo spirito di appartenenza e il piacere di condividere momenti di festa. È nato quasi per caso, da una proposta fatta a don Simone Pelis, parroco di Zogno, da parte di Andrea Morali, membro del comitato organizzatore del Palio: “Era un peccato che non si facesse più. In passato, infatti, il Palio delle Contrade era un appuntamento molto sentito dalle diverse realtà del territorio. Da quella semplice idea è ripartita una tradizione che oggi, arrivata alla quinta edizione, è diventata uno degli appuntamenti più attesi della Sagra di San Lorenzo”.
L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato chiaro: creare occasioni di incontro, coinvolgere persone di tutte le età e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Un intento che trova conferma nei numeri degli ultimi anni. La partecipazione è infatti cresciuta costantemente e anche nel 2026, così come nell’edizione precedente, la sola sfilata inaugurale ha superato quota 650 partecipanti. Il Palio coinvolge le contrade di Zogno e delle sue frazioni, chiamate a sfidarsi lungo i dieci giorni della Sagra di San Lorenzo.
Quest’anno, però, si è registrata l’assenza di Stabello, costretta a rinunciare per la mancanza del numero di partecipanti necessario a formare le squadre. Una defezione accolta con comprensione dagli organizzatori, nella speranza che si tratti soltanto di un arrivederci: l’auspicio è infatti quello di rivedere Stabello già dalla prossima edizione. Il programma ha proposto un calendario ricco e variegato, pensato per coinvolgere generazioni diverse. Il Palio si è aperto con la tradizionale sfilata inaugurale, accompagnata dalla staffetta sulla scalinata della chiesa e dalla parata delle contrade per le vie del centro, fino all’arrivo in oratorio per l’apertura ufficiale della manifestazione.
Una delle particolarità della sfilata è il sistema di assegnazione dei punti: non conta soltanto il numero assoluto dei partecipanti, ma anche la percentuale rispetto agli abitanti della contrada e il folclore messo in campo. Colori, cori, striscioni, costumi e tifo diventano così parte integrante della competizione. Durante i dieci giorni si sono poi susseguiti il torneo di calcio a 5, quello di pallavolo, la serata dedicata ai giochi di una volta – con tiro alla fune, corsa coi sacchi, rally delle carriole e il tradizionale rasgà la bora –, oltre al Palio dei bambini, pensato per i più piccoli. Non sono mancati neppure i tornei di carte, con scopa e briscola affiancate quest’anno dalla novità del truco, e il torneo di calcio balilla.
“Ogni giornata e ogni torneo hanno assegnato punti alle contrade, con 100 punti destinati al vincitore e punteggi a scalare per le altre posizioni. Un meccanismo che ha mantenuto viva la sfida fino alla conclusione, trasformando ogni appuntamento in un’occasione per recuperare terreno o consolidare il vantaggio”, spiega Morali. A spuntarla nell’edizione 2026 è stata dunque Poscante, che ha conquistato il primo posto al termine delle diverse prove.
Una vittoria costruita attraverso la partecipazione alle varie competizioni e il contributo di tanti contradaioli, confermando ancora una volta quanto il risultato finale sia frutto del lavoro e dell’entusiasmo dell’intera comunità. Al secondo posto invece Monte di Zogno, terzo Endenna, quarto il Centro, quinto posto per Ambria-Spino e al sesto posto Grumello. Ma, al di là della classifica, il vero successo del Palio resta la partecipazione. Il crescente numero di persone coinvolte dimostra come una manifestazione nata quasi spontaneamente sia riuscita a trasformarsi in una tradizione capace di mettere insieme bambini, ragazzi, adulti e famiglie.
L’edizione di quest’anno si è svolta inoltre in un momento particolare per l’Oratorio, interessato da importanti lavori di riqualificazione. Un investimento pensato per il futuro, con l’obiettivo di rendere gli spazi sempre più belli, accoglienti e funzionali. I lavori hanno inevitabilmente comportato qualche disagio, ma non hanno frenato la voglia di partecipare e di vivere insieme i giorni della festa.
Proprio il tema della comunità è rimasto al centro del messaggio degli organizzatori: “La competizione è certamente il cuore del Palio, ma non deve mai mettere in secondo piano i valori che animano l’oratorio: accoglienza, rispetto, amicizia e condivisione”, racconta Morali. Perché il Palio delle Contrade è fatto sì di classifiche, punti e vittorie, ma anche – e soprattutto – di persone che scelgono di mettersi in gioco. Contradaioli, volontari, arbitri, organizzatori e tutti coloro che lavorano dietro le quinte contribuiscono, ciascuno a modo proprio, alla riuscita della manifestazione. Il quinto anniversario rappresenta così un piccolo ma significativo traguardo per una realtà che continua a crescere. E mentre Poscante festeggia il titolo 2026, l’augurio è che il prossimo appuntamento possa vedere nuovamente tutte le contrade in campo, ancora una volta unite da colori, cori, striscioni, tifo e sana competizione.





