Aperto l'orto solidale a Sant'Omobono, un nuovo spazio per cittadini e scuole

L’Orto Solidale rientra in un quadro più ampio di progetti che Dorainpoi porta avanti per favorire l’inclusione e creare opportunità concrete per le persone con disabilità.
2 Settembre 2026

Si è svolto sabato 22 agosto l’aperitivo all’Orto Solidale di Sant’Omobono Terme, un momento pensato per aprire le porte del progetto a tutta la comunità e far conoscere a chi ancora non lo conosce uno spazio nato per essere molto più di un semplice orto. Il progetto è promosso dall’associazione Dorainpoi APS e realizzato grazie alla collaborazione di enti, cooperative, associazioni e soprattutto tanti volontari che, fin dai primi passi, hanno messo a disposizione tempo, energie e competenze.

"I primi ringraziamenti – ha sottolineato Francesca Cicolari, presidente di Dorainpoi – vanno al Comune di Sant’Omobono Terme, che ha creduto nel progetto e ci ha concesso in comodato d’uso gratuito questo terreno di via Rossini, dietro alle scuole medie". All’incontro erano presenti anche il vicesindaco Stella Sirtori e l’Assessore Noemi Zanella, a testimonianza della vicinanza dell’Amministrazione comunale all’iniziativa.

L’Orto Solidale rientra in un quadro più ampio di progetti che Dorainpoi porta avanti per favorire l’inclusione e creare opportunità concrete per le persone con disabilità. Accanto all’orto ci sono infatti Valley Job, il laboratorio di stampa solidale dedicato all’inserimento lavorativo, e Valley Fun, progetto rivolto al tempo libero, alla socializzazione e alla costruzione di relazioni. Un importante contributo per l’avvio di questi percorsi è arrivato dall’Azienda Speciale Consortile Valle Imagna – Villa d’Almè (ASC VIVA), attraverso il bando “Idee ne abbiamo?”, che ha permesso di sostenere la realizzazione delle diverse attività.

Fondamentale anche la collaborazione con la Cooperativa Giovani Orme di Corna Imagna, che ha fornito la consulenza per la progettazione e la realizzazione dell’orto, grazie in particolare alle competenze dell’agronomo Stefano Invernizzi. Un grazie particolare va inoltre a Donato Locatelli e Francesco Locatelli, che hanno contribuito concretamente alla nascita dell’orto attraverso la donazione di attrezzature e concime.

L’Orto Solidale però non sarebbe quello che è oggi senza i tanti volontari che, in questi mesi, si sono alternati nel piantare, seminare, annaffiare, curare e raccogliere. Poi la natura ha ricambiato con generosità: pomodorini, zucchine, fagiolini, cipolle, basilico e tanti altri prodotti sono cresciuti rigogliosi, regalando raccolti abbondanti e di ottima qualità.

"C’è ancora tanto da migliorare – ha spiegato Cicolari – a partire dall’organizzazione e dal coinvolgimento sempre maggiore delle persone con disabilità, che dovranno essere accompagnate e coordinate dai volontari. Dovremo lavorare anche sull’organizzazione delle attività e sulla comunicazione, sia all’interno del gruppo sia verso tutta la comunità".

orto solidale - La Voce delle Valli

Proprio in questa direzione andranno i prossimi passi. Uno degli obiettivi è infatti il coinvolgimento del servizio territoriale per le persone con disabilità Stareinvalle, gestito dalla Cooperativa sociale Lavorare Insieme. Un progetto che potrà diventare ancora più inclusivo grazie alla posa di apposite stazioni accessibili alle persone in carrozzina, realizzate da Fabio Rota, sulle quali collocare vasche rialzate per la semina e la coltivazione di erbe aromatiche e fiori.

E a partire da settembre l’Orto Solidale si allargherà ulteriormente la propria comunità: entreranno infatti a farne parte anche le scuole, che saranno accompagnate nel percorso da Leela Simonato, agronoma e preziosa collaboratrice del progetto. L’orto diventerà così anche uno spazio educativo dove bambini e ragazzi potranno imparare a conoscere la terra, rispettare i suoi tempi e scoprire il valore della collaborazione.

Dopo la presentazione del progetto, l’invito a tutti è stato chiaro: chiunque voglia dare una mano può unirsi ai volontari; chi invece desidera semplicemente conoscere l’orto, può venire a visitarlo e partecipare alle attività di raccolta, quando la natura lo permette. A seguire, la musica ha accompagnato il pomeriggio con canti e chitarra insieme a Michele, creando un’atmosfera semplice e conviviale. L’aperitivo è diventato così un’occasione per continuare a parlare, fare domande, conoscere meglio il progetto e assaggiare i prodotti dell’orto.

orto solidale3 - La Voce delle Valli

"Un grazie va a tutte le persone che hanno partecipato, alla CRI che ci ha prestato il gazebo, ad Alda Locatelli (Jolly Market - Fresco Mio) e a Diego Rodeschini, che hanno offerto parte delle prelibatezze condivise durante l’aperitivo e a Dario del Consorzio per aver donato le cisterne dell’acqua e i cappelli per ripararci dal sole - fanno sapere i promotori del progetto - In fondo, è proprio questo lo spirito dell’Orto Solidale: coltivare la terra, ma soprattutto coltivare relazioni, inclusione e comunità. Un piccolo terreno può diventare un luogo grande, se tante persone decidono di prendersene cura insieme".

"Un progetto altamente inclusivo e coinvolgente che vede protagoniste persone di diverse età e con diverse personalità mettendo al centro l’importanza delle relazioni sociali e del lavoro di squadra. Come Amministrazione abbiamo positivamente accolto questa iniziativa che speriamo aiuti ad abbattere qualsiasi tipo di barriera sociale attraverso un lavoro manuale semplice e puro, come quello di prendersi cura di un orto. Un plauso all’associazione Dorainpoi e a tutti coloro che hanno dato e daranno una mano a questo importante luogo di vita" dichiara il vicesindaco Stella Sirtori.

Grande soddisfazione espressa anche dall’Assessore al sociale Noemi Zanella: "Questo progetto è il risultato straordinario dell'energia e della dedizione delle persone che ci hanno creduto: un grazie di cuore va ai volontari e a tutti i ragazzi che hanno messo le mani nella terra con entusiasmo e passione, rendendo questo spazio un presidio vivo per il nostro paese, di cui tutti dobbiamo prenderci cura”.

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