Si è svolta oggi, martedì 15 settembre, al mattino, in apertura della seduta del Consiglio regionale, la cerimonia di conferimento del riconoscimento “Voce lombarda nel mondo” 2026. Il riconoscimento, assegnato annualmente a personalità che si sono distinte in ambito economico, sociale, ambientale, culturale e sportivo, celebra le eccellenze lombarde che, attraverso percorsi professionali e umani sviluppati all’estero, continuano a rappresentare la regione con autorevolezza.
Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a cinque lombardi, tra questi anche il valdimagnino Lino Rota, originario di Locatello e residente a Nembro, già minatore in Belgio, tra i primi soccorritori nella tragedia di Marcinelle (l'8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier a Marcinelle, Belgio, e causò la morte di 262 persone) e testimone della storia dell’emigrazione lombarda.
“Ringrazio per questo premio e per la riconoscenza mostrata nei confronti dell’attività che ho portato avanti in questi anni per non dimenticare fatti importanti della storia dei lombardi e degli italiani. – ha detto Lino Rota impegnato nella divulgazione storica di Marcinelle - spero che quanto fatto finora per continuare ad alimentare la memoria di Marcinelle e dell’emigrazione lombarda e italiana possa proseguire”.
Originario della Valle Imagna, Lino Rota rappresenta una testimonianza significativa della storia dell’emigrazione lombarda in Europa. Trasferitosi in Belgio nel secondo dopoguerra per lavorare nelle miniere, è oggi tra i principali custodi della memoria della tragedia di Marcinelle di cui è stato uno dei primi soccorritori. Rientrato in Italia, ha promosso attività di conservazione e divulgazione della memoria dell’emigrazione italiana, contribuendo alla realizzazione del Museo del Minatore di Nembro.
Motivazione del premio a Rota: Per aver incarnato i valori del lavoro, del sacrificio e della solidarietà che hanno contraddistinto generazioni di lombardi emigrati all’estero. Testimone diretto della tragedia di Marcinelle e custode della memoria dell’emigrazione lombarda, ha dedicato la propria vita a preservare e tramandare alle nuove generazioni una pagina fondamentale della storia sociale italiana ed europea, trasformando la propria esperienza umana e civile in un patrimonio collettivo di memoria, conoscenza e identità per la comunità lombarda.
Oltre a Rota, il premio è andato anche a Fabrizio Capobianco, originario di Sondrio, imprenditore tecnologico affermatosi nella Silicon Valley e rientrato in Valtellina per sostenere giovani start-up; Enrico Derflingher, di Lecco, chef di fama internazionale, già al servizio della Casa Reale britannica e della Casa Bianca; Amalia Ercoli Finzi, di Gallarate (VA), pioniera dell’ingegneria aerospaziale e protagonista di importanti missioni europee; Camillo Ricordi, nato a New York e cresciuto a Milano, medico e scienziato di riferimento mondiale nella ricerca e nella cura del diabete.
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Complimenti a tutti i premiati.
E sempre un onore leggere belle notizie riguardando i nostri concittadini che rappresentano l'Italia nel mondo .





