La strage degli innocenti: è caccia al killer di gatti a Capizzone

Tra spari da carabina, veleno e sparizioni sospette, a Capizzone oltre dodici gli animali massacrati. Indagano i Carabinieri.
18 Settembre 2026

Ha dell’incredibile e lascia un profondo senso di sgomento e rabbia quello che sta accadendo tra le strade e i boschi di Capizzone, dove una scia di sangue e crudeltà svela l’ombra spietata di un vero e proprio killer di gatti che da mesi semina il terrore tra i proprietari e gli amanti degli animali.

Soltanto qualche giorno fa, era stata raccontata sui gruppi social della Valle Imagna la storia a lieto fine del felino rimasto ferito nella notte di lunedì 14 settembre tra via Partigiani e via Mortesina, dove il tempestivo ed eccellente intervento del personale della Clinica Baioni aveva permesso di sottoporre l'animale a un’operazione chirurgica per la rimozione di un pallino da carabina ad aria compressa sparato da una mano ancora ignota intorno alle ore 23:00, una vicenda subito denunciata ai Carabinieri.

Eppure quel caso era soltanto la punta dell’iceberg di una tragedia ben più vasta che oggi si arricchisce di nuovi, agghiaccianti dettagli forniti direttamente dai residenti esasperati. Le vittime accertate e le sparizioni si moltiplicano senza sosta: come spiega angosciata Michela Rota, una delle proprietarie colpite: “Nella zona di Mortesina questo spietato personaggio arriva perfino a strappare e rimuovere i cartelli di allerta messi per strada dalle stesse persone colpite, lo ha fatto anche con me. Si tratta di una zona già funestata a maggio e giugno dalla misteriosa scomparsa dei miei quattro gatti e di quello del mio vicino di casa, quindi ben cinque gatti spariti, oltre a diversi altri animali prima impallinati e poi rimasti uccisi dalle conseguenze di una letale setticemia, una drammatica catena di eventi ora finita al vaglio delle Forze dell’Ordine e della Forestale”.

A tracciare un quadro ancora più cupo e scioccante è la testimonianza di Steven Di Marco Pernice, che racconta di aver notato mesi fa a Mortesina un gattino zoppicante e in condizioni disperate: “La proprietaria non era dell’idea di farlo visitare per i costi, allora l’ho condotto a mie spese dalla veterinaria dove i raggi X hanno rivelato due pallini piantati in testa e un osso della gamba posteriore completamente esposto, un calvario culminato nella setticemia e nella dolorosa soppressione dell’animale; uno scenario dell'orrore che si è ripetuto lo stesso giorno nella zona di un capanno da caccia con il ritrovamento di un altro micio ucciso a colpi d'arma da fuoco, fino a culminare nel recentissimo ferimento del mio gatto, colpito, dritto al naso, persino all'interno del mio cortile di casa, dove sono state rinvenute evidenti macchie ematiche, con il proiettile estratto che verrà consegnato agli inquirenti per le analisi del caso”.

Tra denunce di inaudita barbarie verso gli animali, storie di unghie e denti strappati per addestrare cani da caccia, auto lanciate a tutta velocità contro i felini e un bilancio spaventoso che sfiora ormai i 12 gatti svaniti nel nulla tra Mortesina e Capizzone da maggio ad oggi, gli occhi di chi vuole catturare i colpevoli sono ora puntati sulle telecamere di video sorveglianza per dare finalmente un volto e un nome al responsabile.

Anche la sindaca di Capizzone Michela Zuin si è espressa sulla situazione: “Sparare a un animale non è uno scherzo né una bravata: è un fatto gravissimo, che non può essere tollerato e che riveste rilevanza penale. Invitiamo tutti i cittadini a collaborare, affinché episodi di questo tipo non vengano ignorati e possano essere perseguiti  nelle sedi competenti. Chi dovesse assistere a episodi sospetti o disponesse di informazioni utili alle indagini, segnali tempestivamente alle Forze dell'Ordine".

Un clima d'angoscia che si riallaccia inevitabilmente a quanto accaduto solo pochi mesi fa, a giugno, a Berbenno, dove in via San Giovanni Bosco una colonia felina regolarmente censita all'ASL è stata brutalmente decimata da un crudele avvelenamento che ha visto morire una ventina di gatti e salvarsi soltanto due splendidi cuccioli diventati il simbolo della speranza e della rinascita. Ora il quadro è al vaglio delle Forze dell’Ordine al fine di identificare il killer, o i killer, perché forse bisognerebbe parlarne al plurale.

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