Partire dalla Valle Imagna per aprirsi al mondo. È la scommessa dell’Istituto Maria Consolatrice di Cepino, Sant'Omobono Terme, una scuola che ha fatto del legame con il territorio uno dei propri tratti distintivi, senza rinunciare all’innovazione. Dalla storia locale alla sostenibilità, dall’outdoor education alle esperienze internazionali, l’IMC prova così a tenere insieme radici e innovazione, relazione e nuove metodologie. Open Day domenica 18 ottobre; sabato 21 novembre e sabato 19 dicembre. Per prenotazioni potete visitare il sito ufficiale a questo LINK.
"Per noi il rapporto con il territorio non è un elemento accessorio, ma è parte integrante dell'identità della scuola - spiega il dirigente scolastico Luigi Sorzi - . La nostra idea è molto semplice: ogni luogo si fa scuola. Significa che la Valle Imagna non è soltanto il luogo in cui si trova l'istituto, ma è un vero ambiente di apprendimento. Cerchiamo quindi continuamente di portare il territorio dentro la scuola e la scuola nel territorio. Lo facciamo attraverso la collaborazione con il Comune, con le realtà culturali, sociali e sportive, con le associazioni e con le persone che custodiscono competenze e memoria della Valle. Penso, per esempio, ai progetti sulla storia locale, alla conoscenza delle costruzioni in pietra a secco, alle attività ambientali, alla Giornata ecologica, alle settimane dell’energia. Il progetto Memoria e Futuro, per esempio, porta i ragazzi a conoscere la storia della Valle Imagna e i luoghi della memoria, trasformando il territorio in un vero libro di storia da leggere e interpretare.
Un altro esempio molto bello è la IMC Run, giunta alla quarta edizione, che nel tempo è diventata una vera occasione di incontro per la comunità: non soltanto una manifestazione sportiva, ma un modo per vivere insieme i luoghi della Valle, incontrarsi e sostenere un'idea di scuola aperta. Stiamo inoltre lavorando molto sul tema della sostenibilità ambientale. Il progetto “Il futuro è la mia Valle” nasce proprio dall'idea che educare alla transizione ecologica significhi anche educare alla cura del luogo in cui si vive. E oggi questo legame si traduce anche nelle nostre proposte green, nell'orto didattico, nell'outdoor education e nella Scuola nel Bosco. Vogliamo che i ragazzi imparino a conoscere la Valle non soltanto studiandola sui libri, ma camminandoci dentro, osservandola, prendendosene cura e sentendosi responsabili di ciò che li circonda. Collaboriamo anche con l’Associazione Imparo Mentre Cresco e con l’Istituto Comprensivo di Sant’Omobono al ciclo di incontri “Genitori Imperfetti”, rivolto alle famiglie. Dal 21 ottobre, inoltre, ospiteremo lo Spazio Gioco Centro per la Famiglia Viva 'Il Carpino' per bambini da 0 ai 3 anni dell’Azienda territoriale per i servizi alla persona: anche in questo si esplicita la collaborazione con il territorio".
La territorialità è importante, così come lo è anche uscire dal “perimetro”. La scuola IMC ospita infatti anche alunni da fuori Valle, come evidenzia Sorzi: "La nostra collocazione è particolare: siamo profondamente radicati nella Valle, ma contemporaneamente abbiamo una vocazione che va oltre i confini della Valle stessa. È un po' il senso della nostra idea di “scuola sconfinata”. Abbiamo famiglie che scelgono Cepino anche arrivando da fuori dal territorio più immediato, visto che proponiamo un servizio di trasporto capillare, grazie ad Imagna Bus. Non vorrei però ridurre questa scelta a una questione geografica: ciò che trovo interessante è capire perché una famiglia sia disposta a fare qualche chilometro in più per una scuola. Credo che la risposta stia soprattutto nella nostra proposta educativa, che si inserisce nel progetto educativo dell’Opera Sant’Alessandro. Le famiglie trovano una scuola nella quale c'è molta attenzione alla persona, ma contemporaneamente una forte spinta verso l'innovazione. Una scuola piccola permette relazioni molto strette, conoscenza dei ragazzi, attenzione ai loro percorsi; nello stesso tempo proponiamo inglese potenziato - con un percorso formativo articolato e un numero di ore superiore a quello ordinario - esperienze internazionali, didattica STEAM, innovazione matematica, outdoor education, laboratori e una grande attenzione agli ambienti di apprendimento. Per noi, quindi, essere una scuola di montagna non significa essere una scuola periferica. Al contrario: possiamo usare la ricchezza del territorio come punto di partenza per aprire i ragazzi al mondo. L'esperienza della vacanza studio all'estero, per esempio, va esattamente in questa direzione: partire da Cepino per conoscere realtà, lingue e culture diverse.
Quali sono, quindi, i punti di forza di IMC? "Direi che il primo punto di forza è che non vogliamo scegliere tra tradizione e innovazione: vogliamo tenerle insieme - spiega Sorzi - Parliamo di crescita integrale: insieme alle competenze di base, ci stanno a cuore la relazione educativa, la maturazione personale, la capacità di stare con gli altri e la dimensione spirituale, intesa anche come spazio per le domande di senso, ma nello stesso tempo stiamo investendo molto su metodologie e strumenti nuovi. Per la scuola primaria, per esempio, abbiamo introdotto Innovamat per la matematica, con l'obiettivo di rendere l'apprendimento matematico più ragionato, concreto e coinvolgente. Abbiamo inoltre una propedeutica musicale curricolare, proposta da Accademia Santa Cecilia, perché crediamo che la musica non debba essere soltanto un'attività aggiuntiva, ma un linguaggio fondamentale per la crescita. E abbiamo introdotto la Rieducazione del tratto grafico in tutte le classi della primaria, lavorando sulla componente grafo-motoria della scrittura. Sono interventi apparentemente molto diversi, ma hanno una stessa idea di fondo: costruire basi solide per permettere ai bambini di imparare bene. Sempre in primaria abbiamo un investimento importante sull'inglese: oltre alle ore curricolari già significativamente potenziate (già 4 ore settimanali fin dalla classe prima della primaria), proponiamo anche attività con madrelingua inglese in orario extracurricolare per 60 ore annue, in particolare nelle classi più grandi.
Nella secondaria stiamo invece lavorando molto sul modo in cui i ragazzi apprendono. Una delle novità più significative è la Thinking Classroom, un approccio che nasce da un'esperienza internazionale e che mette al centro il pensiero degli studenti, la collaborazione, la risoluzione dei problemi e la capacità di argomentare. Non vogliamo ragazzi che sappiano soltanto “dare la risposta”: vogliamo ragazzi che sappiano spiegare come ci sono arrivati, confrontarsi e cambiare idea quando incontrano un argomento o un problema nuovo. Anche gli ambienti di apprendimento stanno cambiando: nella secondaria abbiamo introdotto da tempo un modello di aule organizzate per ambiti disciplinari perché riteniamo che anche lo spazio possa diventare uno strumento didattico. Un'aula di scienze, una di tecnologia, una di lettere o di matematica possono essere pensate e organizzate in funzione dell'apprendimento specifico. Abbiamo poi l'aula outdoor, i laboratori STEAM, i progetti green, le esperienze scientifiche e, per la secondaria, la partecipazione a iniziative come Bergamo Scienza. L'obiettivo è sempre lo stesso: fare in modo che la scuola non sia soltanto il luogo dove si ascolta una lezione, ma il luogo dove si fanno esperienze, si pongono domande e si costruiscono competenze. La nostra proposta didattica, infatti, è esplicitamente orientata a una metodologia laboratoriale, cooperativa, interdisciplinare e partecipata. A questo aggiungerei un altro aspetto: il tempo scuola. Abbiamo servizi di pre-scuola, doposcuola, mensa interna, post-scuola e trasporto, perché sappiamo che una scuola di qualità deve anche essere concretamente vicina alle esigenze delle famiglie".
La cronaca recente parla di aule sempre più vuote, o con più “stranieri” che italiani, anche a causa del calo della natalità. Avete percepito anche voi questo trend? Come intendete affrontarlo? "Il calo demografico è una realtà con cui qualsiasi scuola, soprattutto in un territorio come il nostro, deve fare i conti - spiega Sorzi - Non credo abbia senso nasconderlo o pensare che la scuola possa risolverlo da sola. La nostra risposta, però, non può essere quella di inseguire semplicemente i numeri. Deve essere quella di rendere la scuola capace di attrarre, accogliere e accompagnare ogni bambino e ogni ragazzo. Anche la presenza di alunni con storie familiari e culturali differenti, a mio avviso, non va letta semplicemente in termini numerici. Una scuola è una comunità e una comunità cresce quando sa integrare le differenze, dando a tutti gli strumenti per partecipare pienamente. Per questo stiamo investendo sulla qualità della proposta, sulla personalizzazione, sull'innovazione e sulla relazione con le famiglie. In una scuola piccola possiamo conoscere molto bene i nostri ragazzi e intercettare più facilmente difficoltà, talenti e bisogni. E penso che oggi una scuola di territorio debba fare proprio questo: non chiudersi per paura della trasformazione, ma diventare più forte proprio perché sa interpretare il cambiamento".
Tema sempre molto caldo anche l'isolamento dei social e la noia, con diversi atti vandalici registrati anche in Valle: come aiutate i ragazzi a gestire i social e l'uso dello smartphone? Avete laboratori mirati? "È un tema che non possiamo affrontare con la semplice contrapposizione “smartphone sì, smartphone no”- evidenzia il dirigente - Non si tratta di demonizzare gli strumenti digitali, che fanno ormai parte della nostra vita e possono rappresentare anche importanti opportunità di apprendimento, relazione e crescita. Si tratta piuttosto di educare a riconoscerli per quello che sono: strumenti, da utilizzare con consapevolezza e responsabilità, sempre orientandone l’uso al rispetto della persona e della dignità umana. La competenza digitale oggi significa anche saper riconoscere una fake news, proteggere la propria identità, comprendere le conseguenze di ciò che si pubblica, riconoscere dinamiche di esclusione o di cyberbullismo e soprattutto imparare a non confondere la vita online con la vita reale. Su questi temi abbiamo già realizzato percorsi specifici: negli anni scorsi, per esempio, la secondaria ha lavorato su sicurezza digitale e fake news, e più recentemente le classi terze hanno partecipato a un incontro sulla sicurezza in rete insieme al Comandante Matteo Copia. Ma penso che la risposta più importante sia educativa e quotidiana. Se vogliamo contrastare isolamento e noia non basta parlare dei rischi dello smartphone: dobbiamo offrire alternative significative. E qui tornano tutte le nostre proposte quali le academy pomeridiane: doposcuola, sport, musica, laboratori, esperienze all'aperto, aula outdoor, attività scientifiche, teatro, progetti sul territorio, esperienze internazionali. Una scuola che fa vivere esperienze vere ai ragazzi è già una risposta alla solitudine digitale. Abbiamo inoltre “Scuola in Ascolto”, uno spazio di supporto psicopedagogico per studenti, genitori e docenti, che affronta anche temi legati alle difficoltà emotive, relazionali e comportamentali. E c'è un altro punto che considero fondamentale: la responsabilità educativa non può essere soltanto della scuola. Su smartphone, social e regole di utilizzo è indispensabile una vera alleanza con le famiglie".
L'importanza anche degli insegnanti, della loro formazione e del loro spirito di iniziativa."Secondo me la prima caratteristica di un insegnante è la curiosità. Un docente che continua a imparare è un docente che può davvero insegnare ai ragazzi che imparare non è qualcosa che finisce con la scuola. Naturalmente servono competenze disciplinari solide, capacità didattiche, attenzione educativa e professionalità. Ma cerchiamo soprattutto persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e di costruire proposte nuove. La nostra squadra è volutamente molto diversificata: ci sono competenze umanistiche, scientifiche, linguistiche, artistiche, tecnologiche, motorie. Questa varietà è una ricchezza perché permette di costruire una scuola interdisciplinare. Penso, per esempio, alle competenze STEAM e scientifiche che abbiamo progressivamente sviluppato, ma anche alla robotica, al coding, alle lingue, alla musica e alle attività espressive. E chiediamo ai docenti una cosa molto precisa: non limitarsi a fare bene la propria materia, ma chiedersi continuamente come quella materia possa diventare un'esperienza significativa per i ragazzi. È anche per questo che stiamo introducendo metodologie maggiormente laboratoriali e nuovi ambienti di apprendimento. Non sono “progetti da mettere in vetrina”: funzionano soltanto se dietro c'è un insegnante disposto a studiare, sperimentare, verificare e correggere il tiro. Perché l'innovazione vera non la fanno le tecnologie o gli arredi ma le persone".
IMC è una scuola cattolica paritaria. Ma in che cosa si differenzia dalle scuole statali? "Dal punto di vista educativo riteniamo importante puntare alla crescita integrale degli allievi affidati. Un ruolo chiave nella guida del nostro percorso scolastico è svolto dall'Équipe Pedagogico-Pastorale. Questo organismo lavora in modo trasversale per raccordare la qualità della didattica con la cura spirituale, relazionale e umana degli studenti. L'Équipe si occupa di progettare e monitorare le attività formative, garantendo che ogni proposta educativa rifletta i valori fondanti dell'Opera Sant'Alessandro e metta sempre al centro la crescita integrale di ciascun ragazzo. Molti obiettano che il pagamento di una retta può tenere lontano molte famiglie che non possono permetterselo. Attraverso l'iniziativa e il bando annuale borse di studio “Diamo Futuro al Talento”, la nostra scuola mette a disposizione agevolazioni che possono arrivare a coprire fino al 100% della retta scolastica per gli studenti meritevoli e motivati che scelgono gli istituti dell’Opera Sant’Alessandro. In questo modo, l'investimento sulla formazione dei propri figli si coniuga con un concreto sostegno alle famiglie del territorio, riaffermando l'impegno dell'Opera nel valorizzare il merito e promuovere una reale inclusività".
Open Day domenica 18 ottobre; sabato 21 novembre e sabato 19 dicembre. Per prenotazioni potete visitare il sito ufficiale a questo LINK.
CONTENUTO SPONSORIZZATO




