Ieri, domenica 11 ottobre, la 76° Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro a Palazzago, organizzata da Anmil Bergamo e dalla locale sezione, guidata da Gianluigi Bonacina. Dopo o discorsi ufficiale e la Messa, si è tenuto il corteo al Monumento locale, di cui ricorre il 35° anniversario di inaugurazione.
Presenti alla manifestazione l'assessore del Comune di Bergamo Ferruccio Rota, l'assessore regionale Claudia Maria Terzi, il consigliere regionale Davide Casati, il vicepresidente di Confindustria Simone Maffeis, la direttrice di Inail Treviglio Addolorata Malgieri, il presidente regionale Inail Franco Bettoni.
I NUMERI - Secondo i dati dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente, Vega, ad agosto 2026 sono 701 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 504 in occasione di lavoro (11 in più rispetto ad agosto 2025) e 197 in itinere (9 in più rispetto allo scorso anno).
La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (76). Seguono: Campania (50), Veneto (49), Sicilia (43), Emilia-Romagna (42), Piemonte (41), Lazio (39), Toscana (37), Puglia (31), Calabria (19), Liguria (17), Marche (12), Trentino-Alto Adige (11), Sardegna (9), Abruzzo e Umbria (8), Friuli-Venezia Giulia (7), Basilicata (3) e Molise (2). La Valle d’Aosta non registra vittime in occasione di lavoro.
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). Nei primi otto mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (68,1). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (31,6) e quelli tra i 15 e i 24 anni (27,6). In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (177 vittime su un totale di 504).
Alla fine di agosto 2026 il settore più colpito è quello delle Costruzioni (83 morti in occasione di lavoro), seguito da Trasporto e Magazzinaggio (68) e Attività Manifatturiere (62). In totale sono 63 le donne decedute nei primi otto mesi del 2026, 5 vittime in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+8,6%). Di queste, 35 hanno perso la vita in occasione di lavoro (7 in più del 2025) e 28 in itinere (2 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.






