Chiude l'Ostello Brembo: "Condizioni impossibili". Il sindaco: "Massima disponibilità, ma è un bene pubblico"

Non è stato trovato un accordo per rinnovare il contratto tra il Comune di Camerata Cornello - ente proprietario della struttura - e Siviero. 
15 Ottobre 2026

Dopo otto anni di attività, l'Ostello Brembo di Camerata Cornello ha ufficialmente abbassato le saracinesche lo scorso settembre. La struttura comunale di Via Orbrembo n° 20, situata lungo le rive del fiume Brembo, era stata riaperta nell'ottobre 2018 da Fabrizio Siviero, imprenditore di origini milanesi che gli anni ha costruito un progetto di ristorazione basato quasi interamente sui prodotti delle aziende agricole locali. Non è stato trovato un accordo per rinnovare il contratto tra il Comune di Camerata Cornello - ente proprietario della struttura - e Siviero.

L'Ostello Brembo, costruito nel 2002 e caratterizzato da una storia gestionale complessa, era stata affidato a Siviero dopo un bando comunale. La struttura allora comprendeva 40 posti letto, un ristorante da 120 coperti e una sala polivalente. "Il progetto gastronomico ha raggiunto risultanti importanti, mentre le condizioni dell'edificio hanno rappresentato un problema costante - spiega Siviero - Ho segnalato ripetutamente all'Amministrazione Comunale la necessità di interventi di manutenzione, provvedendo nel frattempo personalmente a diversi lavori per mantenere operativa la struttura".

"I progetti in sé sono stati un successo, senza sé e senza ma. Il fatto di essere arrivati nel 2026 a superare il 90% di materia prima acquistata direttamente dalle aziende agricole locali è stato il mio vero traguardo. La struttura, invece, è stato il mio cruccio" - ha spiegato Fabrizio.

"Dal 2018 in avanti ho sostenuto direttamente diversi interventi per garantire il funzionamento dell'immobile, anche a causa di problemi agli impianti e di locali non utilizzabili - ha spiegato l'ex gestore - Tra le criticità la caldaia a cippato, soggetta a frequenti blocchi durante l'inverno, e quindi difficoltà legate al riscaldamento". Nel 2024, secondo la ricostruzione dell'ex gestore, si sarebbe riaperto il confronto con il Comune per definire un nuovo contratto e le spese arretrate.

"Nonostante gli impegni per realizzare le manutenzioni straordinarie e gli adeguamenti necessari, purtroppo i lavori non sono stati completati entro i tempi stabiliti e di conseguenza la situazione è diventata economicamente insostenibile. Questo anche a causa per la necessità di sostenere i costi elevati per l'immobile e, contemporaneamente, pagare i dipendenti e i fornitori" - ha proseguito Siviero.

In vista della scadenza contrattuale, il gestore avrebbe cercato una soluzione per proseguire l'attività, senza però arrivare ad un accordo: "Non posso andare avanti a pagare il doppio canone e continuare a gestire a spese mie tutta la struttura" - ha affermato. Una chiusura non  legata ad un calo della clientela secondo Siviero: "Nell'ultimo periodo l'attività stava andando molto bene, con ospiti abituali e interessati ai prodotti del territorio".

ostello brembo 2 - La Voce delle Valli

Il risultato di cui Siviero è più orgoglioso riguarda il rapporto costruito con il territorio: "Nel corso degli anni il ristorante ha sviluppato una rete di oltre 100 aziende agricole e fornitori locali: dai produttori di carne e formaggi a quelli di farine, uova e pasta fresca. Lo scopo era creare una filiera corta, nella quale i produttori potessero consegnare e fatturare direttamente, riducendo gli intermediari e valorizzando le materie prime della Valle Brembana. Un modello che dimostra come si sia possibile costruire una ristorazione sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico, purché esistano condizioni adeguate. Il progetto è riuscito ad attirare interesse anche al di fuori del territorio brembano, arrivando ad essere presentato in ambito universitario nel settore della gastronomia".

La chiusura non segnerà la fine dell'iniziativa gastronomica. Da novembre Siviero e il suo staff si trasferiranno all'hotel Adler di Foppolo, dove Fabrizio assumerà anche il ruolo di direttore della struttura e avvierà l'attività di ristorazione, secondo la stessa logica del km zero. Questo progetto è previsto almeno per il periodo invernale, fino alla primavera del prossimo anno. Successivamente, in prosecuzione dipenderà dall'andamento dell'attività, anche in vista della stagione estiva. "Io sarei andato avanti qua. Non mi sarei mai spostato da dall'ostello per quello che ero riuscita a fare, ma non con queste condizioni: così è impossibile" - ha aggiunto Fabrizio, confermando la volontà di mantenere i legami con le aziende agricole e i produttori locali.

"Vorrei fare chiarezza su alcuni punti - tiene a precisare il sindaco di Camerata Cornello, Andrea Locatelli - Nel 2018 l'ex gestore ha partecipato al bando comunale per l’affidamento per 8 anni della struttura denominata "Ostello dei Tasso" offrendo un importo superiore alla base di gara. Nel 2024, recepite le problematiche e le difficoltà di gestione della struttura, il Comune ha sottoscritto un contratto che prevedesse una riduzione di circa il 20% del canone pattuito inizialmente. Sempre in quella sede è stato proposto all’ex gestore un piano di rientro con scadenza 2030 per il debito maturato dal 2018 al 2024, così come è stato proposto un canone fisso, non soggetto a rivalutazione, per l’eventuale prosecuzione del contratto sino al 2034.

A ciò si è aggiunto il riconoscimento di circa 14.500 euro per interventi e manutenzioni effettivamente effettuate dall’ex gestore, importo che è stato portato in diminuzione dal dovuto per i canoni maturati sino a quel momento e mai corrisposti. Seppur con un po' di ritardo, e comunque entro il termine di scadenza del contratto, il Comune ha ottemperato a quanto concordato in fase di sottoscrizione del contratto detto in precedenza. Il Comune ha dimostrato massima disponibilità e piena collaborazione cercando di andare incontro alle richieste avanzate dall’ex gestore, nel limite delle possibilità e nel rispetto del bando iniziale. Tuttavia non abbiamo ritenuto meritevoli di approvazione le proposte avanzate dall’ex gestore qualche mese fa in fase di rinnovo, in quanto in contrasto sia con il contratto, sottoscritto solamente 2 anni fa, che con il bando di gara iniziale oltre che a proposte economicamente svantaggiose per l’ente. Ricordiamoci che non è un contratto tra privati avente ad oggetto beni privati, ma di un bene pubblico, cioè del paese e della collettività, e come tale va trattato.”

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