Anche il Passo San Marco, che collega la Valle Brembana e la Valtellina e costituisce uno storico asse di collegamento tra le province di Bergamo e Sondrio, sin dalla realizzazione della Via Priula 1593, inserito nell'aggiornamento del Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) approvato nei giorni scorsi da Regione Lombardia.
In un ordine del giorno, approvato nei giorni scorsi in Consiglio regionale, i firmatari del gruppo di Forza Italia in Regione Jonathan Lobati, Fabrizio Figini e Ivan Rota hanno chiesto alla giunta regionale "compatibilmente con le disponibilità di bilancio e nel rispetto delle competenze degli enti titolari e dei soggetti attuatori a promuovere un tavolo di confronto con ANAS S.p.A., le Province di Bergamo e Sondrio, la Comunità Montana Valle Brembana, la Comunità Montana Valtellina di Morbegno e i Comuni di Albaredo per San Marco, Averara e Mezzoldo, finalizzato a favorire l'allineamento dei periodi di apertura e chiusura del Passo San Marco a quelli del Passo dello Spluga, e comunque a promuoverne la riapertura entro e non oltre il 1° maggio di ogni anno, nonché a valutare la realizzazione di interventi strutturali di messa in sicurezza della strada, quali, a titolo esemplificativo, opere paravalanghe e barriere di protezione dai fenomeni di debris flow, al fine di garantire una maggiore sicurezza della strada, in particolare sul versante valtellinese".
Il Passo San Marco, situato a una quota di circa 1.992 metri sul livello del mare, è interessato durante il periodo invernale da precipitazioni nevose e condizioni meteorologiche che rendono necessaria la chiusura temporanea al traffico per garantire la sicurezza della circolazione; negli anni, la chiusura invernale del valico si è protratta in diverse occasioni fino alla primavera inoltrata, anche per ragioni prudenziali legate alle condizioni di sicurezza e alla necessità di completare le operazioni di sgombero neve e ripristino della viabilità.
Tuttavia la mancata riapertura del Passo San Marco entro la fine del mese di aprile comporta ripercussioni sull'accessibilità e sull'attrattività turistica dei territori della Valle Brembana e della Valtellina, limitando i collegamenti e i flussi turistici, anche internazionali, provenienti in particolare dalla Svizzera e dalla Germania. Attualmente non risulta individuata una data certa di riapertura primaverile del Passo San Marco, né un impegno formale da parte di ANAS S.p.A. a garantire la riapertura entro un termine prestabilito o alla prima data utile compatibile con le condizioni di sicurezza.
Il Passo dello Spluga, situato a una quota superiore, pari a circa 2.117 metri sul livello del mare, è stato riaperto al traffico il 24 aprile 2026, a seguito del completamento delle operazioni necessarie a garantire le condizioni di sicurezza e percorribilità, mentre il Passo San Marco, pur trovandosi a una quota inferiore, ha registrato negli anni precedenti riaperture più tardive.





