Un meccanismo pensato per contenere i prezzi ha finito per mettere a rischio la disponibilità del prodotto. È la denuncia dei gestori delle stazioni di servizio ENI della provincia di Bergamo, con la partecipazione di gestori dell’area milanese, riuniti in assemblea straordinaria ieri sera, 22 ottobre, nella sede Confcommercio Bergamo.
Al centro del confronto, gli effetti del nuovo sistema di Price Cap sui carburanti introdotto da ENI e operativo da ottobre. Secondo i gestori, la misura ha moltiplicato la domanda alle pompe, in particolare di gasolio, mettendo sotto pressione una catena di approvvigionamento che non è riuscita a tenere il passo.
Il risultato è che decine di impianti ENI bergamaschi sono rimasti senza carburante, con interruzioni che si sono ripetute almeno un giorno alla settimana. I disagi non hanno colpito solo chi lavora nel settore, ma anche cittadini, imprese e servizi essenziali che dipendono dalla regolarità dei rifornimenti.
«La situazione che si è venuta a creare in queste settimane è paradossale - sottolinea Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo-. Il Price Cap ha portato a vendere più carburante del normale, creando spesso problemi di approvvigionamento. In molte aree del territorio non c’è più continuità nei rifornimenti e diverse gestioni faticano a seguire il lavoro quotidiano e i propri clienti. Il rischio è un effetto a cascata, soprattutto nelle zone della provincia con meno distributori».
Per l’assemblea del Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo, la responsabilità è di una “carenza logistica cronica da parte di ENI”, resa più grave dall’introduzione del Price Cap, che ha ridotto ulteriormente la capacità di garantire rifornimenti regolari alla rete. I gestori temono inoltre che la criticità possa estendersi ad altri marchi, con effetti particolarmente pesanti nelle aree interne delle Valli e nella Bassa bergamasca, dove la distribuzione dei carburanti è meno capillare. Per questo l’assemblea ha deliberato di informare formalmente il Prefetto di Bergamo, Luca Rotondi, perché la situazione sia monitorata con attenzione e vengano valutati gli interventi di competenza.
Nei prossimi giorni FIGISC Confcommercio Bergamo avvierà una raccolta puntuale dei dati sugli impianti ENI che hanno subito interruzioni, per documentare l’entità del problema e trasmettere un quadro dettagliato alle autorità. In attesa di risposte concrete dall’azienda, il Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo ha proclamato lo stato di agitazione dei gestori ENI della provincia. La protesta si manifesterà con lo spegnimento notturno delle insegne luminose degli impianti, dal 26 ottobre e fino al termine dell’emergenza: un segnale visibile, alla portata di tutti, di una situazione ormai non più sostenibile. FIGISC Confcommercio Bergamo ribadisce e richiede la necessità di garantire continuità, trasparenza e affidabilità nella distribuzione dei carburanti, condizioni indispensabili per tutelare il lavoro dei gestori e il corretto funzionamento dei servizi rivolti alla collettività.





