Ricette originali con Taleggio e Strachitunt? Le racconta la Cooperativa della Val Taleggio

In questi giorni sono iniziate le riprese e la raccolta delle prime ricette d’autore, che andranno a costituire una sezione dedicata sul nuovo sito web della Cooperativa, in fase di realizzazione.
23 Luglio 2025

C’è un modo semplice e autentico per raccontare un territorio: partire dalla terra, dagli animali, dai profumi che salgono dai pascoli, dal latte appena munto. E trasformare tutto questo in sapori, storie e piatti che parlano di identità, tradizione e creatività.

È quello che sta facendo la Cooperativa Agricola Sant’Antonio di Vedeseta, nel cuore della Val Taleggio, da sempre impegnata nella valorizzazione del paesaggio e nella produzione di formaggi di eccellenza, a partire dallo Strachitunt DOP – autentico ambasciatore della Valle – e dal Taleggio DOP, il celebre formaggio che prende il nome proprio da queste terre.

La Cooperativa, attiva nella coltivazione dei prati e nell’allevamento al pascolo di vacche di razza bruna, ha deciso di aprire un nuovo capitolo del suo racconto, coinvolgendo ristoratori, cuochi, appassionati e amanti della buona cucina in un progetto che unisce tradizione e visione contemporanea: reinterpretare i suoi formaggi in cucina, con rispetto, creatività e spirito locale. In questi giorni sono iniziate le riprese e la raccolta delle prime ricette d’autore, che andranno a costituire una sezione dedicata sul nuovo sito web della Cooperativa, in fase di realizzazione.

A dare il via al progetto è stato Valter Martinelli, cuoco, interprete sensibile della cucina vegetale e titolare del Borgo Zen di Olda. Le sue ricette, pensate per valorizzare i prodotti del territorio in chiave vegetariana, hanno già acceso i riflettori sul potenziale gastronomico dei formaggi della Cooperativa. In particolare, sono stati protagonisti quattro formaggi scelti per le loro caratteristiche e versatilità, reinterpretati con ingredienti locali, erbe spontanee e tecniche di cottura leggere, pensate per esaltare – non coprire – la materia prima.

Le immagini del backstage delle riprese, realizzate in location suggestive della valle, mostrano mani che tagliano, occhi attenti, gesti antichi che si rinnovano. È un modo diverso, ma profondamente autentico, di raccontare ciò che accade ogni giorno in stalla, nei caseifici, nelle cucine: un lavoro corale, che unisce allevatori, casari, cuochi e appassionati. Il progetto è aperto: nei prossimi mesi, altri ristoratori e chef locali saranno invitati a proporre la loro personale interpretazione dei formaggi della Cooperativa, in una libera esplorazione tra cucina moderna e tradizione. Le ricette – accompagnate da fotografie, video e racconti – saranno pubblicate sul sito, diventando una vetrina per il territorio e uno strumento di promozione per chi ama e lavora con la qualità.

In un’epoca in cui parlare di cibo è diventato spesso un esercizio di stile, questo progetto riporta l’attenzione sulla filiera corta, sul legame con la terra, sul senso del gusto come cultura condivisa. Perché valorizzare i prodotti locali non è solo una scelta commerciale, ma un gesto di appartenenza. Se sei un ristoratore, sei già un utilizzatore dei prodotti della Cooperativa S. Antonio o li vuoi assaggiare e interpretare, scrivi al curatore dell’iniziativa al seguente indirizzo claudio@claudioarrigoni.it e verifica la possibilità di partecipare con le tue ricette!

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