No da Regione Lombardia alla richiesta dei sindaci della Valle Brembana (a cui si erano aggiunti altri Comuni della provincia di Bergamo, per un totale di 62) di modificare la legge regionale sui servizi funebri allo scopo di consentire l’esposizione dei defunti nelle chiese per favorire le visite dei familiari.
"L'attuale legge regionale - fanno sapere dal Pirellone - non prevedono deroghe ai Comuni montani e il suo regolamento offre un'ampia gamma di luoghi in cui effettuare l'osservazione delle salme: abitazione del defunto, casa dei familiari, casa funeraria, struttura sanitaria o sociosanitaria, obitorio del Comune, deposito di osservazione del Comune e deposito mortuario del Comune. Ogni Comune deve disporre di un deposito mortuario e di un obitorio o un deposito di osservazione.
Il sindaco - prosegue la missiva di Regione - può disporre l'osservazione delle salme presso strutture sanitarie o sociosanitarie o presso case funerarie. L'idoneità dei luoghi deputati all'osservazione si deve tradurre nel possesso dei requisiti di cui al DPR 14 Gennaio 1997, quindi i requisiti devono essere: “Spazi per la sosta e la preparazione delle salme e di una camera ardente. In termini di accessibilità devono essere consentite l'entrata e l'uscita autonoma senza interferenze rispetto al sistema generale dei percorsi interni della struttura; deve, inoltre, essere previsto un accesso dall'esterno per i visitatori”; altresì, “deve essere dotato di locale osservazione/sosta salme, camera ardente, locale preparazione personale, servizi igienici per il personale, servizi igienici per i parenti, sala per onoranze funebri al feretro, deposito materiale”; ed ancora, deve avere requisiti impiantistici".
"Siamo consapevoli dei limiti imposti dalla normativa vigente, ma siamo pronti a valutare una possibile modifica già nella prossima legge ordinamentale e di semplificazione, tenendo conto anche della necessità di approfondire alcuni aspetti legati alle norme nazionali - spiega il consigliere Jonathan Lobati -. La partita non è chiusa: è fondamentale che Regione Lombardia eviti ogni forma di discriminazione, per non accentuare ulteriormente le distanze già esistenti tra i territori. Serve una soluzione che tuteli le aree dove questi servizi basilari non sono garantiti né dal pubblico né dal privato."
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Sono Consigliere Comunale di minoranza a Sedrina e ho seguito attentamente questa problematica, presentando anche 5 emendamenti (tutti bocciati dalla maggioranza) al documento che, probabilmente è stato poi presentato in Regione. Nei 5 emendamenti,
ce ne era uno, che, pongo all'attenzione dei lettori e a questo punto anche del Consigliere
Lobati. - Si impegnano le aziende del settore operanti nelle nostre zone, cosiddette “pompe funebri”, di garantire, farsi carico ed espletare tutte quelle pratiche al fine di rendere idonee ad ospitare i feretri con i nostri cari, le Chiesine, o le Cappelle che abitualmente vengono adibite a tale importante servizio.






