C.A.S.A. (Centro Arte Suono Azione) è la prima residenza artistica della Valle Imagna, fondata nel 2023 a Berbenno da Mari Celeste Criniti (a destra nella foto) e dal marito Massimiliano Scabeni (al centro nella foto), che insieme compongono Teatro Kim, realtà che si occupa di teatro sociale e di comunità, teatro urbano e teatro nella natura, teatro di narrazione, teatro canzone, canto, cantoterapia, produzione musicale, organizzazione di festival culturali, gestione di spazi rigenerati a base culturale, formazione.
Lei di origini calabresi - ma con un'esperienza artistica che l'ha portata un po' in giro per tutto lo Stivale - lui da Treviglio, hanno scelto di vivere in Valle Imagna più di due anni fa perché in cerca di una vita più a contatto con la natura, portando una ventata di aria nuova sul fronte artistico e culturale in valle con il loro Humana Natura Festival, che vede proprio nella residenza artistica il cuore pulsante di parte delle iniziative firmate Teatro Kim (e non solo).
Ma cosa è una Residenza Artistica? Un luogo, spesso un'istituzione culturale o uno spazio dedicato, che offre a artisti un periodo di tempo e risorse per creare, sviluppare o riflettere su progetti musicali, teatrali, performativi, di scrittura etc… Le residenze generalmente offrono a artisti un ambiente stimolante, supporto e opportunità di networking. Forniscono uno spazio dedicato, spesso con alloggi, dove chi è ospite può concentrarsi sul proprio lavoro, lontano dalle distrazioni della vita quotidiana.
Offrono supporto tecnico, finanziario o di tutoraggio per aiutare artisti a realizzare i loro progetti. Creano opportunità di collaborazione e scambio tra artisti, critici e altre professioni del settore. Incoraggiano a sperimentare nuove idee, tecniche e approcci, o a esplorare nuovi contesti culturali e geografici.
Alcune residenze sono specificamente progettate per coinvolgere la comunità locale e interagire con il territorio, creando un impatto sociale e culturale. Questo è esattamente quello che Teatro Kim fa grazie a CASA a Berbenno, e lo fa tutto l’anno. La storia tra Teatro Kim e le residenze artistiche è una storia lunga.
Mari Celeste, direttrice di CASA, Humana Natura e Teatro Kim, inizia a vivere e lavorare come attrice, performer, cantante e assistente di produzione, proprio nel contesto delle residenze artistiche. Prima in Toscana, per quattro anni, presso il Centro Internazionale di Creazione Teatrale, collaborando con i Maestri de Le Bouffes du Nord di Parigi di Peter Brook, il più grande regista di teatro del ‘900; poi trasferendosi, per altri tre anni, nel lodigiano presso il Centro Studi Teatro Urbano, con il quale lavora praticamente sempre all’estero tra Europa e Asia.
CASA, in questi primi anni di permanenza a Berbenno, ha ospitato artisti con diverse necessità e bisogni e ha sempre offerto al territorio il risultato di questa ospitalità, grazie alla collaborazione con le amministrazioni locali e la rete di associazioni che nel tempo si è costituita attorno a Teatro Kim. Gruppi di artiste e artisti sparsi per l’Italia hanno CASA come punto di riferimento e di incontro (come il collettivo Effetto GRU - anche organizzatore del primo Festival e ancora attivo in associazione). Quest’anno, per la terza edizione di Humana Natura Festival, CASA ospiterà 3 residenze artistiche.
La prima, da mercoledì 23 luglio a sabato 26 luglio. “La voce che resta”, un periodo di residenza per un gruppo di poeti e poetesse annunciate il 10 luglio, scelte tramite chiamata nazionale e guidate dal poeta Cristiano Sormani Valli, conduttore della Comunità Poetica Errante. “Che cos’è la Voce che resta”? Una residenza poetica in Valle Imagna,per stare insieme e scrivere in libertà. Incontrando luoghi, persone, alberi, animali. Parlando con chi abita le valli, con chi ha scelto di rimanere a vivere in relazione a un luogo e ai suoi abitanti. Incontrare i racconti di un’epoca scomparsa. Percorrere un bosco, là dove una volta c’erano isole e mare tropicale. Visitare grotte, chiese, botteghe. Parlare del futuro con i ragazzi e i bambini. Restituire parole al luogo che ci ospita. Stare in ascolto di sé. Del mondo. Come sa fare la poesia. Sabato 26 luglio dalle 20 presso il prato della Mortesina a Capizzone, il gruppo ah aperto con le poesie scritte per il nostro territorio, il reading “Tutta la luce che c’è”.
La serata, presentata dalla giornalista Michaela Ghersi è stato un momento imperdibile per conoscere da vicino le artiste e gli artisti. La seconda, “Radici Mobili”, ha visto l’arrivo in Valle, dal 25 al 30 luglio, del collettivo romano “Alter Eco”, guidato da Francesca Zerilli, regista e light designer. Il gruppo, oltre a lavorare a porte chiuse e incontrare i poeti della precedente residenza per uno scambio creativo, ha offerto un laboratorio presso la sede della Pro Loco di Berbenno.
Il laboratorio ha esplorato il confine tra Io e Altro, indagando identità, condizionamenti e comfort zone. Ha previsto un training corporeo per aumentare la consapevolezza e una fase di scrittura creativa a partire dai contributi dei partecipanti. Il laboratorio è rivolto a tutte le persone che si interrogano sul confine Io-Altro; capire cosa è che forma e influenza il senso indentitario, come ampliarlo facendo sì che sia libero da sovrastrutture che non ci appartengono davvero. Quanto il contesto, la famiglia, le nostre abitudini e quindi la confort zone condiziona il nostro agire col rischio di non permetterci di evolvere, di rifugiarsi nell’immobilità e vivere nel sogno ciò che nel realtà ci impediamo di realizzare.
Anche questa è stata un’occasione imperdibile per incontrare da vicino artiste e artisti, la loro ricerca e la loro metodologia, ma soprattutto per condividere attraverso l’arte, temi tanto intimi quanto collettivi, che permeano la vita di tutte le persone. Infine, la terza residenza, ospiterà dal 5 al 9 agosto, tre performer con base a Milano per un lavoro che prende vita dal progetto della giovane artista Caterina Lanza,
“Corpomemoria”. Caterina (Milano - Venezia ) è un’artista, scenografa e costumista specializzata in manipolazione e tinture tessili, tecniche spaziali per il teatro e la performance. Lavora con i temi di habitat, texture, indagando il rapporto tra materia, corpo e memoria, in progetti che usano l’approccio tattile come desiderio architettonico di abitare, come metodo di appropriazione dello spazio e come tecnica performativa scenica.
Con lei, la perfomer Noemi Garini, che attraversa le pratiche performative sempre in bilico tra intimità e dimensione collettiva; Marina Araki, artista multidisciplinare italo-giapponese che ha vissuto per 11 anni in giro per il mondo, la cui ricerca si concentra sull’espressione corporea e sull’improvvisazione, esplorando i concetti di presenza, identità e “umanità condivisa”; e Teatro Kim. Il gruppo apre un laboratorio a tutte le persone interessate, sabato 9 agosto dalle 14,30 alle 18, a Sant’Omobono presso l’area Laghetto, poi alle 18,30 si potrà assistere alla performance/spettacolo che da il nome al progetto, Corpomemoria appunto. Tutti e tre i gruppi sono chiamati dalla direzione del Festival a lavorare e a interrogarsi attraverso le proprie discipline artistiche sui temi cardine del festival: radici, memoria, restanza, fuga, esilio, migrazione, ritorno. Tematiche su cui la nostra Valle ha tanto da dire e da trasmettere, da insegnare, per questo siamo tutti vivamente invitati a partecipare. Per tutte le informazioni, prenotazioni e partecipazione, scrivi a e-mail WhatsApp: 375.8893374
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