Pippo Baudo, storico volto della televisione italiana nato a Militello (Catania) il 7 giugno 1936, è deceduto nella serata di ieri, sabato 16 agosto, al Campus Biomedico di Roma all’età di 89 anni: ad apprendere la notizia della dipartita del "Re dei presentatori" è stato l'ANSA attraverso delle fonti vicine alla famiglia, che è stata poi confermata dallo storico legale, ed amico fraterno dell'ex presentatore, l'avvocato Giorgio Assumma.
Amatissimo dal pubblico per la sua lunga carriera, Baudo lascia un vuoto enorme nel mondo dello spettacolo. Anche la Valle Brembana conserva un ricordo particolare di lui: anni fa, infatti, l’indimenticabile conduttore scelse l'impianto di risalita di Piazzatorre come meta delle sue giornate sugli sci, utilizzando la storica seggiovia inaugurata nel 1952 e, in seguito, l’iconica ovovia azzurra entrata in funzione nel 1981. Non solo: il presentatore fece tappa anche al Casinò di San Pellegrino Terme e a Moio de' Calvi, all'albergo Panoramico (qui sotto la foto).
Il paese brembano conserva questo ricordo del compianto Baudo all'interno di un docufilm attualmente presente su YouTube, che è stato realizzato dal "Comitato Amici di Piazzatorre", che raccontava la storia dello sviluppo turistico del luogo e della storia della seggiovia (che ai tempi d'oro fu una tra le prime stazioni turistiche e sciistiche della provincia di Bergamo) tramite foto, filmati d'epoca (anche in bianco e nero), ricordi e soprattutto testimonianze.
Dal minuto 28:45 viene infatti citato proprio Pippo Baudo. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca televisiva fatta di professionalità, eleganza e passione, qualità che hanno ispirato generazioni di artisti e conduttori.
Ma il suo ricordo non rimane soltanto nei palinsesti Rai o nei grandi eventi da lui presentati (come ad esempio i numerosi Festival di Sanremo): anche le montagne della Valle Brembana conservano una traccia del suo passaggio, quando, ad esempio, con semplicità, amava trascorrere momenti di svago sugli impianti di Piazzatorre. Un legame autentico che oggi rende il suo ricordo ancora più vicino, anche per chi lo ha incontrato lontano dai riflettori.







