Déja-vù per la Dea: la seconda di campionato a Parma finisce 1 a 1. Questa volta è l’Atalanta che passa in vantaggio con Pasalic, ma i padroni di casa la riacciuffano con Cutrone, pareggio che segna una partita di bonaccia in cui Juric ripropone la stessa formazione della prima giornata: Scalvini-Djimsiti-Hien in difesa, Bellanova e Zalewski sulle fasce con De Roon e Pasalic a centrocampo (Ederson dà ancora forfait), Maldini e De Ketelaere supportano Scamacca in attacco.
Poche formazioni anche per i ducali, che schierano Pellegrino nel ruolo di prima punta, subito dietro Almqvist e Sorensen al posto di Ordonez; confermati Del Prato, Circati e Valenti a guardia di Suzuki. È una partita ancora agostana, dunque i ritmi sono compassati, al punto che il primo brivido arriva solo al minuto 20: De Roon scippa palla a Bernabè sulla trequarti parmense, la sfera a Scamacca che prova un pallonetto di prima con Suzuki fuori dai pali, ma colpisce il palo.
Per il resto, le squadre provano a rendersi pericolose cercando spesso il proprio centravanti – Scamacca o Pellegrino – che deve proteggere la palla oppure giocarla di prima per un compagno. La Dea cerca anche di risalire il campo con le proprie catene esterno-ala-braccetto, ma sono combinazioni che funzionano solo a sprazzi, così come a sprazzi riescono a rendersi incisivi Maldini e De Ketelaere. L’unico altro brivido lo provoca una percussione di Pasalic, il cui tiro viene neutralizzato dalla difesa, e una botta al volo di Bernabè su cui Carnesecchi si stende bene. In generale, i bergamaschi faticano a trovare la necessaria velocità nella propria manovra.
La ripresa non fa decollare il gioco, anzi le squadre si allungano e perdono ulteriore lucidità, nonostante l'Atalanta inserisca Kamaldeen e Krstovic per avere maggior alternative offensive. Se un gol deve arrivare, arriverà in mischia: cross dalla destra di De Roon, batti e ribatti in area parmense, Krstovic appoggia per Pasalic che calcia di prima di destro, tiro rasoterra a fulminare Suzuki e portare avanti la Dea al 79’, il croato festeggia così la sua 30oesima in neroazzurro.
Il vantaggio dei bergamaschi dura meno di cinque minuti e termina quando Carnesecchi riesce a parare un colpo di testa di Del Prato, ma non può nulla sul tap-in del subentrato Cutrone, più lesto di tutti a ribadire in gol. Reti e risultato che fotografano bene la prova dell’Atalanta, apparsa incolore per lunghi tratti, con poche idee e senza il necessario tasso tecnico per eseguirle.
Il secondo 1 a 1 di fila chiude la prima mini-frazione di campionato, destinato a riprendere dalla sfida di Bergamo contro il Lecce nel weekend del 14 settembre. Saranno due settimane importanti, perché la squadra di Juric ha bisogno di trovare le necessarie certezze in vista del proseguo della stagione.






