Una strada percorsa a ritroso, nello spazio e nel tempo. Partendo dalla Florida (USA), per arrivare a Rosario (Argentina) e, infine, in Valle Imagna. Diego Todeschini (a sinistra in foto), 62 anni, dirigente nel settore finanziario e immobiliare, CEO e fondatore di un'azienda a Miami, abita a Weston, in Florida, ma il suo cognome lascia ben intuire le sue origini. “Io sono nato a Rosario, in Argentina, mio padre e mio nonno sono nati lì, ma il mio bisnonno veniva da Mazzoleni di Sant'Omobono. L’Italia è sempre importante per la mia famiglia, soprattutto dalla parte di mio padre che mi raccontava del mio bisnonno e di quando è arrivato in Argentina alla fine dell’800. Ho fatto molte ricerche e ho scoperto che il mio bisnonno aveva lasciato Mazzoleni circa nel 1870 e si era trasferito a Brescia quando era piccolo, ma la mia famiglia ha vissuto per un secolo a Ca’ Baratti”.
Il bisnonno di Diego arriva infatti in Argentina nel 1890, una strada simile a quella percorsa da centinaia di migliaia di connazionali. “Non avevo molte informazioni su di lui perché è morto giovane, ucciso da un altro emigrato. Io mi sono sempre sentito orgoglioso del mio cognome e delle mie origini italiane, poi quattro anni fa ho iniziato le pratiche per la cittadinanza e ho scoperto dove è nato mio bisnonno. Sono entrato in contatto con Demis Todeschini, ci siamo conosciuti e ho iniziato a fargli domande per raccogliere informazioni per la cittadinanza. Lui mi ha aiutato moltissimo, è stato molto gentile. Quando sono venuto in Italia la prima volta, quattro anni fa, l’ho incontrato di persona a San Pellegrino e ho partecipato alla festa della comunità a Mazzoleni, è stato molto emozionante, ho sentito come se mi stessi connettendo alle mie radici”.
La voglia di conoscere le proprie origini ha portato Diego a interessarsi alle storie di chi abbandonava il nostro Paese in cerca di un futuro migliore. “Io amo moltissimo anche l’Argentina, ma allo stesso tempo ho legami molto forti con l’Italia. Studiando ho capito quanto è stato difficile per gli immigrati lasciare il Paese alla fine dell’800: non potevano avere contatti con la loro famiglia una volta partiti. Io ho grande rispetto per persone cosi - spiega - che sono partite a causa della povertà e hanno deciso di attraversare l’oceano per arrivare in Sudamerica, senza conoscere la lingua. Credo rifletta la cultura italiana, la forza che la gente ha, quindi è una delle ragioni per cui mi sento tanto vicino all’Italia”.
Come detto, Diego ha già visitato il nostro paese: “Ho fatto ricerche sulle famiglie della Valle Imagna, cercando libri di genealogia e ho scoperto dove fosse Ca’ Baratti; perciò, la prima volta in cui sono andato a Mazzoleni, ho provato ad andarci, ma la strada era chiusa. Ho parcheggiato e ho guardato una casa, nei nomi sul citofono c’erano un sacco di Todeschini, ho chiesto a una signora anziana e sua figlia e mi hanno accompagnato esattamente davanti alla casa in cui è nato mio padre”.
Un’esperienza che lo ha colpito nel profondo. “Quando sono venuto in Valle Imagna, il calore della gente e la bellezza dei posti mi ha sorpreso: gesticoliamo alla stessa maniera, esattamente come in Argentina, e il modo di parlare è molto simile, le influenze sono evidenti. Certo, dopo una generazione la mia famiglia ha dimenticato la lingua, ma nonostante questo sono rimaste espressioni e parole che usiamo in famiglia dopo tre generazioni, e questa cosa succede in tante famiglie argentine che hanno legami con l’Italia” con cui il legame è destinato a rinforzarsi: “Tra poco andò in pensione e inizierò a viaggiare di più, vorrei passare più tempo in Europa, ma ho comunque tre figli e un nipote, loro starebbero negli Usa e io vivrei due o tre mesi di fila in Italia. Non solo, dalla parte di mia madre ci sono origini francesi, dunque vorrei approfondire anche queste origini”.
Lo stile di vita valdimagnino ha conquistato Todeschini. “Mi piace il modo di vivere nelle piccole comunità, è bellissimo vedere come le persone condividano il loro tempo, al contrario di quanto succede nelle grandi città. Tra poco riceverò la cittadinanza italiana, credo sia un modo per onorare i miei antenati”.
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Grazie, Leandro — hai scritto un articolo davvero bellissimo. Un grande abbraccio a tutta la meravigliosa gente delle valli! A presto!






