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A San Pellegrino burattini e musica per aiutare Claudia, mamma zognese affetta da SLA

Uno spettacolo nato da una collaborazione fra il burattinaio Pietro Roncelli ed il cantante Luciano Ravasio, per aiutare Claudia Ghisalberti, una mamma di 54 anni residente a Zogno, affetta da Sla.
4 Dicembre 2019

Il fornaretto di Venezia”: questo è il titolo dello spettacolo che andrà in scena venerdì 6 dicembre alle 20:30, presso il salone delle feste dell'hotel Bigio di San Pellegrino, ambientato nella Venezia del 1500. Uno spettacolo nato da una collaborazione fra il burattinaio Pietro Roncelli ed il cantante Luciano Ravasio, per aiutare Claudia Ghisalberti, una mamma di 54 anni residente a Zogno, affetta da SLA. Ad organizzarlo l'associazione “Gli amici di Eleonora”, con il patrocinio del Comune di San Pellegrino Terme.

Non è solo una questione di fondi – ha spiegato Umberto Chiesa, presidente dell'associazione, a L'Eco di Bergamo – Ma soprattutto un modo per permetterle di continuare a stare in mezzo alle altre persone e di non sacrificare l'esistenza chiusa tra quattro mura. Siamo molto legati a Claudia, di cui abbiamo scoperto poesie cariche di sensibilità di donna e mamma. La contraddistingue un cuore che ci ha aiutato a vedere oltre il dolore, senza mai nasconderlo”. Claudia Ghisalberti è una donna residente a Zogno, che da qualche anno combatte contro la SLA: una malattia che le ha stravolto completamente la vita, soprattutto in termini di sacrifici e spese mediche costose.

In questi giorni – aggiunge il presidente – Ricorre peraltro l'anniversario della fondazione dell'associazione, nata due anni fa, il 25 novembre 2017 a Trescore nell'ambulatorio della dottoressa Eleonora Cantamessa. Abbiamo scelto di festeggiarlo con un evento di solidarietà che contraddistingue la nostra filosofia e soprattutto con Claudia, perché siamo certi che Eleonora è qui con noi a stringerla in un forte abbraccio. Continueremo, attraverso le nostre iniziative, a coltivare gli ideali che Eleonora ci ha testimoniato, consapevoli che la solidarietà, l'attenzione verso le persone più fragili, siano un modo concreto per continuare a credere e a costruire una società migliore per noi, per i nostri figli, per l'umanità”.

(Fonte immagine in evidenza: bergamasca.net)

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