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Alla Lavs di Val Brembilla 150 test sierologici per cercare il plasma iperimmune

La lotta al coronavirus parte (anche) da Val Brembilla. E più precisamente dalla locale Lavs (Libera Associazione Volontari Sangue), che nella giornata di sabato 9 maggio ha avviato i primi 150 test sierologici ai donatori ad essa iscritti.
11 Maggio 2020

La lotta al coronavirus parte (anche) da Val Brembilla. E più precisamente dalla locale Lavs (Libera Associazione Volontari Sangue), che nella giornata di sabato 9 maggio ha avviato i primi 150 test sierologici ai donatori di sangue ad essa iscritti.

Il test servirà per verificare la presenza degli anticorpi specifici prodotti dal corpo umano una volta guarito dal contagio da coronavirus e, in caso di riscontro positivo, sarà possibile prelevare il plasma iperimmune al Covid-19.

Il progetto, partito dalla Regione Lombardia, segue la richiesta del centro trasfusionale dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che ha come obiettivo quello che individuare dei donatori “periodici” che possano produrre il prezioso plasma iperimmune.

Una tecnica, questa, che nasce da un'intuizione di fine Ottocento dove la trasfusione di plasma prelevato da persone che hanno già sviluppato anticorpi in pazienti malati si è rivelato essere piuttosto efficace in termini di guarigione.

Lo scienziato Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Irccs Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha definito la tecnica come una possibile evoluzione della terapia e di conseguenza alla lotta al Covid. I primi 150 donatori associati nell'ambito della produzione di plasma della Lavs di Brembilla hanno potuto effettuare un test sierologico sicuro e, in caso di comprovata guarigione dal virus, anche contribuire donando il proprio plasma affinché venga utilizzato come terapia per chi è si trova ancora in condizioni di salute incerte.

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