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Andrea Offredi, dalla Val Brembana a New York: la prima Maratona in carrozzina d'atletica

Andrea Offredi, 34 anni di San Pellegrino, ha un obiettivo ben preciso in mente: sfidare la Maratona di New York il prossimo 3 novembre, in sella alla sua carrozzina olimpica.
31 Ottobre 2019

Andrea Offredi ha un obiettivo ben preciso in mente: sfidare la Maratona di New York il prossimo 3 novembre, in sella alla sua carrozzina olimpica. Non per il desiderio di vincere o primeggiare, ma partecipare per godersi la competizione e del sano sport. E per Andrea, 34 anni di San Pellegrino Terme che proviene da un passato a livello agonistico nella disciplina dell'handbike, sarà una maratona dal sapore speciale: insieme a lui correrà anche suo papà, che ha deciso di partecipare pochi giorni prima di tagliare il traguardo dei 60 anni.

La scelta di utilizzare una carrozzina d'atletica piuttosto che l'handbike nasce da una particolare regola della competizione americana, che da qualche anno prevede un limite di velocità per le gare di handbike e invece una categoria apposita per le carrozzine. “Avevo due opzioni – spiega Andrea – Potevo partecipare con l'handbike, ma bisogna essere invitati ed è necessario andare piano: non avrebbe avuto molto senso. La seconda possibilità era con la carrozzina, in una gara che si svolge invece regolarmente in maniera competitiva”. Non una carrozzina qualunque, ma un particolare modello impiegato proprio per competizioni come questa, offerta in prestito ad Andrea da Obiettivo 3, un progetto con l'obiettivo di supportare sportivamente atleti disabili, grazie all'atleta Alex Zanardi.

Dopo un periodo di adattamento durato qualche mese in cui il giovane 34enne – seguito dal campione Diego Castaldi – ha dovuto apprendere le tecniche, ormai è quasi tutto pronto: ad un giorno da quel volo che lo porterà oltreoceano, Andrea si sente carico e anche felice di affrontare questo importante e simbolico momento della sua vita. “Non mi importa di andare a gareggiare, ma di andare e vivere l'attimo – racconta – Ed è anche questo il bello: arrivo da una stagione agonistica 2018 dove era presente un certo tipo di pressione. Il bello di partecipare a questo evento, sapendo che non arriverai fra i primi, ti libera da questo senso di 'dovere', vai per vivere e goderti lo sport. Sono contento di esserci e contento che sia anche un evento significativo non solo per mio padre, ma anche per me”.

Dieci anni fa, Andrea era un istruttore subacqueo; durante un'immersione in Egitto, un'anomalia statistica lo ha portato a subire un'embolia spinale, da cui con il tempo ha parzialmente recuperato. Il suo passato nel settore agonistico con l'handbike lo ha portato a raggiungere diversi successi, fra cui nel 2018 il titolo Regionale Lombardo e il secondo posto ai Campionati Italiani, senza contare le partecipazioni a varie maratone fra cui quella di Venezia e di Firenze e anche due ritiri con la Nazionale. Per il 2019 ha scelto di non portare più avanti un programma agonistico, ma di continuare comunque a fare sport gareggiando fino a giugno, vincendo anche una gara minore.

Mi sono trovato davanti ad una scelta: provare ad alzare il tiro oppure mettere in standby progetti famigliari e lavorativi. Grazie a Obiettivo 3 ho avuto la mia occasione, ma ho fatto la mia scelta – conclude Andrea – Mi piaceva mettermi alla prova, ma mi ero reso conto che prendevo la bici con il solo scopo di raggiungere l'obiettivo che per godermi il gesto sportivo in sé. La carrozzina atletica mi permette di tornare a fare sport per svago, senza una mia aspettativa del risultato”.

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