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Corna Imagna, un laboratorio per imparare a riconoscere i formaggi e abbinarli al vino giusto

Come ''addestrare'' il proprio palato a riconoscere la differenza fra le diverse tipologie di formaggi? E come creare l'abbinamento perfetto fra vino e formaggio? Le risposte verranno svelate all'interno del Laboratorio del Gusto a Corna Imagna.
16 Luglio 2020

Come “addestrare” il proprio palato a riconoscere la differenza fra le diverse tipologie di formaggi? E come creare l'abbinamento perfetto fra vino e formaggio? Le risposte a queste domande verranno svelate all'interno del Laboratorio del Gusto, marchio didattico dell'associazione Slow Food, che si terrà domenica 19 luglio dalle 11 alle 12:15 nell'ambito del mercato agricolo di Corna Imagna.

Il Laboratorio del Gusto, a cura di Enrico Radicchi e Silvio Magni, ha come obiettivo non solo quello di dare luogo ad una degustazione, ma spingere i partecipanti ad effettuare un'analisi sensoriale così che possano acquisire nuovamente i sentimenti legati al cibo e all'alimentazione che, con l'avvento del “fast food” – ovvero una ristretta selezione di cibi consumata in grandi quantità – ha nel tempo annullato.

Il Laboratorio sarà diviso in due parti: la prima si concentrerà all'analisi sensoriale di diverse tipologie di formaggi (Slow Food e non), da quelli vaccini ai caprini, fino a quelli realizzati con latte di pecora, mentre la seconda parte sarà più didattica ed interattiva, nella quale ai partecipanti verrà chiesto di abbinare uno dei formaggi presenti al vino fornito dai curatori del Laboratorio.

Il Laboratorio si terrà a Corna Imagna, uno dei territori che esprime al meglio una tradizione di produzione dei formaggi – spiega Enrico Radicchi di Slow Food – Il fine è che i partecipanti possano raggiungere la consapevolezza e capire le differenze fra i tipi di formaggi, oltre che a rendersi conto degli elementi significativi sui processi di produzione, compresa l'alimentazione dell'animale che è importantissima e influenza non solo il sapore, ma anche la colorazione dei formaggi. Questa è la definizione di una analisi sensoriale: non soltanto il palato, ma per definire il quadro nella sua interezza entrano in gioco più sensi, fra cui anche la vista o l'olfatto”.

Perché è necessario “rieducare” i propri sensi per gustare un cibo a 360° e come nasce lo Slow Food? Tutto ha inizio all'inizio degli anni Novanta, quando in Europa stava facendosi strada una nuova modalità di alimentazione, basata soprattutto su cibi preconfezionati e lavorati: il fast food. “Lo Slow Food nasce come contrapposizione non solo per terminologia, ma anche per filosofia – spiega Radicchi – Nel mondo del fast food che stava ormai imperversando, si iniziava dunque ad avere un numero limitato di cibi, prodotti in grande quantità. Questo ha ovviamente influenzato i modelli agricoli, che si sono adattati di conseguenza”.

Ciò ha portato all'”omologazione del gusto” nelle persone: “Se io mangio cibi sempre uguali, tutti i nostri sensi si appiattiscono e non abbiamo più la capacità di distinguere, valorizzare ed essere consapevoli di ciò che mangiamo – precisa Radicchi – Ecco che nascono così i Laboratori del Gusto, per far sì che le persone acquisiscano nuovamente questi sentimenti legati al cibo e all'alimentazione, la sua storia ed i suoi produttori”.

Il Laboratorio del Gusto di Enrico Radicchi e Silvio Magni si terrà domenica 19 luglio, dalle 11 alle 12:15 sul sagrato della chiesa parrocchiale di Corna Imagna. L'evento, completamente gratuito, sarà a numero chiuso con un massimo di 15 persone, perciò è consigliata la prenotazione al numero 389.1030096.

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