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Coro Fior di Monte, 70 anni di storia: presto una mostra a Zogno

Una storia lunga 70 anni, ricca di concerti e partecipazioni a livello nazionale ed internazionale fra canti alpini e di montagna: questo è il coro Fior di Monte di Zogno.
28 Agosto 2019

Il coro Fior di Monte ha accompagnato la vita della comunità zognese in tutte le sue espressioni più vere, nei momenti di gioia e di festa, nei momenti di solennità, nei momenti di tristezza e di lutto. Questa costante presenza nella “vita” della nostra cittadina lo colloca di diritto nelle nostre tradizioni più intime ed amate e come valore inscindibile e storicamente consolidato”. Queste sono le parole che nel 1989 Diego Ceroni, l'allora sindaco di Zogno, dedicò a uno dei cori più famosi e amati della Valle Brembana.

Una storia lunga 70 anni, ricca di concerti e partecipazioni a livello nazionale ed internazionale, in Francia, Germania e Spagna. Lo spirito dei canti degli alpini di una volta, che non ha mai abbandonato il coro zognese in divisa rossa nemmeno con l'alba delle nuove generazioni. Sempre pronti, in prima fila, a cantare la propria montagna in qualche manifestazione o Santa Messa: questo è il coro Fior di Monte, che in occasione del suo settantesimo anniversario di attività ha in programma diversi immancabili eventi.

Il primo lo scorso 19 maggio, quando durante la Messa solenne delle 10:30 nella Cappella papale della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, il coro zognese ha avuto l'onore di accompagnare la celebrazione con il proprio canto. Il prossimo appuntamento è in programma per sabato 31 agosto, alle 19:30 presso il Centro Servizi del Comune di Zogno, per una mostra iconografica che ripercorre i 70 anni di attività fra decine di concerti e numerose altre attività. La celebrazione “ufficiale” in concerto è prevista per il 14 settembre, alle 20:45 nella chiesa San Lorenzo di Zogno.

Il coro Fior di Monte nacque senza un vero intento, quasi casualmente: la passione che univa i 'montanari' e i reduci di guerra ha fatto sì che la magia dei canti alpini e di montagna diventassero qualcosa di più che esibizioni improvvisate nelle baite e rifugi orobici.

Ed ecco che nel 1949 nacque il coro, tradizionale, che sa di Valle e di vita sui monti. Indimenticabili esibizioni, come quella negli anni '80 quando fu ospite della Diocesi di Faenza in occasione del Natale, o quando cantò nella Sala Bossi al Conservatorio di Bologna. E ancora, il secondo posto ad una competizione della rete televisiva Rai.

Negli anni il repertorio si è ampliato ed è variato nelle sue interpretazioni, ma i canti di montagna che più lo caratterizzano sono rimasti, testimonianza di una realtà che sta sparendo ma continua a vivere nei cuori e nelle parole delle canzoni tradizionali, grazie anche all'aiuto dei maestri che si sono succeduti con il tempo.

A partire da Antonio Micheli, primo maestro direttore e concertatore, che staccò solamente negli anni '60 per cedere il posto a Claudio Brissoni, ritornando in seguito e guidando i coristi fino al 1993. Poi ancora Carlo Minelli ed attualmente Franco Ambrosioni: grandi maestri, che hanno saputo portare in alto altrettanto grandi coristi.

(Fonte immagine in evidenza: corofiordimonte.it)

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