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Covid e riaperture: ipotesi su ristoranti, cinema, musei, piscine e palestre

Se il trend si confermerà in discesa, il Governo potrebbe anticipare alcune riaperture prima della fine di aprile. Ma non sarà un liberi tutti: per la maggior parte delle attività ora chiuse sarà necessario attendere il mese di maggio.
13 Aprile 2021

L'andamento della curva dei contagi e le vaccinazioni influenzeranno positivamente o negativamente le prossime, future riaperture in Italia. I prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi: se il trend in discesa sarà confermato, allora il Governo potrebbe scegliere di anticipare alcune riaperture prima della fine di aprile (ovvero quando scadrà il Decreto in corso) sebbene il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri – intervenuto al programma “Agorà” trasmesso da Rai 3 – si sia detto contrario, ribadendo che sia un errore “anticipare prima del 30 aprile” a favore, invece, di un allentamento a partire da maggio.

Intanto nessuna decisione è stata presa. Nemmeno la Cabina di Regia, nel corso della quale vengono in genere discusse le future mosse del Governo, pare sia stata convocata. In ogni caso, come confermato dal presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, si tratterà di aperture “selettive e ponderate”. Nessun liberi tutti da aprile, anzi: per la maggior parte delle attività ora chiuse sarà necessario attendere almeno il mese di maggio. Ad incidere fortemente sugli allentamenti sarà la campagna vaccinale. “Quando avremo protetto il 75% degli over 80, il 75% dei 70-79enni e tutti i fragili, trovare un 70-80enne in terapia intensiva dovrebbe essere un evento molto raro – ha ribadito Sileri – Avremo numeri simili a quelli inglesi. E si potrà pensare via via a riaprire”.

Mentre si attende il nuovo confronto politico, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini si prepara ad avanzare al Comitato Tecnico Scientifico le prossime richieste di allentamento e relativi protocolli da adottare. Come anticipato dal Corriere, coinvolgeranno il mondo del cinema e dello spettacolo, i musei, i ristoranti e (forse) palestre e piscine. Dopo l'incontro fra ministro e Cts, il “cronoprogramma” per le riaperture proseguirà, poi, il 20 aprile quando ci sarà la valutazione della curva e si concluderà il 26 aprile, quando verrà messo a punto il nuovo decreto.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, gli allentamenti inizieranno dai bar e ristoranti, privilegiando coloro che hanno posti a sedere. Secondo un possibile nuovo protocollo, la prenotazione potrebbe diventare obbligatoria per i clienti (dei ristoranti) ed i tavoli dovranno essere disposti in modo tale da assicurare il distanziamento personale fra i fruitori, per un massimo di quattro persone a tavolo – salvo che siano tutti conviventi. Un altro punto riguarderebbe i pagamenti, favoriti quelli elettronici, ed i menù, meglio plastificati oppure online.

Per cinema e teatri si pensa ad incrementare la capienza massima di 200 spettatori, con ingressi ed uscite separati e distanziamento minimo di un metro fra posti a sedere, non applicato in caso di nuclei famigliari o conviventi oppure se in presenza di divisori in plexiglass. Alcuni requisiti potrebbero aumentare il numero di spettatori in sala: obbligo di mascherina FFP2, presentazione di tampone negativo di 48 ore oppure certificazione di avvenuta vaccinazione. Un'altra richiesta che verrà presentata al Cts riguarda la riapertura di musei e mostre anche nel fine settimana, adottando alcune misure. Fra queste ci sarà un numero massimo di visitatori, tempo contingentato e mascherina obbligatoria, percorsi per la visita e distanziamento interpersonale.

Un ultimo punto potrebbe riguardare palestre e piscine, ormai ferme da diversi mesi. Le lezioni potrebbero avvenire soltanto in forma individuale, mentre in palestra prevarrà l'obbligo di distanza interpersonale minima adeguata all'intensità dell'esercizio e comunque non inferiore ai due metri. Per le piscine, ogni atleta avrà a disposizione 10 metri quadri. Obbligatoria l'igienizzazione e la pulizia degli attrezzi oppure delle aree di contatto dopo ogni utilizzo. Seguono le norme di buon senso: evitare di lasciare negli spazi condivisi i propri indumenti, gettare i materiali usati negli appositi contenitori, utilizzare tappetini propri. L'uso delle docce, invece, potrebbe essere vietato.

(Fonti: adnkronos.com | corriere.it | tg24.sky.it)

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