Astrazeneca, Ema: ''Coaguli possibili effetti collaterali, molto rari''. In Uk sconsigliato agli under 30

Eleonora Busi 07/04/2021 0 commenti

I coaguli di sangue insoliti con piastrine basse dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (il vaccino AstraZeneca, ndr). Così si sono espressi oggi i membri del comitato per la sicurezza dell'Agenzia Europea per i Farmaci EMA, dopo le anticipazioni di ieri da parte del responsabile vaccini dell'Ema Marco Cavaleri.

Non sono state indicate né una incidenza, né una frequenza anche se l'Agenzia menziona la cifra “1 caso su 100mila, o più”. Il rischio è stato giudicato, infatti, un effetto collaterale “molto raro”, se paragonato soprattutto ai benefici complessivi del vaccino anti-Covid che superano in ogni caso i rischi dei possibili effetti collaterali.

I fattori di rischio – Secondo quanto affermato dall'Ema, non è ancora possibile identificare specifici fattori di rischio ed i casi avversi avverrebbero a prescindere dall'età, sesso o precedente storia medica di disturbi della coagulazione. “Gli eventi rari – così ha scritto l'Agenzia – si osservano in tutte le età e in uomini e donne”. Per quale motivo, allora, diversi Paesi avrebbero denunciato una prevalenza sulle donne?

Inizialmente AstraZeneca era stato individuato come il vaccino da somministrare ai giovani adulti, compresi gruppi prioritari quali operatori sanitari ed insegnanti la maggior parte dei quali è rappresentata da donne. Ciò falserebbe l'incidenza negli individui di sesso femminile, che nel solo Regno Unito su 79 casi rari di coagulazione indicava ben 51 donne e 28 uomini. “Alcuni dati – ha spiegato l'Ema – potrebbero essere spiegati dal modo in cui il vaccino viene utilizzato nell'Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo”.

Lo stesso discorso si applicherebbe ai giovani under 30 anni, per i quali la Mhra – l'Agenzia di regolamentazione dei prodotti medico-farmaceutici del Regno Unito – avrebbe sconsigliato la somministrazione del vaccino AstraZeneca, a favore invece di Pfizer e Moderna. Nei giorni scorsi anche in diversi Paesi Europei (Germania, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Islanda, Estonia e Finlandia) l'uso del vaccino anglo-svedese è stato limitato esclusivamente alle persone sopra i 60 anni, proprio per una lieve incidenza osservata principalmente nelle giovani donne e non vista invece nella popolazione più anziana.

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La causa legata a una risposta immunitaria – I rari casi avversi vengono suddivisi in due tipologie: trombosi del seno venoso cerebrale – ovvero coaguli nelle vene del cervello – e trombosi venosa splancnica, che colpiscono cioè le vene dell'addome e nelle arterie, uniti a bassi livelli di piastrine. Il 4 aprile 2021 su 34 milioni di persone vaccinate nello Spazio economico europeo e nel Regno Unito, i casi avversi totali ammontavano a 169 per trombosi cerebrale e 53 per trombosi della vena splenica.

Come confermato anche dall'Ema, queste rare trombosi assomigliano ad una sindrome osservata in pazienti trattati con eparina (chiamata, in gergo tecnico, trombocitopenia indotta da eparina oppure HIT. “Si tratta di un meccanismo di autoimmunità – ha spiegato Pier Mannuccio Mannucci, ricercatore di Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, intervistato dal Corriere – Cioè si dà il vaccino, che dovrebbe stimolare la produzione di anticorpi con la proteina detta “spike”. In alcune persone stimola anche la produzione dei cosiddetti auto-anticorpi, cioè anticorpi rivolti verso le cellule parte del nostro organismo, in questo caso le piastrine e i fattori della coagulazione”.

Alle 18 è prevista una riunione dei ministri della Salute Ue, per valutare eventuali misure da adottare nei Paesi dopo il via libera di Ema alle autorità nazionali per “decidere come vorrebbero vaccinare e con quale tipo di vaccino”.

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(Fonte: corriere.it)

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