Riparte la scuola: oggi in 170 mila sui banchi in Bergamasca

Redazione 14/09/2020 0 commenti

 “E alla fine, siamo ripartiti. Da oggi, quasi 170 mila gli studenti bergamaschi hanno ripreso le lezioni, tra ingressi differenziati, distanziamenti sociali, trasporti pubblici all'80 % della capienza e mascherine chirurgiche (che a oggi mancano ancora in molto istituti)”.

Salvo Inglima, segretario generale CISL Scuola di Bergamo, analizza nel giorno zero le tante incognite e criticità della ripartenza, dopo sei mesi tra lockdown e vacanze: “poca chiarezza sul protocollo per il rientro a scuola dopo le assenze degli studenti (certificato si, certificato no?), la gestione dei lavoratori fragili (cioè coloro che per via di patologie pregresse sono più esposti  ai rischi contagi) ed infine, ma non per ultimo, il problema degli organici con le cattedre vacanti che stentano ad essere totalmente coperte, anche per colpa di un sistema di reclutamento non sempre snello ed efficiente”. 

Grado di istruzione

Alunni

Infanzia

8923

Primaria

49960

Secondaria di 1 grado

33112

Secondaria 2 grado

46202

Paritarie

30000

totale

168197

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“Da una empirica osservazione effettuata personalmente – nota Inglima -, ho notato che gli studenti osservano le regole del distanziamento, dell'uso della mascherina e gli ingressi scaglionati degli istituti stanno permettendo una sostanziale tenuta del sistema dei trasporti. Ci sono controlli degli addetti al sottopasso per valutare il corretto uso delle mascherine e l'osservanza dei percorsi obbligatori direzionali. Un grande senso di responsabilità da parte di tutti è fondamentale per garantire sicurezza”.

Però, interviene Paola Manzullo, della segreteria provinciale del sindacato di via Carnovali, “si pone un grosso interrogativo: l’organico aggiuntivo covid è del tutto insufficiente per coprire eventuali assenze riconducibili alla pandemia. Apprezziamo la possibilità che si possano effettuare tamponi rapidi a scuola: rappresentano un ottimo strumento di screening in un contesto che vede, ad oggi, situazione con più del 10% dei docenti che ha sviluppato anticorpi".

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