Variante di Zogno, termine lavori previsto per l'estate 2021: ''questa, ultima estate di code''

Eleonora Busi 12/06/2020 0 commenti

Sopralluogo nella giornata di ieri, 11 giugno, al cantiere della variante di Zogno, per fare il punto della situazione dopo quasi tre mesi di lockdown causa Covid. E proprio a causa di questo imprevisto, a slittare è stato anche il termine dei lavori: non più fine 2020 come si era ipotizzato in precedenza, ma estate 2021.

L'obiettivo è far sì che questa sia l'ultima estate di coda per la Valle Brembana” ha spiegato l'assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, presente al sopralluogo insieme al presidente di Infrastrutture Lombarde (società appaltante controllata dalla Regione) Giuliano Capetti, al vicesindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti e all'assessore Giampaolo Pesenti.

Ci sono stati dei ritardi dovuti alla disponibilità di alcune aree – ha spiegato poi Guglielmo Fariello, il direttore dei lavori per conto di Infrastrutture Lombarde – Alcune dell'interconnessione a nord sono state consegnate solo l'8 marzo, mentre il cantiere della variante era partito a fine ottobre. Alcuni passaggi di proprietà hanno poi portato a modifiche progettuali”. Oltre, sullo sfondo, ad un elettrodotto ancora da spostare. “Anche se Terna sembra pronta a partire” ha precisato Terzi.

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Il termine ultimo quindi, nonostante non sia ancora contrattualizzato con l'impresa, sembrerebbe essere proprio l'estate del 2021, anche se l'assessore Terzi assicura di stare lavorando per anticipare i tempi. In ogni caso, la conclusione del cantiere non significa per forza l'apertura immediata della variante: ci sono una serie di procedure “che dove possibile cercheremo di fare in parallelo” ha aggiunto Luca Gherardi, direttore tecnico della Collini, l'impresa di Trento che ha ripreso in mano i lavori.

Da parte nostra ci adopereremo al massimo per rispettare i tempi e far sì che questa sia l'ultima estate con le code in questa parte della valle” ha concluso Gherardi. La prospettiva di un'apertura in estate è rassicurante anche per l'Amministrazione di Zogno. “Eravamo preoccupati per lo stop conseguenza del Covid – ha commentato il vicesindaco Ghisalberti ma questa tempistica ci fa stare più tranquilli”. Qualche complicazione, però, c'è.

Una fra tutte è la presenza di massi sui pendii della Madonna del Lavello, un'ottantina che in alcuni casi raggiungono i 7-8 metri cubi di dimensione. “Alcuni verranno fatti cadere, anche con l'ausilio di elicotteri – è la soluzione espressa da Fariello – Quelli che invece non si potranno spostare verranno bloccati sul posto con l'ausilio di tiranti d'acciaio nella parte alta della montagna. Poi verranno messe delle barriere a valle: il problema è che reggono fino a un metro cubo e qui ci sono blocchi di dimensioni ben maggiori che verranno appunto assicurati in loco”. I lavori, comunque, sono ripresi ad un buon ritmo. Gli operai si stanno concentrando ora sulla realizzazione degli impianti e alla predisposizione delle piazzole di sosta, nella galleria “Monte di Zogno”. Quelli della galleria “Inzogno”, invece, dovrebbero trovarsi in una fase più avanzata.

L'opera – Il progetto della variante, i cui lavori sono partiti nel 2012 e bloccati nel 2014 in seguito all’abbandono da parte dell’impresa Itinera di Tortona per fondi insufficienti, riguarda un tratto di strada di circa 4,3 chilometri che, dalla zona centrale Enel di Zogno, “buca” la montagna e arriva fino alla Madonna del Lavello nella frazione di Ambria, sul confine con San Pellegrino. Due tratti a cielo aperto di circa 2 km e due gallerie naturali, la “Inzogno” e la “Monte di Zogno”, per l'opera sono stati già spesi oltre 40 milioni di euro. Regione Lombardia ha dovuto dunque stanziare altri 33,1 milioni di euro per il completamento.

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